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28 gennaio, Roma. Carceri, isolamento e prevenzione della tortura

incontro europeo 2020Nel 2018 i provvedimenti di isolamento disciplinare nelle carceri italiane sono stati 2367: il 27,5% del totale del totale delle sanzioni comminate dai consigli di disciplina. Sulla durata dei provvedimenti non ci sono dati. Tuttavia sappiamo per esperienza che spesso si arriva al limite massimo previsto dalla legge, 15 giorni. Peraltro ad oggi non esiste una legge che impedisca il susseguirsi nel tempo di diversi provvedimenti di isolamento disciplinare. Ciò vuol dire che dopo 15 giorni di isolamento una persona detenuta può fare ritorno in sezione per alcune ore e poi tornare da dove era venuto.

I danni sulla salute fisica e mentale dell'isolamento sono più che rilevanti, come sottolineato dalla comunità scientifica e come codificato nella normativa internazionale più avanzata, che per far limitare i rischi connessi a tale situazione raccomanda tra le altre cose il mantenimento di contatti umani significativi, la supervisione continua delle autorità mediche e altre importanti misure. Nei reparti di isolamento, poi, il rischio di violenze e altri trattamenti contrari al senso costituzionale della pena è più alto che altrove. Per questo Antigone propone di abolire i reparti ad hoc e di diminuire attraverso una serie di misure precise il ricorso all'isolamento.

Il fenomeno ha portata europea. Il 28 pomeriggio, a partire dalle ore 15.30, nella sede romana del Parlamento europeo in via IV Novembre 149, ci confronteremo con diverse personalità che tanto si sono occupate del fenomeno.
Ci saranno Pétur Hauksonn, psichiatra ed ex vicepresidente del Comitato europeo per la prevenzione della tortura (CPT), Mauro Palma, Garante dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale ed ex presidente del CPT, Alan Mitchell, componente del CPT per il Regno Unito, Krassimir Kanev, presidente del Bulgarian Helsinki Committee, Eszter Kirs, dell'Hungarin Helsinki Committee, e Philip Hamdl, del Ludwig Bolztmann Institute di Vienna. E ci saremo noi. Sarà l'occasione per presentare le proposte di Antigone e discutere dei modi per ridurre il ricorso all'isolamento.

Per partecipare è necessario accreditarsi scrivendo, entro il 23 gennaio, a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Roma, 14 ottobre: Carceri d'Europa, proposte, tendenze, rischi e prevenzione della radicalizzazione

Evento EPO RomaIl prossimo 14 ottobre a Roma, a partire dalle ore 10.00, presso la Sala di Santa Maria in Aquiro del Senato della Repubblica, Antigone e lo European Prison Observatory organizzano un incontro pubblico per affrontare il tema delle carceri europee. Verrà presentato il primo Rapporto sulle carceri in Europa nonché le proposte dello European Prison Observatory da presentare alle istituzioni europee.

In un’epoca in cui il sovraffollamento carcerario investe molti Stati membri, l’assistenza sanitaria e psichiatrica rivolta ai detenuti è troppo spesso inadeguata, le opportunità di lavoro sono carenti e poco qualificate, l’uso della forza da parte del personale penitenziario è stato motivo di preoccupazione in vari Paesi europei, cosa possono fare le istituzioni dell’Unione Europea per garantire condizioni di detenzione rispettose della dignità della persona privata della libertà? Durante l’incontro verranno presentati i risultati di una ricerca condotta dallo European Prison Observatory nell'ambito del progetto "Prison de-radicalization strategies, programmes and risk assessment tools in Europe", realizzato con il sostegno del Programma Giustizia (2014-2020) della Commissione Europa, un tema al quale l’intera Europa ha dedicato una grande attenzione negli ultimi anni.

Lo European Prison Observatory è una rete di associazione ed enti di ricerca europei coordinato da Antigone e sviluppato con il sostegno-del Programma di Giustizia dell'Unione Europea. Questo osservatorio studia, attraverso analisi quantitative e qualitative, la condizione dei sistemi penitenziari nazionali e dei relativi sistemi di alternative alla detenzione, confrontandola con le norme e gli standard internazionali rilevanti per la tutela dei diritti fondamentali dei detenuti. Mette in evidenza le "buone pratiche" esistenti nei diversi paesi, sia per la gestione delle carceri che per la protezione dei diritti fondamentali, e promuove l'adozione degli standard del CPT e degli altri strumenti giuridici internazionali per la gestione delle carceri in Europa.

Nel 2017 lo European Prison Observatory ha avviato un progetto sulla prevenzione ed il contrasto alla radicalizzazione in carcere, e sull'impatto che queste misure possono avere sui diritti fondamentali delle persone detenute.

Per partecipare all'evento è necessario accreditarsi, entro e non oltre le ore 11.00 dell'11 ottobre, mandando una e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. L'accesso alla sala - con abbigliamento consono e, per gli uomini, obbligo di giacca e cravatta - è consentito fino al raggiungimento della capienza massima; I giornalisti devono accreditarsi secondo le modalità consuete inviando un fax al numero 06.6706.2947.

Di seguito il programma con i partecipanti:

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No Prison: il seminario a Roma il 10 e 11 ottobre

16181431944 a940ea9001 zDue retoriche spingono oggi il carcere ad assumere un ruolo centrale sulla scena politica e sociale italiana, proponendolo come riferimento fondamentale all’opinione pubblica. Una cultura punitiva e persecutoria contro ogni illecito che sia espressione di marginalità e vulnerabilità sociale, enfatizzato come nemico e pericolo pubblico, e una cultura giustizialista che attribuisce alla persecuzione penale il ruolo di principale rimedio contro i mali che affliggono il sistema politico ed economico nazionale: corruzione, speculazione, distrazione di denaro pubblico, criminalità organizzata, etc.

Di contro a questa crescente centralità il carcere manifesta più che mai la sua assoluta inadeguatezza, non solo non riuscendo ad assolvere alle sue funzioni fondative, il cui fallimento storico è evidente, ma dimostrandosi totalmente inefficace nella soluzione delle questioni attribuitegli. Gli effetti di tale contraddizione rivelano una serie di esiti negativi: ripresa accelerata del processo di sovraffollamento, con le conseguenti note implicazioni negative; il deterioramento delle condizioni di vita interne, con l’effetto di violare i diritti fondamentali dei reclusi; il diradarsi e l’indebolirsi degli strumenti trattamentali; la restrizione delle opportunità di fruire delle misure alternative, per citare solo gli aspetti principali.

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24 giugno, Bologna. Presentazione del primo rapporto regionale sulle carceri

Locandina Antigone 24 giugnoAntigone Emilia Romagna presenterà il 24 Giugno dalle 16 alle 19 nella sala “Marco Biagi” del Complesso del Baraccano in via S. Stefano 119 a Bologna il primo rapporto sulle condizioni di detenzione in Emilia Romagna.

L’idea di realizzare per il 2018 un rapporto regionale parte dalla crescita delle attività della sede regionale di Antigone. Per quanto attiene alla mappatura delle condizioni di detenzione in Emilia-Romagna, da alcuni anni gli osservatori e le osservatrici presenti in regione garantiscono che ciascun carcere sia visitato almeno una volta all’anno, assicurando continuità nell’attività di monitoraggio e scambio con gli operatori e le operatrici del settore. Altrettanti\e militanti dell’associazione si occupano di raccogliere informazioni sugli istituti provenienti da altre fonti, cercando, archiviando e analizzando contributi giornalistici, comunicati sindacali, report provenienti da altre associazioni e dagli uffici dei garanti (regionale e comunali) e realizzando talvolta colloqui e interviste con testimoni privilegiati all’esterno del carcere. L’integrazione di questi strumenti ci ha spinti a lavorare al primo rapporto regionale sulle condizioni di detenzione con l’intento di comporre un quadro regionale sulla base del confronto dei materiali raccolti con riferimento alle singole strutture: le case circondariali di Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Ravenna, Piacenza, Reggio Emilia e Rimini; la casa di reclusione di Parma, la casa di lavoro di Castelfranco Emilia. 

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Roma, 6 giugno. Le garanzie procedurali degli arrestati

EFPTD ROMASi terrà il 6 giugno a Roma un incontro nel quale si discuterà delle garanzie procedurali degli arrestati, partendo dai risultati emersi nell'ambito del progetto Inside Police Custody, realizzato con il contributo della DG Giustizia e Consumatori dell’Unione Europea, effettuando una ricerca volta a misurare l’effettiva applicazione di tre delle direttive previste dalla roadmap di Stoccolma: una riguarda il diritto di arrestati e fermati a essere informati sui propri diritti, il diritto di chiunque sia sottoposto a procedimento penale di essere informati sulle accuse mosse nei loro confronti e il diritto di accedere per tempo al proprio fascicolo, in modo da poter preparare una difesa adeguata; l’altra riguarda il diritto di chi non è in condizione di comprendere le la lingua italiana a essere assistito da traduttori e interpreti che rendano intelligibile quanto accade; la terza e ultima riguarda invece il diritto all’assistenza legale in generale. L’obiettivo della ricerca era quello di vedere se e quanto questi diritti siano garantiti in Italia, e quali sono gli ostacoli che ne impediscono il beneficio. Ne è venuto fuori un quadro poco edificante (come emerge dal report).

A partire dalle ore 14.00, alla Parrocchia di Santa Lucia (via Santa Lucia 5), discuteranno di questo Simona Filippi (Avvocato del Foro di Roma - Membro del Direttivo Antigone), Gianluca Tognozzi (Avvocato, Segretario Camera Penale di Roma), Maria Laura Paesano (Giudice del dibattimento penale - Tribunale di Roma), Stefano Anastasia (Garante delle persone private della libertà nella Regione Lazio), Francesco Cascini (Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Roma), Ignazio Patrone (Procuratore generale presso la Suprema Corte di Cassazione).

L’evento è accreditato dall’Ordine degli Avvocati di Romacon il riconoscimento di n. 3 crediti formativi.

 

16 maggio, Roma. Presentazione XV Rapporto "Il carcere secondo la Costituzione"

carcere e costituzioneIl prossimo 16 maggio si terrà la conferenza di presentazione del XV Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione, "Il carcere secondo la Costituzione".
L'iniziativa è prevista a Roma presso la Sala dell'Istituto di Santa Maria in Aquiro del Senato (piazza Capranica 72) a partire dalle ore 10.00. 

Il rapporto di Antigone costituisce una fotografia indipendente del sistema penitenziario italiano, condotta attraverso l'attività di osservazione che l'Associazione svolge dal 1998 in tutti gli istituti penitenziari del paese. Il documento contiene dati, numeri, analisi e storie sul sistema carcerario e le sue condizioni. 

Quest'anno abbiamo deciso di titolare il rapporto "Il carcere secondo la Costituzione" poiché a questa ci richiamiamo nel nostro lavoro di osservazione, nella rilevazione degli elementi critici, delle potenzialità e dei rischi del nostro sistema. Crediamo che il nostro lavoro di osservazione sia necessario e quindi, per questo lo mettiamo a disposizione affinché si possa mettere in moto un percorso che colmi la distanza tra la pena reale e la pena secondo la costituzione.

Oltre agli esponenti di Antigone parteciperanno: Mauro Palma (Garante Nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale), Gemma Tuccillo (Capo del Dipartimento della Giustizia minorile e Comunità). Si è inoltre in attesa delle conferme di Francesco Basentini (Capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria) e dell'On. Alfonso Bonafede (Ministro della Giustizia).  

Per partecipare alla presentazione del rapporto è necessario accreditarsi inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.. Essendo i posti limitati riceverete una e-mail di risposta nella quale verrà comunicato se la richiesta di partecipazione è stata accolta o meno.

1 aprile, Roma. Presentazione del volume "Carcere e fabbrica"

carcere e fabbrica roma tre twitterCarcere fabbrica. Alle origini del penitenziario è un classico della criminologia critica da poco ripubblicato dal Mulino in una edizione aggiornata con testi nuovi di Dario Melossi e Massimo Pavarini. 

A oltre tre anni dalla scomparsa di Massimo Pavarini, e a più di quaranta dalla prima edizione del saggio risalente all’oramai lontano 1977, il volume arriva nelle librerie, nelle università e nelle biblioteche italiane in un momento nel quale abbiamo eccezionalmente bisogno di strumenti critici approfonditi di analisi. 

Il libro va alle origini del sistema penitenziario, tornando indietro di alcuni secoli per spiegare il rapporto tra universo punitivo e ideologia della produzione.

Lunedì 1 aprile ne parleremo a Roma, all'Università Roma Tre, nell'ambito del corso di Sociologia del Diritto insieme all'autore Dario Melossi, e a Stefano Anastasia, Tamar Pitch e Anna Simone, con i saluti di Giovanni Serges, Direttore della Facoltà di Giurisprudenza.
L'appuntamento è alle ore 14.15 presso l'Aula 9 del Dipartimento di Giurisprudenza, in via Ostiense 161.

20 febbraio, Roma. Presentazione del volume: "La riforma dell'ordinamento penitenziario"

banner rif ord pen romaA cinque anni dalla sentenza pilota con cui la Corte Europea ha condannato l’Italia nel caso Torreggiani, il Parlamento ha approvato tre decreti legislativi di riforma dell’ordinamento penitenziario (D.Lgs. n. 121/2018, D.Lgs. n. 122/2018, D.Lgs. n. 124/2018). 

Nell'istant book "La riforma dell'ordinamento penitenzario", edito da Giappichelli Editore, sono commentate in modo analitico da esperti della nostra associazione, avvocati, ricercatori, professori universitari le norme approvate, soffermandosi anche sulle parti di legge delega non attuate. 

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Lecce - Presentazione di "Un anno in carcere"

Un anno in carcere LecceMartedì 11 dicembre, alle ore 11.00 presso l' Aula Ferrari, Dipartimento dei Diritti Umani di Lecce (Palazzo Codacci Pisanelli), si terrà la presentazione di “Un anno in carcere” – XIV Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione.

Il 2017 sarebbe dovuto essere l’anno della “svolta” per il sistema penitenziario italiano. La chiusura di un ciclo, idealmente iniziato nel 2013 con la Sentenza Torreggiani, con la quale la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo condannava l’Italia per aver violato l’Art.3 della Convenzione europea dei diritti umani. Era atteso un nuovo ordinamento penitenziario, che, dopo quarant’anni avrebbe dovuto modificare e “ammodernare” l’impianto originario del 1975, sulla base del cospicuo lavoro degli Stati generali dell’Esecuzione penale. La riforma ha avuto tempi (troppo) lunghi, la versione definitiva del testo legislativo è finita in pasto agli appetiti (e agli infondati attacchi) elettorali, troppo a ridosso della fine della legislatura. Si è cercato di elevare lo standard del rispetto dei diritti delle persone detenute, avvicinandosi alle indicazioni degli organismi sovranazionali senza con questo mettere in pericolo la sicurezza dei cittadini ma, piuttosto, garantendola maggiormente attraverso misure di comprovata efficacia nell’abbattimento della recidiva. 

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I Diritti e le garanzie dell’imputato e del condannato: dalla convalida all’esecuzione della pena

tribunale-giustizia-processo-avvocato-giudiceMartedì 16 ottobre, tra le 12.30 e le 15.30, al Tribunale di Roma (Aula Occorsio) avrà luogo il convegno "I Diritti e le garanzie dell’imputato e del condannato: dalla convalida all’esecuzione della pena" promosso da Antigone e dall'ADU, l'associazione dei difensori d'ufficio con cui abbiamo siglato un protocollo pochi mesi fa.

Durante il convengo presenteremo le nostre ricerche sui diritti degli imputati nella prima fase di privazione della libertà. È una fase in cui il diritto all'assistenza legale, quello all'assistenza linguistica (quando si è stranieri) e quello all'informazione sono spesso violati.

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