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No all'aumento di pena per furti e rapine. Non è così che si contrasta il crimine.

COMUNICATO STAMPA - "I più grandi studiosi di diritto penale ci hanno insegnato che il sistema penale deve essere impermeabile agli umori dell'opinione pubblica. Oggi su un grande quotidiano c'è addirittura un sondaggio on-line nel quale si chiede se siamo d'accordo all'aumento di pena carceraria per scippi e furti in appartamento. Su questi temi vince sempre chi la spara più grossa. Su questi temi vince sempre il Salvini di turno perché parla alla pancia e non alla ragione delle persone" sono le parole di Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.

"Noi siamo contrari ad ogni ipotesi di aumento di pena per reati contro il patrimonio. In Italia i reati più gravi (ad esempio omicidi e violenze sessuali) sono in diminuzione. Che facciamo dunque, cambiamo le pene riducendole o aumentandole nella loro entità alla luce del dato statistico?" si chiede ancora Gonnella. "Il codice penale deve essere sempre lo stesso. Deve essere frutto di scelte razionali e non emotive. Bisogna assolutamente evitare di creare una nuova emergenza sicurezza. Non c'è un allarma in questo senso. L'emergenza è quella sociale non quella penale. Gli allarmi sicurezza, avallati da alcuni organi di stampa, hanno negli anni passati determinato il sovraffollamento carcerario che ora stiamo cercando di contrastare. Il carcere è sempre l'esito delle politiche penali".

"Pertanto - conclude il presidente di Antigone - chiediamo al governo di evitare di fare oggi quelle scelte penali che domani potrebbero portare a nuove ondate di ingressi in carcere di persone che provengono dagli strati sociali marginali. Meglio concentrarsi sui grandi crimini e sui grandi criminali."

Roma, 08/07/2015 

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