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Un appello al governo affinché presti la massima attenzione al caso di Antonio Consalvo, da 10 mesi nelle carceri dello Sri Lanka

antonio-consalvo-carcere-sri-lankaDa circa 10 mesi Antonio Consalvo, 33enne di Pordenone, si trova nel carcere di Colombo, la capitale dello Sri Lanka. Nel maggio scorso, mentre faceva scalo all'aeroporto di Colombo, di ritorno in Italia dopo un soggiorno in Thailandia, è stato arrestato perché in possesso di una dose di marijuana. Da allora, stando a quanto riferito dalla madre e da vari quotidiani, non è stato sottoposto ad alcun processo ed è detenuto in condizioni disumane, in una cella condivisa con circa 80 detenuti che fanno i turni per dormire. E' tramite il suo avvocato, Ahmed Munasudeen, che la madre riceve informazioni. A febbraio 2019, le autorità consolari lo avevano visitato due volte. Pare che durante la detenzione abbia contratto una bronchite e un'altra non precisata infezione.

Dopo un appello rivolto a febbraio alle istituzioni affinché si mobilitassero per ristabilire i diritti del figlio, la madre, Lucia Catania, il 5 marzo si è recata nel carcere di Colombo, dove ha potuto incontrare il figlio, il quale le ha chiesto un cuscino e un sapone antibatterico. Aveva irritazioni cutanee sparse e lamentava il mancato avvio del processo. A fronte della evidente fragilità delle garanzie processuali, della frequenza con cui hanno luogo casi di tortura e detenzioni arbitrarie nello Sri Lanka, oltreché della disumanità delle condizioni detentive denunciate da autorevoli organizzazioni internazionali impegnate nella promozione dei diritti umani, auspichiamo che il Governo presti al caso tutta l'attenzione che esso richiede.

Noi continueremo a seguirlo, qualora serva anche giudiziariamente, affinché si arrivi a una rapida scarcerazione e un altrettanto rapido rientro in Italia.

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