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#NonIsoliamo. La nostra proposta di legge depositata alla Camera

d8e7c1f1c9124941ad3092060bd969e7-1Lo scorso mese di luglio presentammo la campagna #NonIsoliamo i diritti, con una proposta di legge per la riforma del regime dell'isolamento, consapevoli dei rischi che esso ha per la salute psico-fisica della persona detenuta. Oggi quella proposta è stata depositata alla Camera dei Deputati.

A firmarla finora sono stati i deputati Daniele Farina, Arcangelo Sannicandro, Arturo Scotto, Donatella Duranti, Marisa Nicchi, Annalisa Pannarale, Serena Pellegrino, Giovanna Martelli, Gianni Melilla, cui si sono aggiunte Marialuisa Gnecchi e Gessica Rostellato.

Nei giorni scorsi abbiamo scritto a tutti i deputati chiedendo di sottoscrivere a loro volta la proposta.  
Ti invitiamo a fare lo stesso, scrivendo ai deputati (a tutti, a quelli del tuo partito o quelli del tuo territorio) chiedendo loro di apporre la firma e di lavorare affinché la proposta di legge venga discussa e approvata.

Qui trovi il testo della legge da inviare nella e-mail.

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I CIE non diventino luoghi di detenzione arbitraria

cieCOMUNICATO STAMPA - "Oggi il Capo della Polizia in alcune interviste conferma l'intenzione del Governo di riaprire un CIE per regione, prevedendo finanche la permanenza obbligata in essi fino a un anno. Ricordiamo che non molto tempo fa, proprio per le ingiustizie, le disumanità e l'ineffettività del sistema di identificazione - per il quale un allungamento del periodo di trattenimento si rivela privo di efficacia -, i tempi furono fortunatamente ridotti a novanta giorni.  

La detenzione nei CIE, va altresì ricordato, avviene per persone che non hanno commesso un reato o che, avendolo commesso, hanno già scontato la propria pena. Non va quindi trasformata in detenzione arbitraria.  

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Gonnella: contro radicalizzazione applicare standard internazionali del Consiglio d'Europa

preghieradetenutiCOMUNICATO STAMPA - "Nella conferenza stampa di stamattina il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni e il ministro degli Interni Marco Minniti sono tornati sull'argomento radicalizzazione nelle carceri, relativamente al terrorismo di matrice islamica.  
Più volte abbiamo avuto modo di ribadire come il rischio radicalizzazione si combatta solamente attraverso l'applicazione degli standard internazionali del Consiglio d'Europa e cioè attraverso il riconoscimento dei diritti religiosi, degli stranieri, da accompagnare ad una costante informazione, possibile solo attraverso un staff specifico fatto di mediatori culturali e linguistici.  

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Atletico Diritti e Associazione Italiana Calciatori per la solidarietà e l'integrazione. L'evento il 5 gennaio

Una festa di sport, solidarietà e integrazione voluta dall'Atletico Diritti e dall'Associazione Italiana Calciatori, con la collaborazione di Liberi Nantes, è quella che si terrà il 5 gennaio 2017 presso il campo XXV Aprile a Roma.

La manifestazione prevede un quadrangolare cui prenderanno parte l'Atletico Diritti, squadra composta da studenti, migranti e persone in esecuzione penale, nata dalla collaborazione tra Progetto Diritti, Antigone, con il patrocinio dell'Università Roma Tre; una rappresentanza dell'AIC con il presidente Damiano Tommasi in prima fila assieme ad altri ex calciatori e calciatrici; Liberi Nantes, squadra composta da rifugiati e richiedenti asilo; l'AC Cittareale, squadra della provincia di Rieti il cui paese è stato colpito dal terremoto avvenuto negli scorsi mesi.

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Rebibbia/Antigone. Marietti: le imputazioni per direttore e agenti rischiano di costituire un freno al recupero dei detenuti

164728414-2df8e99f-3ee3-4c2c-865b-2fe7786beed1COMUNICATO STAMPA - "L'evasione di tre detenuti dal carcere romano di Rebibbia, pur essendo un fatto grave, non deve mettere in discussione politiche penitenziarie dirette alla responsabilizzazione e alla risocializzazione delle persone detenute.  

L'imputazione del reato di "colpa del custode" nei confronti del direttore, del comandante di reparto e di un certo numero di poliziotti penitenziari - come emerge da alcuni organi di stampa -, può costituire un freno ingiusto nei confronti di chi è impegnato in attività dirette al recupero sociale dei detenuti.  

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A Natale regala diritti. Regala la tessera di Antigone

ANTIGONE NATALE-01Cara amica, caro amico,  
da sempre raccontiamo che la giustizia è di classe, quanto essa sia dura nei confronti dei più vulnerabili. Lo facciamo andando molto volte contro il senso comune che vorrebbe più galera per tutti ma soprattutto per immigrati, poveri, tossicodipendenti.  
Noi andiamo in giro per le prigioni, difendiamo i diritti dei meno protetti, andiamo in giudizio contro i torturatori.  Per farlo abbiamo bisogno del tuo sostegno.  

Regala una tessera di Antigone a un tuo amico, a una tua amica, ai tuoi genitori, a tuo figlio. Ci aiuterai così a visitare un carcere in più, a portare a processo un torturatore altrimenti impunito, a difendere i nostri diritti.  

Patrizio Gonnella, presidente Antigone

Iscriverti o regalare la tessera di Antigone è facile. Basta compilare questo form e rimandarlo via e-mail, fax, posta ordinaria compilato in ogni suo campo assieme alla copia del bollettino postale, dell'effettuato bonifico o del pagamento su paypal (che potete effettuare qui).

Insieme alla tessera vi invieremo una cartolina da poter mettere sotto l'albero della persona a cui vorrete regalarla.

Gentiloni/Antigone. Gonnella: "riforma ordinamento penitenziario e tortura siano priorità del nuovo Governo"

Paolo Gentiloni 3COMUNICATO STAMPA - "Qualunque sia la durata del Governo alcune cose si possono fare comunque in tempi rapidissimi.
In primo luogo c'è da fare la riforma penitenziaria. Il testo approvato alla Camera prevede norme sull'accesso facilitato alle misure alternative, sui diritti degli stranieri e delle donne; prevede inoltre regole ad hoc per minori, diritti religiosi, diritto alla sessualità e alla salute. Ora è al vaglio del Senato.
Il ministero della Giustizia guidato da Andrea Orlando ha dato vita a una grande importante e qualificata consultazione sui temi penitenziari, coinvolgendo anche la società civile. Sarebbe un peccato non fare diventare legge molte delle proposte lì presenti. Chiediamo al ministro Orlando di prevedere una corsia privilegiata alla riforma penitenziaria.

In tempi altrettanto rapidi si può approvare con atto del Governo una norma che approvi il crimine di tortura. Ci vorrebbero pochi giorni se mai ci fosse la volontà politica. In questo caso ci appelliamo al ministro Orlando, al ministro Minniti e al presideNte incaricato Gentiloni".

ROMA, 13/12/2016

Antigone in visita al carcere rumeno di Timisoara

56 bigNegli ultimi giorni siamo stati in Romania nell'ambito di un progetto di cui siamo partner. L'occasione è stata utile anche per visitare la prigione di Timisoara e poter osservare le differenze tra il sistema carcerario rumeno con quello italiano.

Di seguito alcune informazioni sulla situazione di questo carcere.

L’istituto si presenta in buone condizioni, ma è angusto e assolutamente inadeguato al numero dei presenti. Molte celle misurano attorno ai 24mq, e contengono fino a 9 brande distribuite in tre letti a castello.  
Altre, che misurano attorno ai 70mq, contengono fino a 28 brande. Le celle piccole hanno 1 bagno, in ambiente separato, quelle grandi 2. In tutte le celle non c’è nessuno spazio per muoversi, né ci sono tavoli o sedie.

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REBIBBIA/ANTIGONE. "Chiudere le attività alle 15.30 mette a rischio la rieducazione. Il provvedimento venga rivisto"

164728414-2df8e99f-3ee3-4c2c-865b-2fe7786beed1COMUNICATO STAMPA - “Non si può parlare di rieducazione e risocializzazione dei detenuti se poi alle 15.30 il carcere si chiude ad ogni attività e alla comunità esterna”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, in riferimento al provvedimento adottato nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso di interrompere tutte le attività a partire dalle 15.30, a seguito dell’evasione di tre detenuti avvenuta qualche settimana fa.  

“Fatte salve le legittime decisioni in materia di sicurezza – prosegue Gonnella – non è pensabile che oltre mille detenuti scontino problemi organizzativi e di organico dell’Amministrazione Penitenziaria”.  

Tra le attività costrette a chiudere in anticipo c’è anche lo “Sportello per i diritti” dell’Associazione Antigone che svolge la propria attività nell’istituto e i cui volontari, lo scorso 18 novembre, sono stati invitati ad uscire in esecuzione del recente provvedimento.  

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Referendum/Carceri. Antigone: Si o No, facciamoli votare

referendumottobre.600COMUNICATO STAMPA - “Che votino Si o No l’importante è che i detenuti possano votare”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.  

“Il voto è un diritto costituzionalmente garantito, per questo, proprio nel momento in cui i cittadini italiani sono chiamati a votare se accettare o meno la riforma della Costituzione, è necessario affermare ancora una volta i diritti in essa contenuti, attivando tutte le misure necessarie affinché i tanti detenuti senza interdizione possano esprimere la propria opinione” dichiara Gonnella.  

Nelle ultime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio del 2013 i vontati furono complessivamente 3.426, pari a circa il 5,2% dei reclusi. La partecipazione alle elezioni precedenti, quelle del 13 e 14 aprile 2008 fu ancora più bassa, attestandosi al 2,4%, pari a 1.368 votanti. 3

Questi dati tuttavia tengono conto dei presenti e non degli aventi effettivamente diritto.  

“Chiediamo all’Amministrazione Penitenziaria e alle Direzione delle carceri di attivarsi - conclude Gonnella - affinché ci sia informazione sul voto, sulla possibilità di votare e sulle procedure che i detenuti devono attivare per vedere garantito questo loro diritto”.

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