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Le navi impossibili di Angelino Alfano, il ministro galleggiante*

27desk1-riapertura-foto-angela-quattone-sintesi-visiva-alfano Aq002Non è la prima volta che Angelino Alfano propone l’uso delle navi o di qualche forma di galleggiante per affrontare demagogicamente presunte emergenze detentive.  

Nel 2009 era esponente del Pdl e ministro della Giustizia del governo Berlusconi. Di fronte alla questione del sovraffollamento penitenziario – c’erano a quel tempo circa 63 mila detenuti contro gli attuali 54 mila – il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria sotto di lui amministrato propose le navi prigione da ancorare nei porti della Puglia e della Liguria per detenere persone in custodia cautelare.  

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Cannabis Legale/Audizioni. Gonnella: “Come negli Stati Uniti legalizzare la cannabis è necessario”.

cannabis-675-275È iniziata oggi, con una serie di audizioni, la discussione in Commissione Giustizia della Camera sul disegno di legge – promossa da un intergruppo parlamentare – per la legalizzazione della cannabis.  
Ad essere ascoltato è stato anche Patrizio Gonnella, presidente di Antigone e della Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili.  

“L’avvio di questa discussione è una nota molto positiva in quanto cambiare politiche sulle droghe è necessario” ha dichiarato Patrizio Gonnella durante l’audizione.

“Così come si sta facendo negli Stati Uniti è necessario legalizzare la cannabis per motivi giuridici, di politica criminale, economici, etici”.  

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ASSARAG/ANTIGONE. Gonnella: fare chiarezza su quanto accaduto

carceri"Chiediamo all'amministrazione penitenziaria dai verificare prontamente le denunce dell'onorevole Ferraresi. Si tratta di denunce che disegnano un quadro terribile. Per questo è importante fare presto una inchiesta amministrativa e giudiziaria sulle denunce fatte e comunque proteggere l'incolumità di Rachid Assarag".

A dichiararlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.

Addio a Marco Pannella, le dichiarazioni di Patrizio Gonnella

marco pannellaSono state la sua determinazione e il suo coraggio a togliere dall'oblio la questione carceraria e le vite dei detenuti. Ogni qual volta andiamo nelle carceri c'è sempre qualche detenuto che evoca Marco, lo cita, spera nelle sue battaglie.  

Le sue lotte non erano mai fine a se stesse, c'era sempre un obiettivo, una proposta.  Tante volte con lui ci siamo ritrovati a discutere sul che fare, su come arrivare a un provvedimento di clemenza o ad una diversa attenzione pubblica sui nostri temi.  

A lui dobbiamo l'attenzione che negli ultimi anni le televisioni hanno concesso ai diritti legati alle carceri.

Le nostre condoglianze a tutte le amiche e gli amici dei Radicali con cui tante lotte abbiamo condiviso.  

Domani ricorderemo Marco Pannella in occasione del convegno da noi organizzato presso la Camera dei Deputati, "Dignità e diritti umani nei luoghi di privazione della libertà".   

L’arresto mediatico del (non) terrorista*

BANZAILIQSOLD1 20160513173247280La notizia non sfuggì al mitico – direbbe Homer Simpson – Matteo Salvini.  

Il sito ilsudconsalvini.info annunciò una pronta visita di Salvini a Bari. I titoli dei giornali non lasciavano dubbi: pronti a colpire; volevano colpire Circo Massimo e Colosseo; scoperta cellula legata all’Isis, fermati militanti dell’Isis. Accade però che il Gip barese dichiara gli indizi di terrorismo insussistenti: uno dei tre arrestati è scarcerato. Per gli altri restano le accuse più banali di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.  

Che dire? Tre considerazioni a margine.  

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HIV, epatite C, tubercolosi e riduzione del danno nelle carceri

harmreductionHIV, epatite C (HCV) e tubercolosi (TB) sono una grande minaccia per la salute in carcere e il loro livello di diffusione tra la popolazione detenuta è molto più elevato che tra i liberi cittadini.  

Tra i detenuti al 7,4% è stata diagnosticata una infezione da epatite C, al 2% una infezione da HIV ed al 0,6% da tubercolosi.  In Italia queste percentuali sono rispettivamente attorno al 2% (epatite C), allo 0,2% (HIV) ed inferiore allo 0,01% (tubercolosi).  
Le carceri e gli altri luoghi di detenzione costituiscono ambienti ad alto rischio di trasmissione di queste patologie.

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Antigone/Matei: Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha riportato il caso di Doina fuori dai circoli viziosi del populismo penale

doina-matei-675-630x257COMUNICATO STAMPA - Il Tribunale di Sorveglianza di Venezia ha espresso parere favorevole al ritorno in semilibertà di Doina Matei. Questa è veramente una bella notizia, segno di una magistratura forte e non dipendente dalla pancia e dagli umori popolari. Contro di lei sono state espresse parole in libertà, parole pesanti, parole che fanno male, che hanno prodotto un danno sociale, politico, umano e culturale incalcolabile.
Doina Matei era una ragazzina quando è stata condannata a sedici anni di carcere. Una enormità che è più o meno il massimo della pena in quei Paesi che hanno abolito l’ergastolo.  

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ANTIGONE/LEGITTIMA DIFESA. Dichiarazione di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

patrizio-gonnella-associazione-antigoneCOMUNICATO STAMPA - ANTIGONE/LEGITTIMA DIFESA. Dichiarazione di Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone

E’ sbagliato, pericoloso, grave cambiare nuovamente le norme sulla legittima difesa sull’onda di fatti di cronaca o delle emozioni popolari. L’articolo 52 del codice penale è stato già modificato dal governo Berlusconi nel 2006 a fine legislatura per evidenti motivi elettorali. Quella norma fu voluta insieme alla legge Cirielli sulla recidiva e alla Fini-Giovanardi sulle droghe per cercare di recuperare il consenso perduto.  

Tutti i penalisti liberali e democratici sanno che non si cambiano le norme a ogni piè sospinto, che il legislatore deve essere razionale e non deve assecondare gli umori da bar altrimenti è facile che di scivolamento in scivolamento si arrivi a legittimare la pena di morte.  

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Roma, 20-21 maggio, Convegno Internazionale: "Dignità e diritti umani nei luoghi di privazione della libertà"

ANTIGONE-01Era il 1997 quando Antigone promosse un convegno che aveva quale tema l'Ombudsman nei luoghi di privazione della libertà. Sono trascorsi quasi vent'anni e l'Italia ha finalmente nominato una figura di monitoraggio.

Siamo oggi nel 2016 e il tema della tutela dei diritti e della dignità delle persone detenute o comunque private della libertà resta un tema civile e politico di grandissima rilevanza su scala nazionale e internazionale.
Di questo vogliamo discuterne insieme a chi ha un ruolo in ambito sovranazionale o nazionale di prevenzione della tortura, ai responsabili degli apparati di sicurezza e alle ONG.  

Per farlo abbiamo organizzato il Convegno Internazionale "Dignità e diritti umani nei luoghi di privazione della libertà. L'istituzione del National Preventive Mechanism in Italia" che si terrà a Roma il 20 e 21 maggio 2016.  

IL PROGRAMMA
LE BIO DEI PARTECIPANTI (in fase di aggiornamento)  

Per partecipare è necessario essere iscritti. Le iscrizioni sono state chiuse il 18 maggio alle 14 per il venerdì. Per la giornata di sabato l'accesso è libero.
Il convegno è riconosciuto come attività formativa dall'Ordine degli Avvocati di Roma, utile per l'acquisizione di 13 crediti formativi ordinari.

Aiutaci a sostenere le spese organizzative del Convegno con una donazione. Puoi farlo seguendo le modalità indicate qui e specificando nell'oggetto "Convengo internazionale maggio 2016".
Tutte le donazioni a favore di Antigone sono fiscalmente deducibili o detraibili.

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Dal 23 al 25 aprile sui campi di calcio di Serie A e B "Verità per Giulio Regeni"

unnamedCOMUNICATO STAMPA - DAL 23 AL 25 APRILE SUI CAMPI DI CALCIO DI SERIE A E B "VERITA' PER GIULIO REGENI"

Amnesty International Italia, Antigone e Coalizione Italiana Libertà e Diritti civili (Cild) hanno espresso il loro apprezzamento nei confronti della Lega calcio di serie A e della Lega calcio di serie B per aver confermato la loro adesione alla richieste delle tre associazioni di portare sui terreni di gioco, nelle partite dal 23 al 25 aprile, lo striscione "Verità per Giulio Regeni".  

"Come già in passato il mondo del calcio, dai dirigenti agli atleti e ai tifosi, potrà dare un importante segnale di attenzione e di sensibilità, aderendo alla richiesta che si arrivi al più presto alla verità sulla sparizione e l'uccisione a seguito di tortura in Egitto del giovane ricercatore italiano Giulio Regeni" - hanno dichiarato Antonio Marchesi, presidente di Amnesty International Italia e Patrizio Gonnella, presidente di Cild e Antigone.  

Le tre associazioni hanno auspicato che, anche di fronte a eventuali perplessità di società sportive o singoli calciatori, l'iniziativa possa svolgersi in tutti gli stadi con modalità ampiamente visibili dagli spettatori presenti allo stadio e dal pubblico televisivo.

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