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A Natale regala diritti. Regala la tessera di Antigone

ANTIGONE NATALE-01Cara amica, caro amico,  
da sempre raccontiamo che la giustizia è di classe, quanto essa sia dura nei confronti dei più vulnerabili. Lo facciamo andando molto volte contro il senso comune che vorrebbe più galera per tutti ma soprattutto per immigrati, poveri, tossicodipendenti.  
Noi andiamo in giro per le prigioni, difendiamo i diritti dei meno protetti, andiamo in giudizio contro i torturatori.  Per farlo abbiamo bisogno del tuo sostegno.  

Regala una tessera di Antigone a un tuo amico, a una tua amica, ai tuoi genitori, a tuo figlio. Ci aiuterai così a visitare un carcere in più, a portare a processo un torturatore altrimenti impunito, a difendere i nostri diritti.  

Patrizio Gonnella, presidente Antigone

Iscriverti o regalare la tessera di Antigone è facile. Basta compilare questo form e rimandarlo via e-mail, fax, posta ordinaria compilato in ogni suo campo assieme alla copia del bollettino postale, dell'effettuato bonifico o del pagamento su paypal (che potete effettuare qui).

Insieme alla tessera vi invieremo una cartolina da poter mettere sotto l'albero della persona a cui vorrete regalarla.

Gentiloni/Antigone. Gonnella: "riforma ordinamento penitenziario e tortura siano priorità del nuovo Governo"

Paolo Gentiloni 3COMUNICATO STAMPA - "Qualunque sia la durata del Governo alcune cose si possono fare comunque in tempi rapidissimi.
In primo luogo c'è da fare la riforma penitenziaria. Il testo approvato alla Camera prevede norme sull'accesso facilitato alle misure alternative, sui diritti degli stranieri e delle donne; prevede inoltre regole ad hoc per minori, diritti religiosi, diritto alla sessualità e alla salute. Ora è al vaglio del Senato.
Il ministero della Giustizia guidato da Andrea Orlando ha dato vita a una grande importante e qualificata consultazione sui temi penitenziari, coinvolgendo anche la società civile. Sarebbe un peccato non fare diventare legge molte delle proposte lì presenti. Chiediamo al ministro Orlando di prevedere una corsia privilegiata alla riforma penitenziaria.

In tempi altrettanto rapidi si può approvare con atto del Governo una norma che approvi il crimine di tortura. Ci vorrebbero pochi giorni se mai ci fosse la volontà politica. In questo caso ci appelliamo al ministro Orlando, al ministro Minniti e al presideNte incaricato Gentiloni".

ROMA, 13/12/2016

Antigone in visita al carcere rumeno di Timisoara

56 bigNegli ultimi giorni siamo stati in Romania nell'ambito di un progetto di cui siamo partner. L'occasione è stata utile anche per visitare la prigione di Timisoara e poter osservare le differenze tra il sistema carcerario rumeno con quello italiano.

Di seguito alcune informazioni sulla situazione di questo carcere.

L’istituto si presenta in buone condizioni, ma è angusto e assolutamente inadeguato al numero dei presenti. Molte celle misurano attorno ai 24mq, e contengono fino a 9 brande distribuite in tre letti a castello.  
Altre, che misurano attorno ai 70mq, contengono fino a 28 brande. Le celle piccole hanno 1 bagno, in ambiente separato, quelle grandi 2. In tutte le celle non c’è nessuno spazio per muoversi, né ci sono tavoli o sedie.

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REBIBBIA/ANTIGONE. "Chiudere le attività alle 15.30 mette a rischio la rieducazione. Il provvedimento venga rivisto"

164728414-2df8e99f-3ee3-4c2c-865b-2fe7786beed1COMUNICATO STAMPA - “Non si può parlare di rieducazione e risocializzazione dei detenuti se poi alle 15.30 il carcere si chiude ad ogni attività e alla comunità esterna”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente dell’Associazione Antigone, in riferimento al provvedimento adottato nel carcere di Rebibbia Nuovo Complesso di interrompere tutte le attività a partire dalle 15.30, a seguito dell’evasione di tre detenuti avvenuta qualche settimana fa.  

“Fatte salve le legittime decisioni in materia di sicurezza – prosegue Gonnella – non è pensabile che oltre mille detenuti scontino problemi organizzativi e di organico dell’Amministrazione Penitenziaria”.  

Tra le attività costrette a chiudere in anticipo c’è anche lo “Sportello per i diritti” dell’Associazione Antigone che svolge la propria attività nell’istituto e i cui volontari, lo scorso 18 novembre, sono stati invitati ad uscire in esecuzione del recente provvedimento.  

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Referendum/Carceri. Antigone: Si o No, facciamoli votare

referendumottobre.600COMUNICATO STAMPA - “Che votino Si o No l’importante è che i detenuti possano votare”. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone.  

“Il voto è un diritto costituzionalmente garantito, per questo, proprio nel momento in cui i cittadini italiani sono chiamati a votare se accettare o meno la riforma della Costituzione, è necessario affermare ancora una volta i diritti in essa contenuti, attivando tutte le misure necessarie affinché i tanti detenuti senza interdizione possano esprimere la propria opinione” dichiara Gonnella.  

Nelle ultime elezioni politiche del 24 e 25 febbraio del 2013 i vontati furono complessivamente 3.426, pari a circa il 5,2% dei reclusi. La partecipazione alle elezioni precedenti, quelle del 13 e 14 aprile 2008 fu ancora più bassa, attestandosi al 2,4%, pari a 1.368 votanti. 3

Questi dati tuttavia tengono conto dei presenti e non degli aventi effettivamente diritto.  

“Chiediamo all’Amministrazione Penitenziaria e alle Direzione delle carceri di attivarsi - conclude Gonnella - affinché ci sia informazione sul voto, sulla possibilità di votare e sulle procedure che i detenuti devono attivare per vedere garantito questo loro diritto”.

Umberto Veronesi. Il nostro ricordo

Umberto-VeronesiIeri è scomparso Umberto Veronesi.

Nella sua vita aveva speso la sua autorevolezza per i diritti e le libertà civili occupandosi, tra i tanti temi, anche di carceri e di pena.

Aveva preso posizione infatti per l'abolizione dell'ergastolo e si era concentrato sul diritto alla salute dei detenuti che spesso, dietro le sbarre, aveva definito un optional.  

Grazie Prof!

Prigioni d'Italia. Il reportage dalle carceri di Antigone e Repubblica

prigioniNell'ambito del nostro osservatorio da aprile abbiamo girato diverse carceri italiane con le nostre videocamere. Insieme a noi c'era un giornalista di Repubblica.

Proprio insieme a questo giornale abbiamo realizzato un reportage dalle carceri. Attraverso una serie di puntate monotematiche racconteremo, attraverso le parole di detenuti, operatori e agenti della polizia penitenziaria cosa accade nelle prigioni italiane.

La prima puntata è dedicata all'ingresso in carcere. Dalla registrazione alle visite mediche: così si vive l'impatto con le sbarre. 

20X20. La nostra lettera ai parlamentari

20X20Attraverso la campagna Partiamo da 20x20 vogliamo far sì che, entro il 2020, il 20% del bilancio dell'Amministrazione penitenziaria venga speso per il sistema delle misure alternative.  ​La Commissione Bilancio in questi giorni sta lavorando all'esame della Legge di Stabilità 2017 e a breve scadranno i termini per la presentazione degli emendamenti che, come accade spesso nell'iter di approvazione, vanno a modificare i contenuti iniziali del disegno di legge.  

Per questo abbiamo inviato a tutti i Deputati il documento relativo alla campagna chiedendo che vengano presentati emedamenti coerenti all'obiettivo di un cospicuo aumento dei fondi per le misure alternative.  

Leggi il nostro documento.

Cannabis. Gonnella al congresso di Magistratura Democratica: al nostro fianco per la legalizzazione

patrizio-gonnella-associazione-antigone"Vi vorremmo a nostro fianco nella campagna per la legalizzazione della cannabis" finalizzata ad "un cambio forte di paradigma sulle droghe". E' questa la richiesta lanciata dal presidente dell'Associazione Antigone, Patrizio Gonnella, alla platea del 21esimo congresso nazionale di Magistratura democratica in corso a Bologna.

"Vi vogliamo con noi - ha detto Gonnella durante il suo intervento - nelle campagne progressiste. Recentemente abbiamo fatto un sit-in in Parlamento che ha visto la vostra adesione per introdurre il reato di tortura nel codice penale. Si tratta dell'unico reato che ha un obbligo di natura costituzionale. Vi vogliamo al nostro fianco sempre piu' forti in questa campagna".

Il presidente di Antigone, associazione "per i diritti e le garanzie nel sistema penale" a cui aderiscono prevalentemente magistrati, operatori penitenziari, studiosi, parlamentari, ha poi citato il progetto legato alla nascita di una struttura che si occupi di "un contenzioso strategico" per le liberta' civili.

"Abbiamo bisogno di voi - ha detto Gonnella riferendosi ai giudici di Md - per far fare progressi ad una legislazione che, prigioniera di una politica molto debole, passi in avanti non ne fa. Come societa' civile - ha concluso -abbiamo bisogno di una magistratura democratica e progressista".

Fonte: Corrierequotidiano.it

Cannabis: quando la politica criminale è dettata dai giudici attraverso i media

cannabis-675-275Bologna, metà anni 90: dai servizi territoriali sulle dipendenze vengono intrapresi i primi programmi di riduzione del danno in Italia, la città diventa oggetto di studi da parte di altri paesi europei per le politiche adottate nella prevenzione dall'abuso di stupefacenti. Siamo appena dopo il 1993, quando il referendum abrogativo elimina le sanzioni penali sul consumo. Si inizia a parlare di strategie di superamento del proibizionismo e di nuovi modelli di intervento sulle dipendenze. Bologna, 2016: il clima che si respira in città, in termini generali, è caratterizzato dall’ennesima riproposizione di “allarme sicurezza”. Dentro questa cornice si collocano l’utilizzo accentuato di misure di prevenzione contro le forme del dissenso politico, gli sgomberi delle occupazioni abitative (si pensi a quello recentissimo in Via Mario de Maria, dove decine di famiglie sono state rimosse con un’azione di polizia di stampo militare), pratiche e retoriche di gestione della marginalità urbana che rimandano a soluzioni di impronta repressiva e proibizionista.

In questo clima si inseriscono le dichiarazioni rese al Resto del Carlino Bologna (27 ottobre 2016) dalla Presidente dell’ufficio Gip di Bologna, che promuove “un’impostazione innovativa”, “al momento […] isolata”, che prevede la contestazione della circostanza aggravante dell’aver ceduto stupefacenti davanti a una scuola, al fine di poter applicare la custodia cautelare in carcere nei confronti degli spacciatori che operano in zona universitaria. Costoro, in base alle leggi vigenti, sarebbero altrimenti giudicati a piede libero.  

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