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Lunedì un detenuto si è suicidato nel carcere di Ancona Montacuto

logo antigoneNella giornata dei commenti ai risultati elettorali è passata quasi inosservata la notizia che lunedì scorso un’altra persona si è tolta la vita presso il penitenziario di Ancona Montacuto (Giovanni Aireti, 64 anni, in attesa di giudizio). Quasi contemporaneamente, sempre a Montacuto, un altro detenuto, di nazionalità tunisina, è finito in ospedale in gravi condizioni per aver volontariamente ingerito della varechina e un numero imprecisato di lamette.

Le notizie arrivano nelle stesse ore in cui scade la moratoria della Corte europea, che poco più di un anno fa ha condannato per l’ennesima volta l’Italia per mancato rispetto delle norme della Convenzione europea per i diritti dell’uomo che vietano i trattamenti inumani e degradanti ed ora si appresta a valutare se i provvedimenti italiani sono sufficienti a scongiurare un'altra raffica di (centinaia) di condanne.

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CIE di Gradisca. Depositato un esposto alla Procura

br4s0zscmaaxn1l.jpg large-2Il 12 maggio scorso è stato depositato presso la Procura della Repubblica di Gorizia un esposto relativo alla rivolta e agli avvenimenti accaduti nell’agosto 2013 nel Centro di identificazione ed espulsione (CIE) di Gradisca d’Isonzo ed, in particolare, sulla totale assenza dei requisiti strutturali per il trattenimento di persone, oltre che la richiesta di accertamento per un possibile uso improprio della forza da parte della polizia — vedi l’utilizzo di gas lacrimogeni CS in ambienti scarsamente areati. L'esposto è stato presentato dall'associazione Tenda per la Pace e i Diritti e Melting Pot Europa, assieme alla firma di altri cittadini e politici.

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Gonnella: “Nomina Giovanardi relatore Dl Lorenzin come mettere Dracula all'Avis”

giovanardicarlo“Carlo Giovanardi quale relatore del decreto sulle droghe al Senato della Repubblica è come mettere Dracula all'Avis. Una nomina che è tragica e comica allo stesso tempo”. È questa la prima reazione di Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone, alla notizia che l'ex ministro sarà colui che condurrà l'iter legislativo del Senato sul decreto Lorenzin.

“Solo tre mesi fa – prosegue Gonnella – avevamo salutato con gioia e sollievo la decisione della Consulta di abrogare la Fini-Giovanardi, legge figlia di una cultura liberticida e repressiva che solo guasti ha portato al nostro paese in termini di mancata prevenzione e di sovraffollamento delle carceri, considerando che quasi il 40% dei detenuti è privato della libertà per aver violato la legge sulle droghe”.

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Elezioni Europee 2014 – Come si vota in carcere

Agenda diritti umani in Europa coverLa redazione del Giornale radio dal carcere di Rebibbia Nuovo complesso, in onda tutte le settimane nella trasmissione radiofonica Jailhouse Rock, ha realizzato questo spot in cui si spiega alle persone detenute come fare per poter votare.

L’iniziativa rientra nella Campagna contro la Xenofobia – Elezioni europee 2014 Quali diritti per Rom, detenuti, migranti realizzata da Antigone, Associazione 21 luglio, Lunaria in collaborazione con Asgi.

Per lo spot cliccate qui.

Tortura, subito la legge

 

logo antigoneComunicato stampa - Tortura, subito la legge. Dichiarazione Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone

“L’Italia è in ritardo di ben venticinque anni rispetto agli obblighi che ha assunto con le Nazioni Unite. Quasi tutte le democrazie si sono adeguate, l’Italia no. L’Italia non ha ancora il delitto di tortura nel codice penale. Tutto ciò ci pone ai margini della comunità internazionale. In autunno saremo giudicati dal Consiglio dei Diritti Umani dell’Onu e questo sarà un tema decisivo.

Sulla piattaforma change.org abbiamo raccolta in meno di una settimana oltre 10 mila firme a sostegno della legge che proibisca la tortura. L’appello è stato firmato da scrittori (Camilleri, De Luca, Carlotto), da intellettuali (Eligio Resta, Luigi Ferrajoli), da politici con proprie testimonianze video (Gennaro Migliore di Sel, Laura Coccia del Pd, Federica Daga del M5S).

Il testo, approvato al Senato, ora pende alla Camera. Non è il migliore dei testi possibili. Il delitto è considerato quale un delitto generico. Speriamo comunque venga approvato subito e senza ulteriori sbandamenti o annacquamenti. Per troppo tempo vi è stata l’opposizione da parte delle forze di Polizia le quali non capiscono che la proibizione della tortura è anche una forma di tutela del lavoro delle tante persone che svolgono legalmente le funzioni di polizia”

 

Giustizia: Europee 2014; in Italia solo 1 detenuto su 10 degli aventi diritto riesce a votare

 

Agenda diritti umani in Europa coverElezioni europee 2014 alle porte, ma tra gli aventi diritto di voto c'è qualcuno che non riuscirà a raggiungere le urne. Sono i detenuti rinchiusi nei diversi penitenziari lungo lo stivale. Ad oggi sono circa 30 mila i detenuti che hanno diritto al voto, ma tra questi soltanto uno su dieci riuscirà a esprimere la propria preferenza. A snocciolare i numeri di una complessa questione ad un mese delle elezioni è l'associazione Antigone.

Secondo i dati raccolti dalle ultime consultazioni elettorali del 24 e 25 febbraio 2013, i detenuti che votanti sono stati 3.426. Un dato che oscilla, visto che nel 2008, i votanti sono stati soltanto 1.368, ma nel 2006 erano ancora una volta il 10 per cento degli aventi diritto. Di nuovo uno su dieci. Tuttavia, dati ufficiali su quanti abbiano diritto ad esercitare il voto tra le mura carcerarie non ce ne sono "poiché il ministero della Giustizia si dichiara non depositario di tale dato".

Certi, soltanto quelli di quanti hanno avuto la possibilità di votare. E dalle ultime elezioni emerge chela Puglia è stata la regione con il maggior numero di votanti, 552 su 4.127 presenti (il 13,3 per cento), seguita dalla Sicilia, 524 su 7.111 presenti (7,3 per cento), mentre in Lombardia hanno votato in 374 su 9.222 presenti (4 per cento), nel Lazio 484 su 7.183 presenti (6,7 per cento), in Umbria hanno votato solo 25 detenuti su 1.606 presenti (1,5 per cento), meno che in Basilicata, dove su 462 presenti hanno votato 38 detenuti (8,2 per cento).

 

Fonte: www.improntalaquila.org

 

Per la campagna sul diritto al voto dei detenuti promossa da Antigone nell'ambito dell'Agenda dei Diritti Umani, promosso con Associazione 21 Luglio, Lunaria e ASGI: www.campagnaperidiritti.eu

 

Condizioni carcerarie in Italia. L'appello delle Associazioni

carceriCOMUNICATO STAMPA - Alcune realtà dell’associazionismo, del volontariato e della cooperazione hanno pensato di scrivere una lettera che solleciti l’attenzione sulle carceri italiane e i suoi problemi nell’imminenza della scadenza europea del 28 maggio 2014 (Sentenza Torreggiani) e del semestre europeo a presidenza italiana che si sta avvicinando.

Non dobbiamo abbassare la guardia, sostenendo chi in questo momento si sta adoperando per cambiare da una parte e dall’altra combattendo chi invece vuole che resti tutto immutato.

Diffondiamo tale appello a 360° e chiediamo l’adesione attraverso l’invio di una mail all’indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Roma, 24 aprile 2014

 

Cliccando qui potrete leggere la lettera inviata alle istituzioni italiane ed europee (adesioni aggiornate al 12 maggio).

Corte Europea dei Diritti dell'Uomo: nuova condanna per l'Italia

 Carceri-San-Vittore-by-Inside-CarceriCOMUNICATO STAMPA - L'Italia condannata ancora una volta a Strasburgo per trattamento inumano e degradante dei detenuti nelle carceri. Caso Castaldo.

Ancora una volta nelle carceri italiane si viola l'articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo per trattamento inumano e degradante. Il fatto si riferisce ad una sentenza di ieri della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo – la numero 73869/10 – che ha condannato il nostro paese a risarcire un detenuto, Giovanni Castaldo, ristretto nella Casa circondariale di Bellizzi Irpino, per il ritardo con il quale gli sono state prestate le cure mediche. Per i giudici di Strasburgo, negare la salute dei detenuti, equivale ad un trattamento inumano.

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Chiamiamola Tortura: diecimila firme in pochi giorni per chiedere una legge sulla tortura

AntigoneChiamiamolaTorturaBannerDiecimila firme in pochi giorni. È questo lo straordinario risultato raggiunto dalla petizione che, indirizzata ai capogruppo parlamentari e alla presidente della Commissione Giustizia della Camera, chiedeva l'inserimento del reato di tortura nel codice penale.

Da oltre 25 anni l'Italia aspetta di adeguarsi a tutti i paesi democratici, mantenendo fede ad un impegno assunto con le Nazioni Unite che, con il Consiglio d'Europa, ritengono la tortura un crimine contro l’umanità. I prossimi mesi saranno cruciali proprio per il nostro paese. La Corte Europea dei Diritti Umani deciderà infatti se condannarci per la condizione di disumanità a cui sono sottoposti i detenuti in Italia mentre, le stesse Nazioni Unite, valuteranno la tenuta dei diritti umani nel nostro paese. Non indifferente sarà la questione della mancanza del delitto di tortura nel nostro ordinamento. Siamo tra i pochissimi nella Ue.

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