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Provvedimenti straordinari per superare il sovrafollamento carcerario. Li chiedono le Nazioni Unite al Governo

photoCarceri e detenzione arbitraria, Gonnella (Antigone): “Si seguano le indicazioni dell'Onu, si faccia meno ricorso possibile alla custodia cautelare e si nomini il garante nazionale”

 

“Provvedimenti straordinari, come le misure alternative alla detenzione, al fine di superare il sovraffollamento carcerario”. È quanto ha chiesto il Gruppo di lavoro delle Nazioni Unite sulla detenzione arbitraria al Governo italiano al termine di una visita tenutasi dal 7 al 9 luglio al fine di verificare l'attuazione delle raccomandazioni fatte dopo l'ultima loro visita in Italia nel 2008. Durante questi giorni, oltre alle istituzioni italiane, gli esperti dell'Onu hanno anche audito Antigone e Save The Children.
Secondo l'Onu importanti passi avanti sono stati fatti per quanto riguarda l'attuazione di quelle raccomandazioni, tuttavia si fa presente come serva ora un'azione rapida e determinata al fine di garantire il rispetto dei diritti umani.

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Giustizia: all'amministrazione penitenziaria serve un capo competente

patrizio-gonnella-associazione-antigoneQuesto che riportiamo è un articolo a firma di Patrizio Gonnella, pubblicato su il manifesto di oggi 10 luglio 2014.

Va a tutti ricordato che il sistema penitenziario italiano è ancora sotto osservazione europea. Nel giugno del 2015 il Consiglio d'Europa dovrà valutare la tenuta delle riforme, verificare se le condizioni di vita nelle carceri sono umane o disumane, accettabili o degradate. Dovrà esprimersi sullo stato dei diritti umani nelle prigioni del nostro Paese. Negli ultimi mesi abbiamo assistito a una decrescita della popolazione detenuta.
Nonostante questo il tasso di affollamento è ancora alto. La qualità della vita negli istituti penitenziari è migliorata ma integrità psico-fisica, salute, lavoro, istruzione, affettività sono ancora diritti quotidianamente a rischio. Un processo di riforme nel segno delle garanzie, affinché abbia una qualche chance di riuscita, richiede volontà politica ferma e capacità di resistere alle pressioni dei media, degli umori delle piazza nonché delle micro-corporazioni interne al sistema carcerario. Le riforme le fanno le persone. È questa una fase cruciale. Bisognerà consolidare un percorso, dimostrare che si crede nei diritti; basta poco perché si torni nella melma.

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Report della visita dell'Osservatorio all'OPG di Napoli

opgIl 25 giugno scorso l'Osservatorio di Antigone ha visitato l'Ospedale Pschiatrico Giudiziario di Napoli che ha sostituito quello di Secondigliano. Di seguito una breve descrizione della visita.

La legge 81/2014 ha prorogato di un altro anno il termine utile per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (fino al 31 marzo 2015), introducendo, al contempo, alcune importanti disposizioni in vista di un effettivo superamento di questi Istituti. Tra le novità più significative sicuramente la previsione del carattere residuale dell’internamento e, comunque, non superiore alla pena prevista per il reato commesso; il disancoraggio della pericolosità sociale da criteri legati alle possibilità economiche o familiari della persona; gli obblighi di verifica a cui sono sottoposte le Regioni per l’adeguamento alle nuove norme.
L’ASL Napoli1 ha individuato in una parte dell’Istituto di Gesù e Maria, sito al centro della città, la struttura sostitutiva dell’O.P.G. di Secondigliano.

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Un resoconto del convegno "I percorsi della giustizia e dell'ingiustizia"

 

il tavolo dei relatoriGrande successo del convegno promosso dall’Associazione Antigone Abruzzo, in collaborazione con l’Associazione Genuensis C.I.C., dal titolo "I percorsi della giustizia e dell'ingiustizia". L’evento è stato seguito da un folto pubblico che ha riempito sin dal primo pomeriggio l’auditorium dell’agenzia per la promozione culturale di Avezzano. Avvocati, magistrati, rappresentanti delle associazioni e cittadini comunque interessati al tema della giustizia hanno riflettuto insieme sulle criticità del sistema penale e penitenziario in Italia, attraverso domande, esperienze, aspettative e scomode verità. Particolarmente toccante la testimonianza di Ornella Gemini, la madre di Niki Gatti Aprile, il giovane avezzanese di 27 anni, scomparso in carcere il 24 giugno di 6 anni fa in circostanze mai chiarite. Intervistata dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti d’Abruzzo, dr. Stefano Pallotta, la madre ha gridato tutto il suo dolore, acuito dall’indifferenza mediatica e delle istituzioni ed ha invocato verità e giustizia per il figlio. A lei è stato donato un pregiato manufatto realizzato dai detenuti del carcere di Pescara, raffigurante un sole stretto con la luna, a significare l’abbraccio inseparabile della madre con il figlio Niki. 

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Nuova condanna per l'Italia dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo

logo antigoneCarcere di Sassari/Caso Saba: a 14 anni dai fatti, con la sentenza della CEDU, il sistema italiano di giustizia e sicurezza ne esce fortemente colpito. Subito il delitto di tortura nel codice

Per la seconda volta in pochi giorni l'Italia viene condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo per la violazione dell'art. 3 della Convezione per le violenze delle forze dell'ordine su persone fermate o arrestate. Dopo il caso di Dimitri Alberti, stavolta la corte riconosce le violenze subite da Valentino Saba il 3 aprile 2000 all'interno del carcere di Sassari dove era detenuto. Ma stavolta la Corte Europea va oltre il riconoscimento delle violenze, condannando l'Italia anche per non aver pienamente soddisfatto il requisito di un'indagine approfondita ed efficace, come stabilito nella propria giurisprudenza, arrivando così alla prescrizione per molti degli imputati.

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Italia condannata a Strasburgo per le violenze di appartenenti ai carabinieri su un cittadino

patrizio-gonnella-associazione-antigoneItalia condannata a Strasburgo per le violenze di appartenenti ai carabinieri su un cittadino. Gonnella: “basta tentennamenti, si approvi subito il reato di tortura”

L’Italia condannata nuovamente per violazione dell’articolo 3 che proibisce la tortura e ogni forma di trattamento inumano e degradante. La Corte Europea ha condannato il nostro Paese per le violenze subite dal signor Dimitri Alberti nel 2010 a Cerea in provincia di Verona. Le violenze sarebbero state inferte dai Carabinieri. I giudici europei hanno sostenuto che le fratture alle costole e le lesioni ai testicoli non fossero compatibili con il normale uso della forza. Inoltre non vi sarebbe stata un’inchiesta giudiziaria effettiva. Il signor Alberti potrà ora avere un risarcimento di complessivi 19 mila euro.

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7° Rapporto Gruppo CRC: "I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia"

CRCE' stato presentato ieri durante una conferenza stampa e alla presenza del Ministro per il lavoro e le politiche sociali Giuliano Poletti e dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza Vincenzo Spadafora, il 7° Rapporto su “I diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in Italia” a cura del Gruppo CRC (di cui fa parte anche Antigone).
I risultati dell'analisi illustrano come l’Italia non sia un “paese per bambini” e come si sia ancora lontani dagli obiettivi europei nelle politiche per l’infanzia. Solo il 13,5% dei bambini ha accesso ai servizi per l’infanzia e agli asili nido, con opportunità ancor più ridotte nel Sud e nelle Isole. Ancora troppi i minorenni nella fascia di età 0/5 fuori dalla propria famiglia di origine che vengono accolti nelle comunità rispetto all’affido familiare.
Nelle politiche dell'infanzia è quindi necessario un impegno immediato e molti investimenti del Governo.

Il comunicato
Il rapporto

#AmoreTraLeSbarre, Carmelo Musumeci e Antigone lanciano una petizione sul diritto all'affettività in carcere

sesso-carceri"Il sesso dura qualche istante, l'amore invece tutta la vita". Carmelo Musumeci - una compagna e due figli, condannato alla pena dell'ergastolo ostativo che lui chiama 'la morte viva' - si batte insieme ad Antigone contro l'inutile, stupido e ipocrita divieto del sesso in carcere. Chi è condannato a non uscire da una galera non deve con ciò essere condannato anche a non esprimere il proprio affetto verso il partner. Le mogli e i mariti dei detenuti non devono subire anche loro questa condanna. 

In molti paesi d'Europa - Croazia, Germania, Olanda, Danimarca, Norvegia e altri ancora - sono consentiti colloqui non sorvegliati con il proprio coniuge o partner. In Italia invece i detenuti non hanno diritto all'affettività.

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Basta attacchi alle ONG ungheresi!

 

fb norwayFin dalla sua rielezione il governo ungherese ha lanciato una campagna per minare la credibilità delle ONG ungheresi e per ottenere il controllo sul loro finanziamento, attualmente distribuito in maniera indipendente dal governo. Noi crediamo che una società civile dinamica e indipendente svolga un ruolo fondamentale in una società democratica, in quanto controllo e contrappeso al potere del governo. Come dimostrato dalla Russia di Putin, gli attacchi alla società civile possono facilmente portare alla criminalizzazione delle ONG ed ostacolare efficacemente il loro lavoro. Siamo solidali con le ONG ungheresi e chiediamo al governo ungherese - e tutti gli altri governi - di smettere di intimidire la società civile!

La notizia sul sito liberties.eu, piattaforma europea dei diritti umani e le libertà civili di cui fa parta anche Antigone 

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Carceri. Le dichiarazioni di Patrizio Gonnella in merito alla decisione del Consiglio d'Europa

patrizio-gonnella-associazione-antigone"La decisione del Consiglio d'Europa riconosce gli sforzi fatti e apprezza le misure adottate ma non allontana lo sguardo dal sistema penitenziario italiano. Non bisogna tornare indietro. Anzi. Va ulteriormente ridotto il tasso di affollamento, umanizzata la vita nelle carceri, preservata la salute, proibita la tortura. Con le nostre osservazioni e denunce ci sentiamo corresponsabili del processo riformatore che sarebbe un errore tragico interrompere. Si lascino perdere i predicatori del punitivismo altrimenti si torneranno a fare passi indietro sui diritti umani."

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