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E' il momento che il Parlamento approvi il reato di tortura

minuto silenzio"E' il momento che il Parlamento approvi il reato di tortura"
E' la richiesta fatta da Amnesty International, Antigone, Arci, Cild e Cittadinanzattiva durante la conferenza tenutasi oggi.

Si è tenuta stamattina la conferenza stampa nell'ambito dell'iniziativa "In silenzio contro la tortura", promossa da Amnesty International, Antigone, Arci, Cild e Cittadinanzattiva.

La sede scelta è stata quella della Camera dei Deputati dove da marzo, quando fu approvato al Senato il disegno di legge per l'introduzione del reato di tortura nel codice penale, il testo è fermo.

Riccardo Noury, Susanna Marietti, Laura Liberto, Patrizio Gonnella, Francesca Chiavacci, intervenendo a nome delle associazioni promotrici dell'iniziativa hanno ribadito l'importanza che, a 30 anni dall’adozione della Convenzione contro la tortura da parte delle Nazioni Unite e oltre 25 anni dopo la ratifica italiana, finalmente l'Italia si adegui agli standard internazionali, approvando questa legge.

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Antigone chiede la riammissione in libertà dei migranti detenuti illegittimamente nei CIE

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Assieme all'ASGI sono stati predisposti dei modelli per presentare le istanze.

Nelle scorse settimane la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il provvedimento che riduce il tempo di permanenza nei Centri di Identificazione ed Espulsione dei migranti, da 18 mesi a massimo 90 giorni. Permanenza ulteriormente ridotta per coloro che, prima di essere condotti nei CIE, hanno passato un periodo superiore ai 90 giorni in carcere. Per loro la permanenza massima sarà di 30 giorni.

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Antigone ha incontrato una delegazione del Ministero della Giustizia Palestinese

20141119 145837Ieri, mercoledì 19 novembre l’Associazione Antigone ha incontrato una delegazione palestinese, composta tra gli altri dal Vice Ministro alla Giustizia, Iyad Mousa Mohammad Tayem, per uno scambio di buone pratiche nel settore diritti umani e organizzazione penitenziaria. Durante l’incontro il presidente di Antigone, Patrizio Gonnella, accompagnato dalla coordinatrice nazionale dell’Associazione, Susanna Marietti, e dal coordinatore dell’Osservatorio europeo e nazionale sulle condizione di detenzione, Alessio Scandurra, hanno raccontato l’esperienza pluridecennale dell’Osservatorio di Antigone sulle condizioni di detenzione nelle carceri per adulti e in quelle per minori ed esposto la metodologia di lavoro utilizzata nella redazione dei rapporti relativi al servizio penitenziario italiano, offrendo anche confronti con quello europeo.

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Numeri identificativi per le forze dell'ordine: lanciata una petizione europea

numeri identificativi

Una direttiva europea che imponga agli stati membri di adottare i numeri di identificazione per gli agenti delle forze dell'ordine. È questo l'obiettivo di una petizione a livello europeo promossa dall'associazione European Democratic Lawyers e indirizzata al Commissario Europeo, alla Commissione Europea e alla Sottocommissione per i Diritti Umani del Parlamento Europeo.
La campagna ha l'obiettivo di raccogliere il numero più alto possibile di firme in tutti gli stati membri entro febbraio 2015, quando sarà presentata alle autorità europee. In molti paesi membri dell'UE, etichette con i nomi o numeri identificativi non sono inserite nelle uniformi della polizia, così è in Italia, in altri Paesi possono essere nascoste, ad esempio durante le attività di controllo dell'ordine pubblico.

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Dichiarazione di Patrizio Gonnella (presidente di Antigone) sulla sentenza di Appello del processo Cucchi

stefano-cucchi 650x447Dunque, nessuno è responsabile per la morte di Stefano Cucchi. La sua vita è stata nelle mani di tante istituzioni dello Stato. Decine di operatori della sicurezza, della giustizia e della sanità pubblica lo hanno incrociato in quei giorni che lo hanno portato alla morte. Eppure, secondo la Corte d’Appello, non c’è neanche un colpevole. 

Nei casi di tortura e di violenze istituzionali, nel nostro paese, perseguire i responsabili è operazione tragicamente impossibile. Mancano le norme (come il reato di tortura) e manca una cultura pubblica di rispetto profondo della dignità umana. 

Anche in questo caso ha prevalso lo spirito di corpo che impedisce la ricostruzione puntuale dei fatti e il raggiungimento della verità storica. A questo punto non resta che sperare che la Corte Suprema di Cassazione annulli una sentenza, come quella odierna, che si muove perfettamente nel solco di una storia, quella italiana, che fa fatica a dare giustizia a chi ne ha diritto.

 

Domani l'Italia sotto giudizio ONU. Gonnella: "Sulla tortura auspichiamo presa di posizione internazionale"

tortura"La tortura non è un reato in Italia. Eppure l'Italia ha ratificato ben 26 anni fa la Convenzione Onu che ce lo imponeva". Lo dichiara Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.

"Domani il nostro paese andrà sotto il giudizio del Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite. Noi abbiamo evidenziato questo tragico gap presente nella nostra legislazione. È indegno un paese che persegue tutto e tutti tranne i torturatori".

"Auspichiamo - conclude Gonnella - una forte presa di posizione internazionale".

 

 

Papa Francesco contro ergastolo e tortura. Gonnella (Antigone): "La politica italiana prenda esempio"

carceriCon le parole pronunciate oggi di fronte all'Associazione Internazionale di Diritto Penale, Papa Francesco ha dimostrato qualcosa di più di una generica attitudine cristiana verso la vita. Nel pronunciarsi contro ogni forma di pena di morte incluso l'ergastolo, ha parlato di pene che devono rispettare la dignità umana e non essere forme di tortura, ha parlato di una giustizia selettiva che è forte con i deboli e debole con i forti, ha parlato di un sistema penale troppo invasivo e dell'assurdità del fatto che il carcere sia la sola pena prevista. Tutte cose che noi andiamo dicendo da sempre.

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Nuove norme sui CIE. Liberazione immediata per chi è dentro illegitimamente

cieUn passo avanti verso l’abolizione dei Centri di Identificazione e di Espulsione è stato fatto ieri quando la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva la Legge Europea 2013-bis, all’interno della quale sono inserite nuove norme relative ai tempi di permanenza nei Centri.

La nuova norma prevede infatti che il migrante da identificare possa essere tenuto all’interno del Centro per un periodo di complessivi 30 giorni.

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Fini-Giovanardi, depositata sentenza su pene illegittime

Sono state depositate le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione dello scorso 29 maggio in merito alle pene illegittime derivate dall'abrogazione da parte della Consulta della Legge Fini-Giovanardi. Ora è urgente procedere con rapidità alle scarcerazioni di chi è ancora illegittimamente detenuto.

Le motivazioni della sentenza (pdf)

La commissione Gratteri e la riforma nostalgica

patrizio-gonnella-associazione-antigoneDi seguito l'editoriale di Patrizio Gonnella uscito su il manifesto di oggi

Le carceri non devono essere dirette dalla Polizia e non devono finire sotto il controllo del Ministero degli Interni. Finanche chi ha privatizzato parte del sistema delle prigioni, come gli Usa o il Regno Unito, ha riservato le competenze al Ministero della Giustizia. Tra i suggerimenti che le organizzazioni internazionali danno alle nuove democrazie vi è quello di togliere le prigioni dal controllo dei ministeri di Polizia. Mario Gozzini, a cui si deve la grande riforma carceraria del 1986, scriveva di direttori penitenziari straordinari, motivati, democratici che si sentivano in perfetta sintonia con il dettato costituzionale, il quale prevede, va sempre ricordato, che la pena non deve consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione del condannato. Gozzini raccontava anche di come accadesse spesso che giovani direttori, giunti entusiasti a lavorare in carcere, si fossero poi progressivamente demotivati scegliendo di lavorare altrove. La storia della pena in Italia ha vissuto anche anni bui, tristi.

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