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Suicidi in carcere. Sono 29 nel 2017. Vanno subito assunti provvedimenti per prevenirli

164728414-2df8e99f-3ee3-4c2c-865b-2fe7786beed1COMUNICATO STAMPA - Il suicidio avvenuto oggi a Rebibbia è il ventinovesimo dall'inizio dell'anno. Un calcolo triste e tragico.  
Al di là delle motivazioni che hanno portato a quest'ultimo episodio c'è necessità di rimettere al centro dell'attenzione pubblica e istituzionale la questione carceraria.  

"Vanno subito assunti provvedimenti diretti a migliorare lecondizioni materiali di detenzione - sostiene Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Inoltre, da un lato, vanno rispettate le indicazioni ministeriali sulla prevenzione dei suicidi e, dall'altro, vanno individuate riforme da subito realizzabili.

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Continua a crescere il numero dei detenuti e si torna sotto i 3mq

20280566 1198765443563348 4578616087715920841 oContinua la crescita dei detenuti (il tasso di sovraffollamento è al 113,2%) e in alcune carceri si torna a scendere sotto lo spazio minimo previsto di 3 mq per detenuto. E’ quanto emerge dal pre-rapporto 2017 che abbiamo presentato oggi a Roma, frutto dei primi sei mesi di visite del nostro Osservatorio.
Già nell’ultimo rapporto, non a caso chiamato #TornailCarcere, si era posta l’attenzione sul ritorno del sovraffollamento con tassi di crescita che, se continuassero all’attuale ritmo, porterebbero in pochi anni l’Italia ai livelli che costarono la condanna da parte della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo.  
Ma quali sono le ragioni della crescita del numero dei detenuti? Da una parte il numero enorme di processi penali pendenti. Oltre 1,5 milioni di cui più di 300 mila dalla durata irragionevole e quindi prossimi alla violazione della legge Pinto. I tempi lunghi dei processi influiscono sull’eccessivo ricorso alla custodia cautelare che continua a crescere arrivando all’attuale 34,6%, quando solo due anni fa era al 33,8%. Dall’altra c’è il fatto che si registra un cambiamento anche nelle pratiche di Polizia e giurisdizionali, effetto questo della pressione dell’opinione pubblica a partire da casi eclatanti (di come le sirene del populismo penale potessero influire avevamo parlato in un nostro recente approfondimento).

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Proposte per la riforma dell'Ordinamento Penitenziario

17834387 1096261093813784 8324479450938082368 oUn gruppo di studiosi coordinato dai professori Glauco Giostra e Pasquale Bronzo ha elaborato proposte per dare attuazione alla legge delega per la riforma dell'Ordinamento Penitenziario. Antigone sta elaborando anche le sue proposte che a breve renderà pubbliche. Questi lavori fanno seguito anche al convegno organizzato dalla nostra associazione lo scorso 10 aprile nel quale facemmo il punto sul lavoro seguito agli Stati Generali dell'Esecuzione Penale. Un dibattito su questo che prosegue.

Ringraziamo l'Editore per la concessione alla pubblicazione anticipata on line del lavoro.

Attivista accusato di vilipendio alle istituzioni della Repubblica. Il rischio è venga meno diritto di opinione e di critica

vilipendioCOMUNICATO STAMPA - Nelle settimane scorse un giovane attivista della rete Resistenze Meticce, intervenendo in piazza del Pantheon durante una manifestazione promossa da Amnesty International Italia, aveva criticato il ministro dell'Interno Marco Minniti e i decreti immigrazione e sicurezza che portano il suo nome. A seguito dell'intervento le forze dell'ordine presenti in piazza avevano fermato e denunciato l'attivista al quale è stata ora notificata l'accusa di vilipendio alle istituzioni della Repubblica (art. 290 c.p.).

"Il vilipendio è un reato che andrebbe abrogato. A maggior ragione quando la denuncia per vilipendio arriva, pare dalle immagini viste, solo per avere criticato il ministro che nella vulgata giornalistica ha dato il proprio nome ai decreti su immigrazione e sicurezza. A dirlo è Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Chiediamo al ministro Minniti - prosegue Gonnella - di esprimersi a riguardo. Centinaia di volte uomini politici, giornalisti, accademici, noi stessi abbiamo criticato leggi citando i nomi dei proponenti. Nessuno è mai stato accusato di vilipendio né denunce sono arrivate dai diretti interessati. Neanche quando questi erano Giovanardi, Bossi, Fini o Fornero. Quanto sta accadendo su questo caso - conclude il presidente di Antigone - mette a repentaglio il diritto di opinione e di critica, capisaldi di ogni stato democratico".

Roma, 13/07/2017

Relazioni bilateriali Italia-Egitto. Per rasserenarle si chieda maggiore collaborazione sul caso Regeni

154557120-fd6e3a09-1365-4b0b-86a4-f648ccfcb018COMUNICATO STAMPA - Dichiarazione congiunta di Antonio Marchesi (presidente di Amnesty International Italia) e Patrizio Gonnella (presidente di Antigone e CILD)  

In queste ore una delegazione della commissione difesa del Senato, guidata dal presidente Nicola Latorre, è impegnata in una visita ufficiale in Egitto. Durante la visita lo stesso senatore Latorre - come riportato da un'agenzia di stampa - avrebbe sottolineato la necessità di rasserenare l’atmosfera fra i due paesi per superare le difficoltà che stanno vivendo le relazioni bilaterali.  

Una frase che può essere letta come una possibile apertura al ritorno dell'ambasciatore italiano al Cairo, dopo che l'Italia aveva ritirato il suo rappresentante a seguito della morte del giovane ricercatore Giulio Regeni. Un caso per il quale la collaborazione delle autorità egiziane è sempre stata assente.  

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Detenzione dei migranti: le nostre note sulle proposte del CoE

ciedi Corallina Lopez Curzi da Cild.eu

Nell’ambito del Consiglio d’Europa (CoE) – organizzazione internazionale composta da 47 stati membri impegnata promuovere i diritti umani in Europa (ma estranea all’Unione Europea) – è in corso un tentativo di regolamentazione della detenzione amministrativa dei migranti.  

Si tratta di una pratica pericolosa che negli ultimi anni è stata di fatto istituzionalizzata in tutta Europa, diventando così un anello chiave nella gestione dei flussi migratori, nonostante secondo il diritto internazionale dovrebbe essere usata solo come ultima risorsa. Nel nostro continente si detengono infatti ogni anno circa 600.000 stranieri , tra cui numerosi minori (circa 40.000), sulla base di una semplice decisione amministrativa, senza che questi abbiano commesso nessun reato e senza che la loro privazione della libertà trovi consono fondamento e disciplina nella legge.

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Approvata la legge sulla tortura. Lontana da ciò che volevamo. Da domani al lavoro per farla applicare nei tribunali e migliorarla

torturaIn Italia da oggi c’è il reato di tortura nel codice penale. Un dibattito parlamentare lungo ben ventotto anni.

Un dibattito molto spesso di retroguardia culturale. Un dibattito che ha prodotto una legge da noi profondamente criticata per almeno tre punti: la previsione della pluralità delle condotte violente, il riferimento alla verificabilità del trauma psichico e i tempi di prescrizione ordinari.

Era il dicembre del 1998 quando Antigone elaborò la sua prima proposta di legge, fedele al testo previsto nella Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura del 1984. Non abbiamo mai abbandonato la nostra attività di pressione istituzionale su questo tema. Siamo andati davanti a giudici nazionali, europei, organismi internazionali a segnalare questa lacuna gravissima nel nostro ordinamento giuridico.  

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Il secondo rapporto di Antigone Marche sulla situazione delle carceri regionali

crollocamerino2017Carcere di Camerino chiuso, a causa del terremoto, e detenuti spostati, tra difficoltà e disagi, a Roma. Aumento del numero delle persone private della libertà personale, in modo particolare nella casa circondariale di Villa Fastiggi (Pesaro). Carenza di corsi professionalizzanti e attività trattamentali. Scarse le misure alternative applicate.

Questa la fotografia della situazione nelle carceri marchigiane per il 2016 scattata dall'associazione Antigone Marche e descritta nel secondo report regionale.

Una carrellata di voci, da quella del detenuto che racconta la notte del terremoto a quella dei volontari che descrivono la loro attività e lanciano le loro riflessioni, per allargare il dibattito su pena, reinserimento sociale e ostacoli alla piena applicazione del mandato costituzionale.

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La nostra missione interrotta: un avvertimento di Putin alle Ong dei diritti umani

20est1f02-sotto-antigone-Russia. Gli attivisti di Antigone, Arcigay e A Buon Diritto rentrati in Italia raccontano l'operazione muscolare della polizia per interrompere i rapporti dei militanti russi con l'Europa

Alessio Scandurra, Grazia Parisi, Michele Miravalle, Flavio Romani, Valentina Calderone - il manifesto del 30/06/2017

Nella sede del Commitee Against Torture avevamo da pochi minuti iniziato a discutere di quanto fosse difficile essere attivisti per i diritti umani a Nižnij Novgorod. In quella regione, a 400 km da Mosca, la polizia ha fama di essere repressiva e poco conciliante. Proprio in quel momento quattro agenti irrompevano nella stanza e, presentando una fantomatica lettera di denuncia di un cittadino russo che segnalava «sospette presenze di stranieri» sul loro territorio, ci poneva in stato di fermo e invitava a seguirli in commissariato. Ne sono seguite 10 ore di interrogatori e frenetici contatti con l’Ambasciata italiana a Mosca. Anche grazie al supporto degli attivisti russi che hanno preso le nostre difese, il fermo si è concluso verso la mezzanotte con una multa di pochi rubli.  

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Fermati e rilasciati in Russia attivisti di Antigone, A Buon Diritto e Arcigay. Si sta lavorando al rilascio con le autorità italiane

AGGIORNAMENTO

Dopo circa 9 ore di fermo sono stati rilasciati tutti gli attivisti fermati. Nelle prossime ore faranno ritorno in Italia.

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Sono stati fermati oggi in Russia verso le 15.00 ora italiana tre attivisti di Antigone, il presidente nazionale di Arcigay e la direttrice di A Buon Diritto. I cinque si trovavano a Ninzhny Novogorod presso la sede dell'ONG russa "Committee Against Torture". L'incontro era stato organizzato dall'associazione russa Man and Law, partner di Antigone in un progetto di scambio con la società civile russa.  

Fin dal primo momento sono stati allertati l'Ambasciata italiana in Russia e il Ministero degli Esteri, nella persona del sottosegretario agli Esteri Enzo Amendola, che stanno lavorando con grande sollecitudine al rilascio dei cinque, cui vengono contestate mere violazioni di carattere amministrativo legate ai motivi della presenza in Russia. Attualmente sono trattenuti in una caserma delle forze dell'ordine russe. Sarebbe tuttavia prossimo il rilascio di tutti e cinque. Tutti hanno libertà di comunicazione e sono stati trattati finora in modo rispettoso.    

Patrizio Gonnella, presidente di Antigone
Luigi Manconi, presidente A Buon Diritto

 

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