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Casa Circondariale di Lecco

CASA CIRCONDARIALE DI LECCO

Via Cesare Beccaria, 9 - Località Pescarenico tel.: 0341 – 22821 fax 0341 - 369538

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Dislocazione urbana

Tribunale di Sorveglianza di Varese

UEPE di Como

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI: 

La struttura è piccola di recente ristrutturazione. Il fatto di essere una struttura di dimensioni contenute e dedicata a circuiti di media sicurezza dovrebbe facilitarne la gestione. In realtà la struttura presenta alcuni problemi, tra i quali segnaliamo:

- la quasi totale mancanza di aree trattamentali

- la mancanza di spazi all’aperto, con la sola esclusione del piccolo cortile di “passeggio”

- gli elevati costi di manutenzione dell’impianto idraulico, indotti dalla particolarità dei sanitari usati per la ristrutturazione del 2004

STRUTTURA

Lo stabile originario risale ai primi del ’900. La struttura è stata chiusa nel 1999 e nel 2001 sono stati avviati lavori di totale ristrutturazione, terminati nel 2004.

La ristrutturazione ha ricavato un totale di 38 celle disposte su 4 piani, per una capienza regolamentare di 54 detenuti.

In realtà le 6 celle più grandi – di dimensione approssimativa di 18-20mq – sono state attrezzate per accogliere 4 detenuti e le 32 celle più piccole (7-9 mq) ospitano 2 detenuti, il che porta ad una capienza dichiarata tollerabile di 88 detenuti. Su ogni piano è presente un’area di socialità.

Tutte le quattro sezioni sono destinate al circuito di media sicurezza. La sezione posta al piano terra è destinata al reparto osservazione.

Con la ristrutturazione sono state rimosse le “bocche di lupo” e posizionate finestre tradizionali, anche se in realtà la vicinanza di altre parti della struttura dell’istituto riduce molto la visibilità.

La ristrutturazione ha portato a ricavare, nel perimetro di ogni cella, un piccolo locale per i  servizi igienici. L’angusto locale dispone di un monoblocco in acciaio, includente tazza e un piccolo lavabo e, sulla parete opposta, una doccia (prima della ristrutturazione le docce erano in locali separati). I bagni sono dotati di acqua calda e fredda.

Alcune scelte compiute ai tempi della ristrutturazione hanno finito per rendere difficile e costosa la manutenzione ordinaria. Le celle sono dotate di rubinetterie temporizzate (probabilmente per evitare che l’acqua venga lasciata scorrere per raffreddare le bevande): il risultato finale è che la sostituzione di un singolo componente idraulico viene tipicamente a costare diverse centinaia di euro invece di poche decine.

Nessuna cella è dotata di frigorifero; esiste un congelatore comune in ogni sezione.

Aree trattamentali

La struttura è decisamente carente in termini di aree comuni e trattamentali. Esiste una sola area di passeggio esterna, insufficiente per qualsiasi attività: nel piccolo cortile i detenuti riescono a malapena ad organizzare occasionali partite di pallavolo.

Inoltre, l’esistenza di una sola area esterna mette in difficoltà l’amministrazione, nel caso in cui esistano incompatibilità o divieti di incontro tra specifici detenuti. È probabile che non occasionalmente le “difficoltà” si traducano in una riduzione delle ore d’aria dei detenuti incompatibili.

La struttura non dispone di aree trattamentali vere e proprie: di fatto esiste solo una cappella ed una sala “multifunzione” in cui vengono tenute tutte le attività (formazione, incontri con i volontari,  proiezioni cinematografiche, corsi collettivi) con evidenti difficoltà a evitare le sovrapposizioni tra i corsi. Non esistono laboratori di alcun tipo (nè vi sarebbe spazio per aprirli, in caso).

Ore d’aria e applicazione del regime aperto

I detenuti trascorrono fuori dalla cella 2 ore alla mattina e 2 ore al pomeriggio. Un’ora (dalle 16.30 alle 17.30) è poi destinata alla socialità, tipicamente svolta presso le salette presenti su ogni piano.

Nella struttura non vengono applicate in alcun modo le recenti prescrizioni del DAP in materia di apertura delle sezioni (c.d. “regime aperto”). La cosa stupisce in particolar modo, dal momento che la struttura si presterebbe a tale regime, essendo totalmente destinata al circuito di media sicurezza. Le motivazioni addotte a tali scelte fanno tutte riferimento alle scarse dotazioni di sicurezza del carcere, in mancanza delle quali, durante il periodo di “regime aperto” in sezione, verrebbero a mancare – secondo la valutazione della direzione - i requisiti minimi di sicurezza della struttura.

La struttura dispone di una piccola sezione separata dalle altre aree detentive, destinata ad accogliere i detenuti in semilibertà o coloro che lavorano presso aziende in art.21. La sezione attualmente non è utilizzata, non essendovi reclusi semiliberi.

La struttura dispone infine di una cucina, presso la quale lavorano tre detenuti. Il controllo e la ripartizione dei generi di sopravvitto, vengono effettuate – dai detenuti incaricati – utilizzando le sale di socialità, in mancanza di altri spazi adeguati.

La direzione segnala che il Ministero ha recentemente (giugno 2013) modificato la composizione delle tabelle del vitto, con revisioni al ribasso delle quantità fornite. Tra le riduzioni segnalate vi sono quelle relative alla pasta (portata da 100gr a 80gr a pasto) e del pane (ridotto a 50gr).

Alcune trattative, intavolate tra la direzione e l’azienda appaltatrice della fornitura, hanno consentito di sostituire alcuni cibi più costosi e ripristinare le quantità originarie di pasta, pane e riso.

DETENUTI

Detenuti presenti                                                61

Caratteristiche della popolazione detenuta:

uomini: 61

donne: 0

stranieri: circa il 40%

Tasso di affollamento rilevato: 112,9%

Tutti i detenuti appartengono al circuito di media sicurezza. I reati tipici riguardano furti, rapine, stalking oltre ovviamente alla violazioni delle normative sugli stupefacenti. 

Al momento della visita, 30 detenuti su 61 hanno condanne definitive o miste con condanna definitiva.

Nessun detenuto si trova in stato di isolamento.

STAFF

Direttore: Antonina D’Onofrio

Polizia penitenziaria

La pianta organica non è stata aggiornata dopo la ristrutturazione, pertanto non è considerata significativa. Risultano attualmente assegnati all’istituto 43 agenti di PP. Di questi, 10 agenti non sono in servizio presso la struttura (3 distaccati, 5 assegnati al Nucleo Traduzioni e Piantonamenti, 2 in via di prepensionamento per gravi patologie). Risultano quindi effettivamente attivi 33 agenti.

Il Comandante del locale corpo di PP segnala che, con l’attuale numero di agenti attivi, non risulta possibile mantenere la presenza di almeno un agente per ogni piano della struttura: in vari casi un agente deve sorvegliare sezioni su piani diversi.

Educatori

Risultano assegnati alla struttura i 3 educatori previsti dalla  pianta organica. Ne risulta però effettivamente attivo solo uno.

Non sono presenti mediatori culturali. Un agente di rete è presente in struttura per 8 ore alla settimana.

Medici incaricati

Nel carcere non c’è una struttura sanitaria vera e propria. Esiste un ambulatorio presso il quale opera il responsabile medico e un infermiere.

VOLONTARI

Vi sono varie organizzazioni di volontari, attivi all’interno del carcere. La limitazione di intervento è rappresentata – anche in questo caso – dalla pressoché totale mancanza di aree trattamentali: le attività proposte dai volontari devono tenersi per forza nell’unica sala disponibile (c.d. “multifunzione”), con evidenti difficoltà derivanti dalla gestione della sovrapposizione con i corsi e gli incontri di altro tipo.

Sul territorio non vi sono Garanti provinciali o comunali attualmente incaricati.

EVENTI CRITICI 

Non sono segnalati eventi critici di particolare gravità negli ultimi anni (nessun suicidio, nessun decesso per altre cause). Viene segnalato un tentato suicidio nel 2012 ed un’iniziativa di protesta collettiva, nello stesso anno.

Nel 2010 la struttura è stata oggetto di attenzione a causa di un’evasione eseguita in pieno giorno, durante l’ora d’aria. L’evasione è stata messa in atto scavalcando il muro perimetrale.

SANITA’

Ogni mese il responsabile medico raccoglie dati su circa 60-70 visite. Nell’ultimo mese, le patologie registrate sono dei seguenti tipi:

- cardiopatie (6 casi)

- affezioni respiratorie, asma (3)

- epativi (8)

- HIV (2)

- Lue tardiva (1)

- patologie psichiatriche (6)

28 detenuti sono segnalati come tossicodipendenti o alcoldipendenti. Due di loro sono in terapia con metadone, tramite il Sert di Lecco.

Tra gli specialisti che regolarmente si recano in visita presso la struttura, vengono segnalati:

un infettivologo (1 volta al mese)

psicologo (1 volta alla settimana)

psichiatra (1 volta alla settimana)

La struttura sanitaria che eroga i servizi è l’Ospedale di Lecco.

L’ambulatorio è attivo dalle 8 alle 20, con un infermiere ed il responsabile medico. I detenuti che necessitano di cure mediche vengono inviati in ospedale. Si verificano circa 1-2 invii al mese, principalmente per cardiopatie, traumi sportivi e alcuni casi di trauma dovuto alla resistenza all’arresto non valutato correttamente dalle forze dell’ordine.

LAVORO

Le occasioni di lavoro, per i reclusi nella casa Circondariale di lecco, sono davvero poche. La piccola sezione a disposizione dei detenuti in regime di semilibertà e art.21 è, al momento della visita, priva di ospiti.

Il  lavoro alle dipendenze del DAP soffre evidentemente della grave mancanza di fondi, tipica del periodo. Le attività – e di conseguenza il coinvolgimento dei detenuti – sono ridotte al minimo. A rotazione, risultano lavoranti 12 detenuti.

Nessun detenuto è coinvolto in attività esterne alla struttura: gli unici 2 detenuti che risultano formalmente in art.21, sono in realtà destinati a lavori di piccola manutenzione del verde attorno al muro di cinta.

ISTRUZIONE

Presso la struttura vengono tenuti corsi dal CTP EDA “Stoppani” (centro territoriale permanente per l'educazione degli adulti). Le materie segnalate sono: italiano, matematica, inglese, informatica ed alcuni corsi di alfabetizzazione. Le difficoltà principali nell’erogazione dei corsi derivano dalla mancanza di spazi adeguati essendo, come già detto, l’unica sala disponibile condivisa con altre attività didattiche e con corsi di yoga, arteterapia e gruppi di lettura.

CONTATTI CON L’ESTERNO

I colloqui vengono tenuti tre giorni alla settimana (il lunedì, il mercoledì ed il sabato) dalle ore 8.30 alle 13.30, presso una sala attrezzata con alcuni tavoli e sedie per un totale di una ventina di posti. In alcuni casi i colloqui, effettuati con il supporto di assistenti sociali, vengono svolti presso le salette avvocati.

La direzione dichiara che l’uso del telefono è ampiamente consentito. Come in altre strutture, anche qui viene segnalato che molto difficilmente i consolati rispondono alle richieste di verifica delle utenze telefoniche di cittadini stranieri.

Data della visita: 6 settembre 2013

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