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Casa Circondariale di Sassari San Sebastiano (chiusa)

Chiuso dal Luglio 2013

Casa Circondariale di Sassari San Sebastiano

maschile e femminile

Via Roma, 51

tel: 079 234514 - 233758

fax: 079 234570

e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Dislocazione urbana, centro cittadino

Tribunale e Ufficio di Sorveglianza di riferimento: Sassari, un magistrato assegnato all’istituto

UEPE di riferimento: Sassari

 

NODI IDENTIFICATIVI E PROBLEMATICI

I problemi principali dell’istituto sono dettati dalle condizioni materiali della struttura. L’edificio, di forma panottica a 5 bracci e su tre piani, è stato edificato nel 1871 ed è attualmente tutelato dalla Soprintendenza ai beni culturali. I muri, completamente in tufo, sono umidi e insalubri. L’intonaco si stacca dalle pareti delle celle e dei corridoi. L’età degli impianti crea perdite e problemi nell’erogazione dell’acqua, di cui comunque è stata verificata di recente la potabilità.

La costruzione del nuovo carcere di Bancali, non ancora ultimato, ha notevolmente ridotto i finanziamenti per la manutenzione del San Sebastiano. La riduzione dei fondi ha inciso anche sul numero dei lavoranti. 

Il secondo piano, con 91 posti letto, è stato chiuso perché non agibile. In quest’area erano localizzati gli spazi delle attività trattamentali: una cappella usata per la socialità, la biblioteca e le aule scolastiche.

A fronte della riduzione della capienza regolamentare per la chiusura del secondo piano, la popolazione reclusa è cresciuta; sul numero delle presenze ha inciso anche il trasferimento di ristretti provenienti dalla casa circondariale di Tempio Pausania, in cui sono attualmente detenute solo persone in art. 21.

Il 50% della popolazione è tossicodipendente. Ancora più diffusa, secondo gli operatori presenti alla visita, è l’alcool dipendenza.

In istituto si reca uno psicologo per 8 ore al mese. Il personale di custodia lamenta la carenza di organico e l’età elevata degli agenti, in media con 25 anni di servizio, con conseguenti ripercussioni nel rendimento e nella motivazione. Critica è in particolare la situazione della sezione femminile, in cui turnano 7 agenti e talvolta una sola deve gestire tre piani e occuparsi delle perquisizioni dei familiari in occasione dei colloqui.

Le docce comuni sono 6; questo numero esiguo e le carenze dell’organico, in particolare dopo l’ora d’aria serale, ne rendono l’accesso problematico.

La carenza di spazi per la socialità in particolare dopo la chiusura del secondo piano nel 2007,  e le ridotte possibilità di svolgere attività lavorative fanno sì che i detenuti passino gran parte del tempo all’interno delle celle.

A fronte di queste criticità, sono stati recentemente adottati alcuni provvedimenti per alleviare le condizioni di detenzione, come l’allargamento dei generi del sopravvitto con un ordine di servizio dello scorso dicembre, l’organizzazione di colloqui straordinari tra genitori e bambini in occasione delle festività, una maggiore concessione delle telefonate, l’istituzione di uno sportello in cui, due volte alla settimana, gli educatori ricevono i familiari dei detenuti. È stata inoltre stipulata una convenzione col comune per la mediazione culturale e con un istruttore per la palestra.

Un protocollo di intesa sottoscritto col comune di Sassari permette ai bambini tra i 3 e i 36 mesi, ristretti insieme alla madre, di accedere alle strutture di prima infanzia comunali e convenzionate. Al momento della visita, usufruisce di questo protocollo un bambino di 16 mesi.

L’istituto si sta organizzando per portare le ore d’aria da 4 a 6 e per aprire le celle di due sezioni sperimentali.

 

STRUTTURA

Le celle, di varie metrature, non garantiscono i metri quadrati a detenuto disposti dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo.Quelle ideate per l’isolamento individuale, al primo piano, ospitano da due a tre persone in un letto a castello; lo spazio a disposizione non garantisce la privacy: il wc alla turca, attiguo ai letti, è separato solo da un muretto basso.

Al piano terra le celle ospitano fino a 8 detenuti. I servizi, con bagno alla turca, sono in un vano a parte, utilizzato anche per cucinare e lavare le stoviglie.

Nel 2008 è stato realizzato al primo piano un reparto di osservazione in cui sono collocati i detenuti in seguito a disposizione medica. Le celle, luminose e ben areate, sono 5 per 3-4 persone. I servizi con doccia e bidet, sono spaziosi e in un vano separato.

Non ci sono altri criteri di collocazione nei reparti.

Dal piano terra si accede ai due cortili passeggi. Il più grande è per i detenuti comuni. Una parte è coperta da un tetto in muratura, con servizi, calcio balilla e tavolo da ping pong. Il cortile più piccolo è destinato ai ristretti in isolamento.È presente un campo da calcetto e una palestra.

La cucina è spaziosa e ben aerata. Vi lavorano a turni due cuochi e 4 inservienti.

Le ore d’aria sono 4, due la mattina due la sera.

La sezione femminile è stata ristrutturata nel 2009. Al secondo piano ci sono 4 celle con bagno. Il primo piano ospita una stanza socialità spaziosa con libri, giochi di società, scrivanie e servizi. Nel piano terra la cappella sarà trasformata in celle per trasferire tutte le detenute su un unico piano. È inoltre presente l’infermeria e il nido.

 

DETENUTI

Ad aprile 2012 sono presenti 206 detenuti

Capienza regolamentare: 190

Capienza regolamentare tenuto conto della chiusura del secondo piano: 100

Caratteristiche della popolazione detenuta:

donne: 18

figli minori: 1 di 16 mesi

stranieri: 74

giovani adulti: 22

definitivi:110

in attesa di primo giudizio: 59

appellanti: 23

ricorrenti:13

art. 21: 2 uomini e 1 donna

tossicodipendenti: 50%

 

STAFF

Direttore: Francesco D’Anselmo.

Polizia penitenziaria: 148; effettivamente in servizio 116

Comandante: Sandra Cabras

Educatori realmente in servizio: 5

1 psicologo che si reca in istituto 8 ore al mese

Medici: 9 medici e 10 infermieri

1 guardia medica attiva 24h su 24 

 

VOLONTARI

La Caritas, attraverso due volontari, fornisce generi di prima necessità e indumenti.

 

EVENTI CRITICI

Negli ultimi 3 anni: episodi ordinari di autolesionismo e scioperi della fame.

Suicidi: F.P. deceduto inalando il gas del fornelletto nell’ottobre 2011.

Luglio 2010, un detenuto muore per impiccagione.

 

SANITA’

Attrezzature mediche e disponibilità di farmaci giudicate dal personale sufficienti.

Il passaggio alla riforma della sanità penitenziaria è ancora in fase di attuazione.

Per le visite specialistiche sono attive convenzioni con un dentista, un otorino, un oculista, un ginecologo e un infettivologo.

Dei 105 tossicodipendenti 40 sono trattati con metadone.

Sono previste celle per non fumatori.

 

LAVORO

I lavori sono domestici e di manutenzione ordinaria e impiegano 40 detenuti per una o due ore al giorno. Al lavoro si accede con turnazione e attraverso una graduatoria che tiene conto dell’anzianità di disoccupazione. I turni durano tre mesi con una pausa, tra un turno e l’altro, di 4 mesi.

 

FORMAZIONE PROFESSIONALE

È attivo un corso di formazione di archivistica su base digitale e di formazione informatica che coinvolge 7 detenuti. I partecipanti saranno poi impiegati come lavoratori esterni (art. 21) nel parco di Tramariglio.

 

ISTRUZIONE

Sono attivi i corsi per la licenza elementare e di alfabetizzazione e per la licenza media. Ogni corso è seguito da una decina di alunni.

 

CONTATTI CON L’ESTERNO

I colloqui si svolgono tre volte alla settimana, due mattine e un pomeriggio. Le sale colloquio, quattro, sono utilizzate sia per i colloqui con i familiari che con gli educatori. Arredate con tavolini e sedie, e prive di bancone divisorio, non impediscono il contatto fisico. Il controllo è solo visivo. In occasione delle festività sono organizzati colloqui straordinari tra genitori e bambini.

Telefonate: dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 17

 

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