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Casa Circondariale di Trento

ISTITUTO

Telefono: 0461.969101

Fax: 0461 969191

Indirizzo: Via Beccaria 13, loc. Spini di Gardolo 38014

Città: Trento

Regione: Trentino Alto Adige

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STRUTTURA

La struttura è praticamente nuova, costruita pochi anni fa (2010) dalla provincia autonoma di Trento, la quale ha ricevuto in cambio dal Ministero lo stabile del vecchio carcere cittadino per adibirlo ad altri usi. Questa nuova struttura si trova in un’area industriale-artigianale extraurbana, prevalentemente circondata da capannoni e collegata con il resto della città da due autobus (il 15 con fermata a 150 metri dall’ingresso, nei giorni feriali e il 17 con fermata a circa 1,5km). 

Escludendo l’area amministrativa, la struttura è composta da tre edifici: uno più piccolo per i semiliberi, uno maschile e uno femminile. Quest’ultimo è suddiviso in due piani, ma dato l’esiguo numero di detenute solo il primo piano è aperto. Il maschile è composto da tre piani. A parte il terzo, che ha solamente due bracci (F, G), tutti gli altri sono composti da tre bracci (F, G, H). Al piano terra si trovano gli spazi per le attività trattamentali, la matricola e l’infermeria. Ogni piano ha un piccolo ambulatorio e ogni braccio ha una piccola sala per la socialità (in cui c’è solo un calcetto) e una lavanderia (a gettoni) e una spazio per le telefonate (con scheda prepagata).

La distribuzione dei detenuti avviene generalmente in riferimento alla posizione giuridica e non per provenienza “per evitare la formazione di sezioni etniche”. Le cucine sono due: una per la sezione maschile e una per la sezione femminile che ospita anche un piccolo nido anche se inutilizzato. 

I piani sono formati da una rotonda centrale che consente di avere una visuale completa e totale dei corridoi dei bracci. Al loro interno sono presenti un monitor per braccio e un ulteriore monitor da cui è possibile controllare l’apertura e la chiusura di tutte le porte del piano. È inoltre presente un interfono per poter comunicare con le celle. Ogni sezione ospita circa 25 detenuti. La sezione femminile rispecchia la struttura “panoptica” che caratterizza il maschile. 

Le celle sono pulite ed in ottime condizioni, con un angolo cottura con un lavandino in acciaio; sulla sinistra ci sono i letti, tre in tutto fissati al pavimento. Le pareti delle celle visitate risultano immacolate: pulite, senza nulla appeso né segni del passaggio dei detenuti. Il bagno è separato ed è munito di lavandino, water, doccia e bidet. È presente anche un interfono per poter comunicare con gli agenti e una TV fissata al muro e protetta da uno vetro. La metratura delle celle è di circa 18 metri quadri, che diventano 14,97 tolto il bagno e il mobilio d’arredo. Le celle ospitano tutte due detenuti, anche se in tutte è presente la terza branda per le situazioni di emergenza. 

DETENUTI

L’istituto ha una capienza regolamentare di 241 posti (compresi 20 posti per la sezione femminile e 20 posti per semi-liberi). La situazione non sembra presentare problemi relativi a situazioni di sovraffollamento. Infatti nel colloquio preliminare è emerso che la struttura di Trento non ha subito condanne derivanti dalla sentenza della CEDU sulla situazione di sovraffollamento delle carceri italiane.

Il giorno della visita erano presenti 228 detenuti di cui 207 uomini e 21 donne. La composizione della popolazione detenuta vede una netta prevalenza di provenienti da paesi terzi, 161 il giorno della visita, circa il 70%. Nello specifico provenienti da:

Tunisia 46

Marocco 35

Albania 26

Romania 10

Ex Yugoslavia 10

Nigeria 7

Altri (prevalentemente Afghanistan, Liberia e Costa d’Avorio) 23

La struttura ospita un cospicuo numero di detenuti con una condanna definitiva, 169. Gli indagati in attesa di giudizio sono 32, gli appellanti 20 e i ricorrenti sono 7. I detenuti tossicodipendenti sono in tutto 35, non includendo gli alcool dipendenti, che cominciano ad aumentare negli ultimi anni.

Gli ingressi annuali sono notevolmente diminuiti, come ci ha fatto presente il dott. Amadei e questo ha favorito il contenimento delle presenze. Tuttavia l’alto numero di detenuti privi di fissa dimora, di reti sociali nel territorio e indigenti rende difficoltosa l’applicazione dei benefici extramurari a causa della mancanza di riferimenti esterni dei detenuti (nel 2014 ha coinvolto 64 detenuti) e della detenzione domiciliare (16 detenuti nel 2014). Le origini geografiche e le condizioni socio economiche dei detenuti vengono descritte come uno dei principali problemi della realtà di Trento, assieme ad un territorio sempre meno ricettivo a causa della crisi.

STAFF e VOLONTARI

Il direttore del carcere è lo stesso della Casa Circondariale di Padova (è a “scavalco” tra i due istituti in questo quadrimestre), motivo per il quale a Trento è presente solamente due giorni a settimana. La struttura rimane senza direzione dalla fine del 2010 (ma dal 9-12-2014 è stato assegnato un nuovo Dirigente in servizio continuativo e con prospettiva di stabilizzazione).

Il personale di Polizia Penitenziaria è carente, è composto da 131 uomini e 26 donne a fronte di una pianta organica ottimale composta da 227 uomini e 49 donne, per un totale di 276. Il giorno della visita erano presenti 113 agenti uomini (16 erano distaccati in uscita e due distaccati in entrata) e 22 agenti donna (4 distaccate in uscita). Di fatto la maggior parte del controllo e della sorveglianza avvengono dalla rotonda attraverso l’utilizzo di monitor e interfono. 

Tra gli operatori sono presenti 4 funzionari giuridico pedagogici, più un collaboratore. Non ci sono mediatori culturali ma una seria di sportelli informativi proposti da varie associazioni e dedicati agli stranieri, alle questioni previdenziali, ai dimittendi, al versante delle dipendenze. Anche per quello che riguarda il personale di area educativa vengono lamentate carenze, in particolare determinate dalla riduzione di personale dell'UEPE (“sono 20 anni che non fanno un concorso”): gli assistenti sociali di tale struttura sono stati costretti a limitare la loro attività per le persone detenute alla semplice verifica dei riferimenti familiari e occupazionali segnalati dal carcere, escludendo l’effettuazione di colloqui anche di conoscenza con i detenuti e, più in generale, ogni attività professionale per i ristretti privi di riferimenti esterni.

EVENTI CRITICI 

Nel corso della visita è emerso che durante gli ultimi 12 mesi la struttura ha visto due suicidi (il 23 luglio 2014 e l’ultimo il 1 settembre 2014), e un decesso per cause naturali (novembre 2013). Le cause sono da ricercare, secondo i miei accompagnatori, nelle condizioni di disagio sociale e psichico in cui versavano i soggetti prima dell’ingresso in carcere e da problemi di tossicodipendenza. In particolare l’ultimo ha avuto problemi familiari che lo hanno spinto al suicidio. Tali problemi erano stati manifestati da una serie di lettere scritte a differenti figure istituzionali.

Il Comandante sottolinea come da qualche mese si sia corsi ai ripari cercando di prevenire il suicidio. In particolare gli oggetti affilati per la cura del corpo (ad esempio lamette da barba) vengono distribuite la mattina e ritirate dopo un’ora per evitare che vengano usate per altri scopi. 

Si segnalano altri eventi critici come ad esempio fenomeni di autolesionismo, colluttazioni e piccole proteste (mancato rientro, percussione rumorosa, sciopero della fame/rifiuto del vitto) e un episodio di distruzione/incendio della cella. 

Da gennaio ad ottobre 2014 si sono registrati 41 episodi critici (oltre ai suicidi):

- Tentati suicidi 6 (2 ita e 4 migranti di cui 1 donna)

- Autolesionismo/invio pronto soccorso 14 (2 ita e 12 migranti)

- Manifestazioni di protesta/scioperi della fame o sete/ percussione rumorosa/rifiuto terapia 13 (3 ita, 4 migranti, 6 collettivi)

- Accumulo frutta per alcool 1 (ita)

- Mancato rientro – licenza 1(ita)

- Incendio doloso 1 (migrante)

- Atti di aggressione 3

- Rinv. Ogg. e/o sost. Non consentite 1

SANITÀ 

Durante la visita ho parlato con l’infermiera responsabile dell’infermeria. I medici sono quelli del pronto soccorso cittadino, che svolgono il loro servizio in carcere a rotazione (11 ore al giorno), garantendo gli stessi livelli di prestazione dell’esterno. Con il pronto soccorso c’è una linea preferenziale per le emergenze.

Le visite dello psichiatra sono una volta alla settimana come quelle del medico del sert. Il dott. Anesin, psicologo, è presente tutti i giorni 8h al giorno mentre i vari specialisti (infettivologo, diabetologo, dermatologo, urologo, medico sportivo) vengono per chiamata in base ai bisogni ed ai casi particolari. Infine ginecologa, dentista e psichiatra vengono tutte le settimane. Infatti nella struttura sono presenti uno studio dentistico e uno oculistico. Si lamenta la mancanza di apparecchiature radiologiche che potrebbe agevolare le visite evitando spostamenti. In ogni sezione è presente un ambulatorio medico dove avvengono le visite ai detenuti.

Le patologie maggiormente presenti sono quelle psichiatriche e quelle legate all’abuso di droghe e alcool (precedenti all’ingresso in carcere). Come forma di prevenzione è stato proibita la somministrazione di alcool e c’è un’attenzione particolare al fatto che non venga prodotto “in proprio”. Inoltre è prevista la creazione di un gruppo di auto-mutuo aiuto per alcolisti. È inoltre in programmazione un corso per gli agenti di polizia organizzato dal Sert per trattare coi detenuti tossicodipendenti. Vengono segnalati casi rilevanti di HIV, neoplasie, diabeti e cardiopatie. All’ingresso viene effettuato lo screening per la TBC e per la scabbia. 

LAVORO E FORMAZIONE PROFESSIONALE

Attualmente la maggior parte del lavoro presente in istituto è garantita dal lavoro domestico, che occupa in media 45-50 detenuti per circa 3 ore al giorno. Di questi detenuti, 3 sono ammessi al lavoro all’esterno intramurario, cioè nell’intercinta.

Le cooperative esterne che portano lavoro in istituto sono la coop. Kiné, che occupa circa una decina di detenuti 3h al giorno per la digitalizzazione informatica, e la coop. Venature che occupa 9 detenuti per 3h al giorno nella lavanderia intramuraria.

È presente un laboratorio di assemblaggio di manufatti, gestito dalla coop. Kaleidoscopio,che occupa i detenuti non con formali assunzioni ma attraverso tirocini formativi, finalizzati all’ottenimento dei requisiti lavorativi. Ai corsisti, da 30 a 40 per ogni periodo (bimestrale fino a fine 2014, trimestrale dal 2015) vengono corrisposti 2 euro all’ora, circa 120-130 € al mese. 

Tale attività è quella che maggiormente ha risentito della crisi: la ditta Whirpool, che fino al 2013 offriva alla cooperativa Kaleidoscopio una commessa con cui occupare i detenuti, ha delocalizzato la produzione, chiudendo lo stabilimento trentino e costringendo il laboratorio di assemblaggio interno a vivere della sola commessa dell’imbottigliamento dei detersivi Chemitech. 

L’attesa per ottenere un turno “pagato”, si tratti di vero lavoro o di tirocinio remunerato, è in media di 4 mesi. I criteri attraverso i quali vengono ammessi i detenuti a tali attività sono diversi: indubbiamente l’anzianità nella lista di disoccupazione, cioè il periodo di ozio dall’ultimo incarico ricevuto; poi, le competenze dimostrate; l’ubicazione nelle sezioni (al terzo piano fanno lavori di pulizia e di distribuzione del vitto solo gli appartenenti al terzo piano); la condotta intramuraria, nel senso che è previsto uno slittamento nel tempo dei detenuti che di recente sono incorsi in infrazioni disciplinari.

Sono affisse nelle sezioni sia la lista con gli incarichi lavorativi attuali che quella di attesa.

Al femminile sono presenti solamente posti di lavoro intramurario che vedono il coinvolgimento di 7 detenute, due in più rispetto all’ultima visita a fronte della recente apertura della nuova cucina della sezione stessa. 

ISTRUZIONE

Nell’istituto vengono effettuati corsi di alfabetizzazione (comprendente anche moduli di informatica, inglese e italiano) che impiegano i detenuti 3 giorni a settimana per classe; nel 2014 hanno coinvolto circa 247 detenuti. 

È presente inoltre un corso di scuola media, che coinvolge circa 20-25 detenuti all’anno ed un biennio di scuola superiore, già gestito da un istituto per geometri e da quest’anno più propriamente liceale, articolato in due indirizzi, uno economico-sociale ed uno più tecnico. Tutti gli attuali percorsi scolastici sono gestiti dal liceo psico-socio-pedagogico “Rosmini” di Trento.

Per quello che riguarda il femminile è presente solamente un corso di alfabetizzazione e nessuna scuola media o superiore.

Mi viene segnalata una “crisi” nel versante della formazione professionale, conseguente alla mancata uscita di nuovi bandi formativi FSE nell’ultimo triennio. Questo motiva lo staff penitenziario a richiedere moduli formativi all’Ente locale, talvolta riuscendovi (è in cantiere un doppio modulo di cucina e uno di agricoltura, con produzione di ortofrutta), talaltra incontrandosi qualche difficoltà maggiore. 

QUOTIDIANITA’ DETENTIVA E ATTIVITA’

Ogni detenuto, una volta arrivato nella struttura, viene sottoposto a visita medica e ad un colloquio con un educatore entro 48 ore. I colloqui con i familiari hanno luogo due volte alla settimana ed è possibile effettuare telefonate con scheda prepagata. 

Vengono distribuite ai detenuti appena arrivati due piccole linee guida con il regolamento interno, la carta dei diritti dei detenuti e un altro opuscolo con i servizi territoriali per i detenuti. Le guide ai servizi e carta dei diritti sono disponibili in italiano, inglese, arabo e rumeno, la guida alle opportunità del territorio è in italiano.

I detenuti vengono divisi nelle sezioni in base alla propria posizione giuridica ed all’interno di questa scelgono in quale cella preferiscono stare. Come detto in precedenza a seguito dell’alta tecnologia che caratterizza questa struttura unita alla carenza di personale di polizia penitenziaria le interazioni tra personale all’interno delle sezioni sono poche. Durante la giornata, inoltre, vengono garantite 4 ore di “aria”, due la mattina e due il pomeriggio. Da qualche mese le celle vengono aperte dalle 8.30 alle 18.30, con interruzione durante il pranzo, dalle 12 alle 14. 

All’interno dell’istituto per i detenuti delle sezioni maschili sono stati organizzati: due laboratori teatrali organizzati in due gruppi che hanno coinvolto circa 20 detenuti da gennaio fino a ottobre Un terzo è in corso nel corrente novembre, e si concluderà con lo spettacolo finale del 13 dicembre. Sono stati inoltre organizzati un corso di scacchi, tre laboratori di pittura, un laboratorio di arte e fede, uno di auto mutuo aiuto, uno di bricolage. Per le detenute della sezione femminile sono stati organizzati: un laboratorio di acconciatura ed estetica, un corso di arte e fede, bricolage e danzaterapia. Viene infine pubblicato un giornalino del carcere, intitolato “Dentro. Parole dal carcere” a cui collaborano sia detenuti che detenute. 

La sezione maschile usufruisce inoltre di palestra e campo da calcio a rotazione per le sezioni. È presente una doppia biblioteca sia al maschile che al femminile. 

Visita effettuata in data 6 novembre 2014

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