La Caritas: "Falliti i rinnovi alle Poste", Metropoli, 20/03/07

La Caritas: "Falliti i rinnovi alle Poste"

 L'accusa arriva anche dalla Caritas: il nuovo sistema in vigore da ormai tre mesi non funziona e sta producendo diversi effetti negativi. La Caritas si rivolge quindi al governo, invitandolo ad apportare modifiche e correttivi, coinvolgendo maggiormente Comuni e associazioni. I problemi sono quelli già noti: pochi kit, difficoltà nella compilazione, servizio lento e inefficiente, costi troppo alti. Con la conseguenza che finora, in tutta Italia, sono stati materialmente rilasciati pochissimi permessi

ROMA - Le nuove procedure per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno, in vigore dal dicembre scorso, non funzionano e producono diversi effetti negativi. Lo denuncia la Caritas, facendo il punto della situazione a tre mesi dall'avvio del nuovo sistema. Secondo i dati dell'organizzazione, raccolti dalle sedi Caritas sparse sul territorio, il rinnovo dei documenti attraverso gli uffici postali sta provocando disagi e tentativi di speculazione. Tanto che la Caritas si rivolge direttamente al governo, invitandolo "ad apportare al più presto correttivi”, prevedendo, in questa fase che precede la riforma complessiva della normativa sull'immigrazione, “il coinvolgimento dei Comuni o altre organizzazioni/associazioni nella gestione delle pratiche".

La Caritas, nel suo documento, mette in luce che “l'affidamento alle Poste della gestione delle procedure, per come attualmente strutturato, produce effetti negativi da correggere al più presto". In particolare preoccupa "la frequente indisponibilità dei cosiddetti kit presso gli uffici postali, che alimenta una sorta di 'bagarinaggio' dei moduli stessi, per cui i cittadini stranieri che non riescono a reperirli sono spesso costretti a rivolgersi al mercato nero".

I problemi sono quelli già noti, che anche Metropoli aveva riportato nella sua inchiesta sul numero 9 di domenica 11 marzo: "la complessità della modulistica e le relative difficoltà nella compilazione"; l'insufficienza della prevista assistenza gratuita da parte dei patronati; la generale lentezza e inefficienza del servizio. Con gli effetti che tutti conoscono: il numero dei permessi rilasciati finora è “irrisorio, rispetto alle domande che continuano ad accumularsi, anche a seguito del recente decreto flussi per gli stagionali". E non bisogna poi dimenticare i due successivi passaggi in Questura "per le impronte e l'esibizione dei documenti in originale. In entrambi i casi prosegue il documento della Caritsa -, gli interessati devono in genere aspettare la convocazione e fare poi la fila per arrivare agli sportelli. Durante questo iter è evidente che il valore della ricevuta di inoltro rilasciata dalle Poste è molto precario e insufficiente (specie per i datori di lavoro)".

Ultimo problema, non meno importante, sono i costi, che complessivamente si aggirano intorno ai 70 euro per ogni pratica. La Caritas chiede quindi l'introduzione di kit familiari e un maggiore ricorso all'autocertificazione.

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