"La tragedia delle morti in carcere arriva anche negli Istituti Penali per Minorenni dove un ragazzo di 17 anni si è suicidato, poche ore dopo il suo arresto, nell'IPM di Treviso. Era stato soccorso ancora vivo e portato in ospedale dove è deceduto poche ore dopo. Si tratta di un dramma che testimonia la crisi del sistema della giustizia minorile. L'ultimo episodio di un ragazzo che si era tolto la vita nelle carceri per minori risaliva al 2003. Questo arriva proprio all'indomani delle minimizzazioni e l'indifferenza del ministro della Giustizia Nordio sui suicidi, cui si è accodato il Garante nazionale per i diritti delle persone private della libertà con un proprio comunicato. Abbiamo spesso denunciato come, a partire dal DL Caivano, si sia iniziato a registrare un sovraffollamento mai esistito prima, nonché la chiusura delle carceri minorili con un approccio sempre più punitivo, al posto di quello educativo che aveva portato tutta Europa a guardare con interesse al modello della giustizia minorile italiano. Abbiamo raccontato di crescenti tensioni, sfociate in forme di protesta che hanno interessato tutti gli IPM, proteste che raccontano un disagio profondo da intercettare e che invece il governo preferisce punire con il decreto sicurezza. Abbiamo denunciato l'abuso di psicofarmaci. Recentemente, insieme a Defence for Children Italia e Libera abbiamo promosso un appello firmato da cento tra associazioni, autorità garanti e personalità, attraverso cui abbiamo chiesto al governo di fermarsi e tornare indietro ad un sistema che metta al centro la persona e i suoi bisogni. Non possiamo perdere i ragazzi così giovani. Non possiamo vederli morire in carcere".
Queste le dichiarazioni di Susanna Marietti, coordinatrice nazionale e responsabile dell'osservatorio sulla giustizia minorile di Antigone.