osservatorio

PROPOSTA DI LEGGE

 

Art. 1.

 (Oggetto).


        1. E' istituito il difensore civico delle persone private della libertà personale, di seguito denominato "difensore civico".

Art. 2.

 (Nomina).


        1. Il difensore civico è organo collegiale costituito da cinque membri nominati dai Presidenti delle Camere.
        2. Il difensore civico elegge fra i propri membri il presidente.
        3. Il difensore civico è organo indipendente ed autonomo.

Art. 3.

 (Organizzazione territoriale).


        1. Il difensore civico può avvalersi per l'esercizio delle sue funzioni dei difensori civici regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano, a seguito di apposita convenzione con gli stessi.
        2. Le convenzioni di cui al comma 1 disciplinano i poteri, le funzioni e gli oneri economici derivanti dall'esercizio delle mansioni che i difensori civici regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano sono tenuti a svolgere.

Art. 4.

(Funzioni e poteri).


        1. Il difensore civico, i componenti del suo ufficio, i difensori civici regionali e delle province autonome di Trento e di Bolzano, a seguito di apposita convenzione, hanno diritto di accesso, anche senza preavviso, in tutti gli istituti penitenziari, gli ospedali psichiatrici giudiziari, gli istituti penali per minori, i centri di permanenza temporanea e assistenza per stranieri, le caserme dei Carabinieri e della Guardia di finanza, i commissariati di pubblica sicurezza, ove vi siano caserme di sicurezza.
        2. Durante la visita i soggetti di cui al comma 1 possono ispezionare qualunque luogo di detenzione ed incontrare chiunque senza restrizioni; se richiesto possono non essere accompagnati.
        3. I medesimi soggetti di cui al comma 1 hanno, altresì, diritto di consultare, previo consenso dell'interessato, qualsiasi fascicolo personale o cartella medica, anche di detenuti in attesa di giudizio, senza il previo nulla osta dell'autorità giudiziaria.
        4. Il responsabile della struttura, nonché l'amministrazione periferica e centrale, hanno l'obbligo di fornire tutte le informazioni richieste, anche per vie informali.
        5. In caso di mancata risposta alle informazioni o ai chiarimenti richiesti, il difensore civico può:

                a) accedere a qualsiasi ufficio delle strutture di cui al comma 1;

                b) esaminare e fare copia dei documenti richiesti, senza che possa essere opposto il segreto di ufficio;

                c) convocare il responsabile della struttura detentiva o del comportamento contestato.

        6. Il difensore civico è tenuto al segreto su quanto acquisito da atti esclusi dal diritto di accesso o nelle ipotesi di atti riservati.
        7. Nel caso in cui sia opposto il segreto di Stato, il difensore civico richiede l'intervento del Presidente del Consiglio dei ministri affinché, entro un mese, confermi o meno l'esistenza del segreto.

Art. 5.

 (Destinatari).


        1. Tutti i detenuti, o i soggetti comunque privati della libertà personale, possono rivolgersi al difensore civico senza vincoli di forma.

Art. 6.

 (Attivazione).


        1. Il difensore civico interviene nei casi segnalati, o di ufficio, a tutela dei diritti fondamentali delle persone detenute, utilizzando quali parametri di riferimento le convenzioni internazionali sui diritti umani rese esecutive dall'Italia e le leggi dello Stato.

Art. 7.

 (Meccanismi di sanzione).


        1. Il difensore civico, dopo aver svolto gli accertamenti ritenuti opportuni rispetto ai casi segnalati o di cui ha avuto comunque conoscenza, si attiva, in prima istanza, al fine di svolgere una funzione di persuasione nei confronti dell'amministrazione interessata, affinché si adegui a quanto raccomandato.
        2. Il funzionario o l'organo competente dell'amministrazione interessata di cui al comma 2, può:

                a) provvedere nel senso e nei termini indicati dal difensore civico;

                b) comunicare il suo dissenso motivato.

        3. Il difensore civico, nei casi di illegittima omissione di provvedimenti dovuti, può chiedere all'autorità competente l'ottemperanza a quanto segnalato, rivolgendosi ai soggetti superiori gerarchicamente a quelli rimasti inerti.
        4. In caso di riscontrata persistente inadempienza, il difensore civico emana una dichiarazione pubblica di biasimo, che può essere pubblicizzata anche tramite i mezzi di informazione.
        5. Nei casi più gravi il difensore civico può richiedere all'autorità competente l'attivazione di un procedimento disciplinare. L'esito del procedimento disciplinare deve essere comunicato allo stesso difensore civico.

Art. 8.

 (Relazione annuale).


        1. Il difensore civico presenta entro il 30 aprile di ogni anno al Parlamento la propria relazione annuale sull'attività svolta relativa all'anno precedente, indicando il tipo e la natura degli interventi messi in atto, gli esiti degli stessi, le risposte dei responsabili delle strutture interessate, le proposte utili a migliorare le condizioni di detenzione, nonché lo stato dei diritti umani negli istituti di pena e negli altri luoghi visitati.
        2. La relazione annuale è altresì trasmessa al Comitato europeo per la prevenzione della tortura, delle pene o trattamenti inumani o degradanti, istituito dalla Convenzione adottata a Strasburgo il 26 novembre 1987 e resa esecutiva con legge 2 gennaio 1989, n. 7, ed al Comitato ONU contro la tortura.
        3. La relazione annuale deve essere trasmessa a tutti i Ministeri interessati e da questi divulgata a tutte le strutture periferiche.
        4. Nei programmi di formazione delle scuole di tutte le Forze di polizia, è istituito l'insegnamento sul sistema delle garanzie poste a tutela dei diritti umani delle persone private della libertà personale e sulla figura del relativo difensore civico.

Art. 9.

 (Consulenze).


        1. Il difensore civico può avvalersi del contributo di organizzazioni non governative, di centri universitari di studio e di ricerca, nonché di associazioni che si occupano di diritti umani e di condizioni di detenzione.

Art. 10.

 (Requisiti).


        1. Ognuno dei componenti del difensore civico deve possedere, per essere nominato, i seguenti requisiti:

                a) essere persona di indubbia moralità;

                b) avere una pluriennale esperienza nel campo dei diritti umani dei detenuti;

                c) avere una formazione specifica e documentata nel campo giuridico o dei diritti umani.

Art. 11.

 (Durata della carica).


        1. Il difensore civico rimane in carica per quattro anni, non prorogabili.
        2. Il difensore civico rimane in carica in regime di prorogatio sino alla nomina del nuovo difensore civico.
        3. Ognuno dei cinque componenti il difensore civico, di cui all'articolo 2, comma 1, è sostituito in caso di dimissioni o di morte.

Art. 12.

 (Impedimento e incompatibilità).


        1. I membri del difensore civico sono sostituiti dai Presidenti delle Camere nei casi di impedimento permanente, incompatibilità sopravvenuta nonché nel caso del venire meno del requisito di cui all'articolo 10, comma 1, lettera a).
        2. La carica di difensore civico è incompatibile con qualsiasi altro incarico governativo e istituzionale.

Art. 13.

 (Pianta organica).


        1. Il difensore civico può avvalersi di personale dipendente della pubblica amministrazione in posizione di comando selezionato direttamente in base al curriculum personale e di studio.

Art. 14.

 (Oneri finanziari).


        1. Gli oneri connessi al funzionamento degli uffici del difensore civico sono posti a carico di un fondo istituito a tale scopo nel bilancio dello Stato e iscritto in apposita unità previsionale di base dello stato di previsione del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica. Il rendiconto della gestione finanziaria è soggetto al controllo della Corte dei conti.

Stampa

Invia