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Il CPT detta i principi per il trattamento dei detenuti durante la pandemia del Coronavirus

164347266-40aefd82-e233-4fac-85fa-3448653e27ecDichiarazione dei principi relativa al trattamento delle persone private della libertà nel contesto della pandemia del Coronavirus (COVID-19). 
Comitato europeo per la prevenzione della tortura e delle pene o trattamenti inumani o degradanti (CPT). Pubblicato il 20 marzo 2020   

La pandemia del Coronavirus (COVID-19) ha posto di fronte a sfide straordinarie le autorità di tutti gli Stati membri del Consiglio d'Europa. Ci sono sfide specifiche e impegnative per il personale che lavora nei diversi luoghi di privazione della libertà, tra cui le strutture di custodia di polizia, gli istituti penitenziari, i centri di detenzione per migranti, gli ospedali psichiatrici e le case di cura sociale, così come nelle diverse strutture di nuova creazione dove le persone sono messe in quarantena. Pur riconoscendo l’indiscutibile imperativo di agire con fermezza per combattere COVID-19, il CPT deve ricordare a tutti gli operatori la natura inderogabile della proibizione della tortura e dei trattamenti inumani o degradanti. Le misure di protezione dal virus non devono mai tradursi in un trattamento inumano o degradante per le persone private della libertà. Secondo il CPT, i seguenti principi dovrebbero essere applicati da tutte le autorità competenti responsabili per le persone private della loro libertà all'interno dell'area del Consiglio d'Europa.   

1) Il principio di base deve essere quello di intraprendere tutte le azioni possibili per proteggere la salute e la sicurezza di tutte le persone private della loro libertà. Questo modo d’agire contribuisce anche a preservare la salute e la sicurezza del personale operativo in questi luoghi.

2) Le linee guida dell'OMS per la lotta alla pandemia, così come le linee guida sanitarie e cliniche nazionali coerenti con gli standard internazionali, devono essere rispettate e attuate pienamente in tutti i luoghi di privazione della libertà.

3) Il personale dovrebbe essere rafforzato dal punto di vista numerico e ricevere tutti i supporti professionali, per la protezione della salute e della sicurezza, nonché la formazione necessaria per poter continuare a svolgere i propri compiti nei luoghi di privazione della libertà.

4) Qualsiasi misura restrittiva adottata nei confronti delle persone private della libertà di movimento per impedire la diffusione di COVID-19 deve avere una base giuridica ed essere necessaria, proporzionata, rispettosa della dignità umana e limitata nel tempo. Le persone private della libertà dovrebbero ricevere su tali misure informazioni complete, in una lingua a loro comprensibile.

5) Poiché lo stretto contatto personale favorisce la diffusione del virus, tutte le autorità competenti dovrebbero compiere sforzi concertati per ricorrere ad alternative alla privazione della libertà. Questa esigenza diviene imperativa, in particolare in situazioni di sovraffollamento. Inoltre, le autorità dovrebbero: fare un maggiore uso di alternative alla custodia cautelare in carcere, la commutazione della pena, il rilascio anticipato e la libertà vigilata; rivalutare la necessità di ricoveri coatti di pazienti psichiatrici; dimettere o affidare alle cure della comunità, laddove possibile, i residenti delle case di cura; e astenersi, per quanto possibile, dal trattenere i migranti.

6) Per quanto riguarda l'assistenza sanitaria, sarà necessaria una particolare attenzione alle esigenze specifiche delle persone detenute, con particolare riguardo ai gruppi vulnerabili e/o a rischio, come gli anziani e le persone con patologie  preesistenti. Assistenza sanitaria che include, tra l'altro, lo screening per COVID-19 e i percorsi per la terapia intensiva se necessari. Inoltre in questo momento le persone detenute dovrebbero ricevere un ulteriore supporto psicologico. 

7) Mentre è legittimo e ragionevole sospendere le attività non essenziali, i diritti fondamentali delle persone detenute durante la pandemia devono essere pienamente rispettati. Questo include in particolare il diritto a mantenere un'adeguata igiene personale (compreso l'accesso all'acqua calda e al sapone) e il diritto di accesso quotidiano all'aria aperta (di almeno un'ora). Inoltre, qualsiasi restrizione al contatto con il mondo esterno, comprese le visite, dovrebbe essere compensata da un maggiore accesso a mezzi di comunicazione alternativi (come il telefono o la comunicazione VOIP ovvero le telecomunicazioni informatiche). 

8) In caso di isolamento o di messa in quarantena di una persona detenuta infetta o sospettata di essere infetta dal virus della SARS-CoV-2, la persona interessata dovrebbe ricevere ogni giorno un contatto umano significativo. 

9) Le garanzie fondamentali contro il maltrattamento di persone sotto la custodia di funzionari delle forze dell'ordine (accesso ad un avvocato, accesso ad un medico, notifica di custodia) devono essere rispettate in ogni circostanza e in ogni momento. In determinate circostanze possono risultare necessarie alcune misure precauzionali come l'obbligo per le persone con sintomi di indossare maschere protettive.

10) Il monitoraggio da parte di organismi indipendenti, compresi i meccanismi nazionali di prevenzione (NPM) e il CPT, rimane una salvaguardia essenziale contro i maltrattamenti. Gli Stati dovrebbero continuare a garantire l'accesso degli organismi di controllo a tutti i luoghi di detenzione, compresi i luoghi in cui le persone sono tenute in quarantena. Gli organismi di controllo dovrebbero adottare tutte le precauzioni necessarie per rispettare il principio del "non nuocere", in particolare quando si tratta di persone anziane e di persone con patologie preesistenti.

La traduzione in italiano è stata curata dalla nostra associazione

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