Antigone, semestrale di critica del sistema penale e penitenziario

Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale: teorie e pratiche per una lettura socio-giuridica

 

CALL FOR PAPERS

Numero monografico della rivista Antigone, semestrale di critica del sistema penale e penitenziario

Curatori: Chiara De Robertis, Mauro Palma

È aperto l'invito a presentare contributi per il numero monografico dal titolo "Il Garante dei diritti delle persone private della libertà personale: teorie e pratiche per una lettura socio-giuridica" della rivista semestrale di critica del sistema penale e penitenziario realizzata dall'Associazione Antigone.

La figura del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, ormai consolidata nel sistema multilivello italiano, resta ancora poco esplorata dalla sociologia del diritto. A oltre vent’anni dall’istituzione dei primi Garanti territoriali e a dieci anni dall’avvio dell'operato del Garante nazionale, appare oggi necessario promuovere una riflessione in chiave socio-giuridica su questa istituzione.

La rivista Antigone invita pertanto alla presentazione di contributi teorici ed empirici che analizzino il ruolo e le pratiche del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con particolare attenzione al contesto nazionale, ma anche europeo. Sono a tal proposito accettati contributi in lingua italiana, inglese, francese o spagnola.

I requisiti richiesti e le modalità di presentazione delle proposte sono disponibili qui.

Cronoprogramma:

  • Deadline per la presentazione degli abstracts: 15/05/2026
  • Risposta dai curatori: 31/05/2026
  • Consegna contributo: 31/08/2026
  • Accettazione/rifiuto o richiesta di modifiche a seguito di blind peer review: 30/09/2026
  • Consegna contributo a seguito di eventuale richiesta di modifiche: 31/10/2026

 

Il 29 luglio presentiamo il nostro rapporto di metà anno

pre rapporto 2021 instafeedIl prossimo 29 luglio, dalle ore 11.00, in diretta sulla pagina facebook e il canale youtube dell'associazione, Antigone presenterà il consueto rapporto di metà anno sulle condizioni di detenzione. Il documento servirà a tracciare un primo bilancio di quanto avvenuto nel sistema penitenziario italiano nella prima parte del 2021, così come emerso dalle visite di monitoraggio delle carceri che l'associazione ha svolto finora. Saranno presentati numeri, dati e informazioni sulle condizioni degli istituti di pena.
Un focus speciale riguarderà anche i procedimenti attualmente aperti - nei quali Antigone è parte attiva - per le ipotesi di violenze all'interno delle carceri.

Sarà inoltre presentato il documento con le proposte di riforma del regolamento penitenziario, che l'associazione ha inviato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Draghi, alla Ministra della Giustizia Cartabia e ai parlamentari delle Commissioni giustizia di Camera e Senato.

Per seguire la presentazione non è necessario seguire la pagina o essere iscritti al canale, ma vi consigliamo di farlo per ricevere una notifica nel momento in cui la diretta partirà.

Un nuovo regolamento penitenziario. Il documento con le nostre proposte

regolamentoIl 20 settembre del 2000 entrò in vigore l'attuale regolamento penitenziario. Questo documento affianca la legge penitenziaria e può favorire un netto avanzamento della vita interna verso una pena costituzionalmente orientata. È arrivato il momento che il Governo approvi nuove regole che modernizzino la vita carceraria. Antigone ha elaborato e proposto un nuovo regolamento penitenziario che prevede più possibilità di contatti telefonici e visivi, un maggiore uso delle tecnologie, un sistema disciplinare orientato al rispetto della dignità della persona, una riduzione dell'uso dell'isolamento, forme di prevenzione degli abusi, sorveglianza dinamica e molto altro.

Con competenza e lungimiranza, quel regolamento proponeva un’idea di detenzione fondata sul rispetto della dignità della persona e sul progressivo riavvicinamento alla società esterna. Una parte delle norme ha sicuramente contribuito ad elevare gli standard di detenzione nel nostro Paese; un’altra parte però necessita una rivisitazione alla luce dei tanti cambiamenti normativi sociali, culturali, legislativi, tecnologici intervenuti negli ultimi due decenni; infine una terza parte (quella che prevedeva interventi di tipo strutturale) richiede ancora piena attuazione. Purtroppo non poche disposizioni regolamentari sono rimaste lettera morta lungo gli scorsi vent’anni, a cominciare dalle indicazioni edilizie per adeguarsi alle quali era previsto un arco di tempo non superiore ai cinque anni.

Un nuovo regolamento, efficace e in linea con l'attualità dei tempi, significa garantire tanti diritti alle persone detenute: dal diritto alla salute, al diritto ai contatti con i propri affetti, ai diritti delle minoranze (stranieri, donne), ai diritti lavorativi, educativi, religiosi.

LEGGI LE NOSTRE PROPOSTE

Carcere di Monza: Rinviati a giudizio 5 agenti penitenziari per violenze su detenuto. Antigone: "caso nato da nostro esposto"

carcere monza targa

5 agenti penitenziari sono stati rinviati a giudizio, a vario titolo, per i reati lesioni aggravate, falso, calunnia, violenza privata, abuso d'ufficio e omessa denuncia a danno di U.M. un uomo detenuto, all'epoca dei fatti, nel carcere di Monza. 

"Il caso - ricorda Simona Filippi, avvocato che segue questi casi per conto dell'Associazione - fu portato a conoscenza di Antigone nell'agosto del 2019, quando venimmo contattati dal fratello dell'uomo che raccontò di una violenta aggressione fisica ad opera di diversi agenti di polizia penitenziaria. I fatti sarebbero avvenuti nel corridoio della sezione dove il detenuto sarebbe stato preso a calci e pugni. II 25 settembre presentammo un esposto alla Procura che avviò le indagini. Antigone si è costituita anche parte civile nel procedimento". 

"Nei giorni in cui è esploso il caso delle violenze nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, quello che arriva da Monza è un altro segnale importante di come non ci debba essere spazio per l'impunità davanti ad episodi di questo tipo - dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. Ora attendiamo l'inizio del processo penale che, anche in questo caso, dovrà stabilire cosa accadde nell'istituto di Monza. Come sempre, ci auguriamo che anche in questo caso il governo si costituisca parte civile per dare un segnale forte a tutti gli operatori penitenziari, soprattutto a coloro che ogni giorno svolgono il proprio lavoro nel rispetto della Costituzione e quindi della dignità dei detenuti. Segnale - conclude Gonnella - arrivato dall'Amministrazione Penitenziaria che, nel caso specifico, ha collaborato affinché si accertassero i fatti".

Ergastolo ostativo. Il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa ribadisce la posizione espressa dalla Consulta

carcere corridoioDurante la riunione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa, avvenuta fra il 7 e il 9 giugno 2021, si è discusso di ergastolo ostativo a partire dal caso Viola per il quale l'Italia era stata già condannata. Il Comitato dei Ministri è incaricato di supervisionare l’esecuzione delle sentenze della Corte EDU. Dunque dopo la recente sentenza della Corte Costituzionale, il Consiglio d'Europa torna sul tema. Il Comitato dei Ministri ha ribadito che sono necessarie misure legislative che diano ai tribunali la possibilità di rivedere la condanna all’ergastolo alla luce di una valutazione globale del percorso di risocializzazione anche in assenza di collaborazione con la giustizia.

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