Free cookie consent management tool by TermsFeed Policy Generator Non solo lavavetri, l'«ordine» dei sindaci, Il Manifesto, 02/09/07

Non solo lavavetri, l'«ordine» dei sindaci, Il Manifesto, 02/09/07

Non solo lavavetri, l'«ordine» dei sindaci
Eleonora Martini

Non solo lavavetri. Ma anche prostitute e spacciatori, ovviamente. Poi parcheggiatori abusivi, graffittari e imbrattatori vari. E perché no, tra un po' anche mendicanti, venditori di rose, di gadget e di calzini, musici ambulanti e massaggiatrici da spiaggia. Una cosa sembra ormai certa: il problema della sicurezza in Italia si risolve ripulendo le strade da tutta questa «feccia» sociale, per usare il linguaggio più appropriato, quello sarkoziano. I sindaci italiani totalmente in preda all'ansia di aggiudicarsi la palma dell'intolleranza più integrale l'hanno capito. E dopo Firenze, Trieste e Verona (ordinanza antibivacco), da Chiamparino a Cofferati a Marta Vincenzi, i primi cittadini eletti nelle liste dell'Unione si rincorrono nell'annunciare piani di lotta contro quella che individuano come la nuova «microcriminalità». Walter Veltroni poi, nel suo doppio ruolo di sindaco di Roma e di tutti gli italiani, aggiunge una parola definitiva: è la sinistra che non capisce, che ha «il vizio pericoloso di non assumere il tema della sicurezza dei cittadini come una priorità», e non ha mai perso quello «di cercare il nemico e di puntarlo con il dito». «Ho fatto fare una serie di interventi ai vigili urbani e abbiamo trovato cinque casi di persone che facevano sfruttamento dei bambini - ha raccontato ieri Veltroni - si tratta di un intervento repressivo o di politica sociale?».
Il centrosinistra «riformista» invece - tranne alcuni personaggi duri di comprendonio come Rosi Bindi che dalle colonne del Corriere della Sera suggeriva ieri ai sindaci di usare la loro tolleranza zero contro mafia e camorra - si sta rapidamente «emancipando». E infatti dopo Giuliano Amato, che ha citato nei giorni scorsi il metodo adottato per primo dal sindaco di New York Rudolph Giuliani, ieri anche il ministro del lavoro Cesare Damiano, dopo aver ammesso che il «problema dei lavavetri» va affrontato e che si deve «intervenire soprattutto sul racket che c'è dietro», ha esplicitamente enunciato il concetto teorico della Tolleranza zero, quello nato negli anni '80 negli Usa denominato dei «vetri rotti» («broken windows») secondo il quale se in un palazzo non si sostituisce un primo vetro mandato in frantumi presto tutte le finestre faranno la stessa fine. «Bisogna partire dalla piccola criminalità per colpire la grande - ha detto Damiano dal Festival dell'Unità di Genova - Intervenendo sulle piccole cose possiamo dare un segnale contro la grande criminalità che si nasconde dietro questi fenomeni».
Un problema talmente scottante che potrebbe essere affrontato persino nel tavolo convocato da Prodi per discutere di lotta alla 'ndrangheta, secondo quanto riportato dallo stesso Guardasigilli Clemente Mastella.
Intanto a Torino il sindaco Sergio Chiamparino, dopo un vertice con il sostituto procuratore Andrea Padalino, ha annunciato che il comune presto installerà sistemi di videosorveglianza contro i parcheggiatori abusivi. Verrà emessa un'ordinanza specifica «per offrire alla polizia municipale ulteriori strumenti di contrasto», spiega in una nota la giunta comunale.
Per il sindaco di Genova Marta Vincenzi invece la priorità è la prostituzione e per combatterla ha deciso di colpire penalmente i clienti delle lavoratrici del sesso. L'ordinanza in preparazione vieterà agli automobilisti di sostare accanto alle prostitute, contrattare il prezzo e caricarle a bordo. Se l'avvocatura dello Stato darà l'ok, Vincenzi utilizzerà come strumento l'articolo 650 del codice penale che punisce «chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall'autorità per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, d'ordine pubblico o d'igiene, con l'arresto fino a tre mesi o con l'ammenda fino a 250 euro».
Sentendosi forse un po' scavalcato a destra dai suoi omologhi di altre città, anche il sindaco di Bologna Sergio Cofferati ha annunciato nei giorni scorsi dal Festival dell'Unità un piano per «arginare i graffittari» arrivando a proporre un'ordinanza che vieti ai minorenni l'acquisto di bombolette spray. Non contento di aver chiuso tutti i centri sociali cittadini e di aver proibito per la prima volta in dieci anni la Street parade antiproibizionista (senza aver minimamente intaccato lo spaccio di stupefacenti), il sindaco sceriffo ha individuato un altro bersaglio. E ieri il Coordinamento degli studenti medi Iskra di Bologna ha denunciato che ancor prima dell'ordinanza in città «si registra già un aumento dei controlli e i primi fermi di writers».
Ma per mettere a punto una strategia nazionale al «problema dei lavavetri» e affinché non si interpreti la sua politica come di sola repressione, il sindaco di Firenze e presidente dell'Anci Leonardo Domenici ha indetto una riunione con i primi cittadini delle aree metropolitane italiane da tenersi in occasione del convegno sull'immigrazione previsto nel capoluogo toscano per il 21 e 22 settembre dal titolo «Verso una società multiculturale. Dalle esperienze del territorio alla costruzione di nuovi modelli», a cui parteciperanno i ministri Amato e Ferrero.
Ma a Firenze c'è anche chi si ribella contro l'ordinanza. Il Social forum fiorentino, l'associazione Unaltracittà/unaltromondo, Prc, Sd, Pdci e Verdi, domani alle 17 in piazza della Libertà riporteranno un po' di caos nella città-vetrina. Con spazzole, secchi e magliette con su scritto: «Siamo tutti lavavetri».
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