Free cookie consent management tool by TermsFeed Policy Generator Modifiche della legge Bossi Fini e Decreto Flussi 2007 – Nessuna novità in tempi brevi, meltingpot.org, 12/10/07

Modifiche della legge Bossi Fini e Decreto Flussi 2007 – Nessuna novità in tempi brevi, meltingpot.org, 12/10/07

Modifiche della legge Bossi Fini e Decreto Flussi 2007 – Nessuna novità in tempi brevi

a cura dell’Avv. Marco Paggi

E’ ripreso a Montecitorio il lungo percorso parlamentare concernente la riforma della normativa sull’immigrazione.
Il disegno di legge delega presentato dal governo è stato messo, lo scorso 25 settembre, all’ordine del giorno della Commissione Affari Costituzionali, il coordinamento dei lavori è stato affidato al relatore Gian Claudio Bressa, lo stesso che si sta occupando del disegno di legge di riforma della normativa sulla cittadinanza.
Si tratta di un percorso molto lungo anche perché dovrà attendere non solo l’esito dei lavori della commissione affari costituzionali, ma anche il parere di altre otto commissioni parlamentari permanenti.
I tempi della riforma, quindi, non saranno brevi, anche perché si tratta, lo ricordiamo, di un disegno di legge delega, in altre parole, di un disegno di legge che, se approvato, conterrà solo le linee guida essenziali che dovrebbero poi permettere al Governo, in base ad una specifica delega contenuta nel disegno di legge, di dotarsi di norme che successivamente renderanno questi principi concretamente operativi.
Il processo si dovrebbe svolgere in almeno tre fasi: la prima, quella dell’approvazione della legge delega che conferisce al governo il potere di emanare nuove norme in materia di immigrazione, e quindi, di attuare i principi stabiliti nella delega; la seconda fase, quella riguardante la costruzione e la successiva approvazione della norma delegata, quindi il decreto legislativo che dovrebbe essere successivamente adottato dal governo sulla base dei principi stabiliti nella legge delega; la terza concernente il regolamento di attuazione, ovvero la modifica delle norme che, attualmente, sono stabilite nel regolamento d’attuazione e che dovrebbero essere, successivamente, uniformate alle modifiche contenute nella legge delegata.

Si tratta di un processo che dovrebbe occupare uno spazio di diversi anni per il suo perfezionamento e che, per l’appunto, è appena agli inizi; in questi termini è chiaro che è ben difficile capire quale sarà il suo esito finale, ovverosia, quali tra i principi che caratterizzano la proposta di riforma, e quindi il disegno di legge delega, riusciranno a sopravvivere ed a quali condizioni, ed ancora, se e fino a che punto verranno modificati o forse stravolti, rispetto all’impostazione attuale, al compimento di questo lungo iter.

Tra gli aspetti qualificanti, soprassedendo sugli aspetti invece ridondanti e discutibili di questa proposta di riforma della normativa, c’è la previsione del diritto di voto alle elezioni amministrative per gli immigrati regolarmente soggiornanti, o meglio, per gli immigrati titolari di un diritto di soggiorno di carattere permanente, ciò che si chiamava carta di soggiorno e che adesso si chiama permesso di soggiorno CE di lunga durata.

Altro aspetto potenzialmente qualificante contenuto nella proposta di disegno di legge delega, dovrebbe essere quello della modifica della normativa relativa ai flussi migratori e della introduzione, a fianco della procedura di autorizzazione all’ingresso dall’estero, sintetizzabile nei termini “decreto flussi” e “quote”, nell’ambito sempre delle quote stabilite con il decreto flussi, di una separata e distinta procedura di ingresso per ricerca di lavoro.
E’ questo il caso che riguarda quanti non hanno già trovato un datore di lavoro che li assume dall’estero ma che, in base ad una serie di garanzie di sostentamento economico e di copertura della spesa sanitaria, per un certo periodo, potranno avvalersi di una sponsorizzazione di un cittadino italiano, o di uno straniero già legalmente soggiornante, per entrare in Italia e per cercare lavoro Nel caso la ricerca abbia esito positivo potranno quindi diventare titolari di un permesso di soggiorno di tipo rinnovabile. Anche questa possibilità di ingresso per ricerca lavoro, la cosiddetta “sponsorizzazione”, dovrà quindi superare il dibattito parlamentare, caratterizzato dal fuoco di fila delle critiche che dall’opposizione, ed anche da alcune frange della attuale maggioranza, sono già piovute.
E’ quindi ovvio presagire tempi molto lunghi per poter riscontrare un qualche cambiamento nella politica di governo dei flussi migratori e dell’immigrazione in genere.

Nulla a che fare invece col disegno di legge delega hanno le problematiche relative alle procedure amministrative, cioè ai tempi lunghissimi ed inaccettabili di attesa che sono imposti a tutti gli immigrati, senza distinzioni, per le pratiche di rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno e delle carte di soggiorno o permessi di soggiorno di lunga durata: tutte queste persone sono costrette a subire tempi di attesa assolutamente inaccettabili.
La nuova procedura, come è noto, al momento, ha portato ben più svantaggi che benefici e, se benefici ci saranno, dovremmo ancora aspettare lungo tempo per poterli constatare.
Per il momento, questa procedura, costringe tutte le persone a tempi di attesa lunghissimi ed a rimanere in una situazione di limbo che comporta una serie di ulteriori complicazioni, nei rapporti con la pubblica amministrazione, nei rapporti con i datori di lavoro, o con i padroni di casa stessi per quanto riguarda le locazioni, ed anche per quanto riguarda la possibilità di andare e venire nel proprio paese e visitare i parenti.

Un decreto flussi per l’anno 2007?
Non ci sono poi delle vere notizie in materia di flussi migratori perché, per quanto riguarda il decreto flussi per il 2007, mai arrivato, salvo un anticipazione di 80mila quote per il solo lavoro stagionale, utilizzabili solamente per permessi di soggiorno di durata limitata, non vi sono particolari novità e nulla fa presagire che vi siano, nell’arco di breve tempo, notizie diverse in tal senso.

Negli ambienti della politica, all’interno della compagine governativa, non si esclude, anzi, si continua a dire, seppure non a gran voce, che per l’anno 2007 il decreto flussi dovrebbe essere, seppure con quote limitate, emanato. Ma siamo ormai alla vigilia di ottobre, all’inizio dell’autunno, e il decreto flussi non si è ancora visto, quindi non ci permettiamo di fare previsioni perché sarebbe impossibile e anzi forse disonesto farne.

Ci preme soltanto sottolineare che, per quest’ anno, ancora non è stato emanato un decreto flussi e che la sua emanazione è tutt’altro che certa.

Ma se non per l’anno 2007, che ormai si avvia al compimento, quanto meno per l’anno 2008, ci dovrà essere un decreto flussi, e quindi, per il momento, visto che la normativa non si appresta ad essere modificata, e chissà quando lo sarà, chi non è riuscito a rientrare nel decreto flussi per l’anno 2006, ovvero i datori di lavoro che non sono riusciti a perfezionare le procedure di assunzione relative a quelle “quote”, dovrà attrezzarsi ai blocchi di partenza nell’attesa che venga emanato il decreto flussi per l’anno 2008 all’inizio dell’anno nuovo, oppure il tanto atteso, quanto ormai improbabile, decreto flussi 2007.

Perché prendiamo in considerazione l’ipotesi che vi sia una moltitudine di persone interessate al prossimo decreto flussi? Proprio per il fatto che dal 14 marzo 2006, data in cui sono partite le domande per l’ultimo decreto flussi, non c’è stata più alcun altra possibilità di ingresso regolare per i lavoratori stranieri, o di assunzione regolare per i datori di lavoro interessati. Questo fa si che sia sempre più crescente l’attesa del prossimo decreto flussi che, nel frattempo, eccettuata la posizione dei cittadini romeni, che hanno risolto la gran parte dei loro problemi con l’ingresso nella UE, per quanto riguarda almeno la circolazione per motivi di lavoro, ha fatto sì che si sia accumulata una quantità crescente di persone, datori di lavoro e lavoratori, che attendono la prima opportunità utile per entrare nella legalità.

I tempi lunghi della procedura postale
Tornando a fare alcune considerazioni sull’aspetto cha riguarda la nuova procedura per il rinnovo del permesso di soggiorno, il rilascio del permesso di soggiorno e per il rilascio delle cosiddette carte di soggiorno o permessi di soggiorno per lungo-soggiornanti, come sono attualmente definiti, non possiamo che ribadire alcuni dei problemi ad essa legati.
In base alla nuova procedura postale, le pratiche partite nei primi mesi del suo corso, hanno provocato un inceppamento del sistema: una buona parte di queste domande vengono considerate dal software del sistema di Poste Italiane come pratiche anomale, e questo in relazione ad una serie di problemi, anche strutturali, del software stesso, per esempio alla sua errata impostazione che vedeva confuso il calendario anglosassone con il calendario italiano, invertendo giorno e mese nella classificazione contenuta nella modulistica, oppure con riguardo alle modalità di scrittura del proprio indirizzo: se una persona compilando la modulistica con lo stesso indirizzo posseduto rispetto al permesso di soggiorno scaduto, e quindi dovendo semplicemente ritrascrivere il proprio indirizzo, così come già riportato nel vecchio permesso di cui chiedeva rinnovo, avesse dovuto trascrivere l’indirizzo della propria abitazione di via Guglielmo Marconi, trascrivendo via G.Marconi, avrebbe introdotto senza poterlo sapere un’anomalia nella pratica che, fino a poco tempo fa, avrebbe bloccato la stessa.
Questo per fare solo alcuni esempi di come il software sia stato strutturato in maniera carente, sbagliata rispetto all’uso cui era destinato.

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