Free cookie consent management tool by TermsFeed Policy Generator Galere da inferno, il Presidente che fa?, di P. Gonnella - Il manifesto, 15 ottobre 2008

Galere da inferno, il Presidente che fa?, di P. Gonnella - Il manifesto, 15 ottobre 2008

Oggi il Presidente della Repubblica festeggia il Corpo di Polizia Penitenziaria. “Ascolta, o Signore la nostra preghiera. Dacci luce e forza perché possiamo riuscire a svolgere bene il nostro difficile compito di tutelare la società nell'aiutare chi ha sbagliato per debolezza a ritrovare il senso morale della vita. La Tua parola illumini la nostra vita, il Tuo amore sostenga la nostra fatica. Benedici, o Signore, la nostra cara Patria, tutti i nostri Reparti, le nostre famiglie e i fratelli che ci sono affidati. Dona la Tua pace a tutti coloro che sono caduti nell'adempimento del proprio dovere. O Vergine Maria, Madre di Dio, ispiraci sentimenti di misericordia verso coloro che soffrono la detenzione, in modo che siano con noi conciliati, e il sentimento fraterno e la necessità del dovere. Prega per noi, o San Basilide, nostro Patrono, così che la Tua testimonianza di fede, passata attraverso il martirio, sia per noi tutti di fulgido esempio, di immancabile sostegno e di vero conforto. Amen” (preghiera dell’agente di polizia penitenziaria tratta dal sito www.polizia-penitenziaria.it ).

Misericordia, amore, pace sono parole importanti. Lo sono ancora di più se a pronunciarle è un poliziotto. Speriamo che quella preghiera sia ascoltata  anche da chi nel nome di Dio, Patria e Famiglia sta trasformando l’Italia in un immenso carcere violento, senza diritti e senza garanzie. Il numero dei detenuti oggi è in crescita esponenziale. Mai era accaduto nella storia repubblicana che fossero aumentati di mille unità al mese. Sino all’anno scorso crescevano di mille unità l’anno. Ieri il Ministro Alfano ha esposto in modo confuso una ricetta anti-sovraffollamento fatta di espulsioni, braccialetti, camere di sicurezza. Spieghi Alfano al suo collega Maroni che se l’immigrazione irregolare dovesse divenire reato entreranno in carcere altre decine di migliaia di stranieri. Spieghi Alfano alla sua collega Carfagna che se la prostituzione di strada dovesse diventare reato entreranno negli istituti penitenziari altre decine di migliaia di prostitute. Spieghi Alfano al senatore Berselli che se la sua proposta di legge anti-Gozzini diretta a cancellare la liberazione anticipata andasse in porto le galere scoppieranno e le rivolte si susseguiranno. Oggi il ministro della giustizia ricorderà al Presidente Napolitano che siamo arrivati alla quota di 56 mila detenuti, poco meno dei 61 mila presenti nelle 207 carceri italiane ai tempi dell’indulto approvato nel luglio del 2006. L’indulto è considerato ancor oggi il male supremo, la fonte di tutti i guai dell’Italia, come se povertà, precarietà, disoccupazione, recessione fossero colpa della clemenza avuta nei confronti dei carcerati. Quella clemenza fu voluta anche dall’attuale Capo dello Stato. Giorgio Napolitano sfilò nel Natale del 2005 per le strade di Roma a favore dell’amnistia. Ecco perché Presidente Napolitano ci aspettiamo che lei rivolga alla classe politica di destra (e anche un po’ di sinistra) parole di invito alla ragionevolezza e alla giustizia senza avere paura di essere naif. Il buon senso è spesso meravigliosamente naif. Per questo ci piacerebbe un Presidente della Repubblica che dica che è assurdo mettere in galera un immigrato solo perché non ha il permesso di soggiorno, un giovane solo perché fuma uno spinello, una prostituta solo perché fa la prostituta e non la puttana da salotto. C’è bisogno di un messaggio di razionalità e di libertà. Per fronteggiare il sovraffollamento bisogna cambiare le leggi sull’immigrazione, sulle droghe e sulla recidiva. Bisogna avere il coraggio di non inseguire le chimere del consenso che ci hanno portato verso questa deriva illiberale e razzista. Oggi in galera si vive male. Può capitare di essere chiusi in celle di 10 metri quadri in quattro persone per 20 ore al giorno per molti anni. Questo è oggettivamente un maltrattamento. Raccontiamolo agli italiani senza paura di risultare anti-moderni.


* Presidente di Antigone

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