Fuori quota, nuove regole per i lavoratori distaccati, stranierinitalia.it, 04/04/07

Fuori quota
Nuove regole per i lavoratori distaccati
Se dipendono da un'impresa che ha sede nell'Ue, per farli entrare in Italia basta una comunicazione. Convertito il dl 10/2007

ROMA - Più facile entrare in Italia per i lavoratori extraue distaccati temporaneamente in Italia da società che hanno sede nell'Ue. Non serve più il nulla osta dello Sportello Unico per l'immigrazione, bastano una comunicazione del committente e una dichiarazione del datore di lavoro.

La novità arriva con la conversione alla Camera del decreto legge 10/2007, che dà attuazione a diversi obblighi comunitari e cambia, tra le altre cose, anche la disciplina di questi ingressi, comunque slegati dalle quote stabilite ogni anno dal decreto flussi.

In particolare, all'articolo 27 del testo unico sull'Immigrazione (Ingresso per lavoro in casi particolari) viene aggiunto questo comma:

"1-bis. Nel caso in cui i lavoratori di cui alla lettera i) del comma 1 [distaccati temporaneamente in Italia in seguito a un appalto] siano dipendenti regolarmente retribuiti dai datori di lavoro, persone fisiche o giuridiche, residenti o aventi sede in uno Stato membro dell'Unione europea, il nulla osta al lavoro è sostituito da una comunicazione, da parte del committente, del contratto in base al quale la prestazione di servizi ha luogo, unitamente ad una dichiarazione del datore di lavoro contenente i nominativi dei lavoratori da distaccare e attestante la regolarità della loro situazione con riferimento alle condizioni di residenza e di lavoro nello Stato membro dell'Unione europea in cui ha sede il datore di lavoro".

"La comunicazione è presentata allo sportello unico della prefettura-ufficio territoriale del Governo, ai fini del rilascio del permesso di soggiorno" spiega ancora il testo. In caso di mancata comunicazione, il lavoratore straniero sorpreso dalle forze dell'ordine rischia un'espulsione.

 

Elvio Pasca

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