La destra si ribella, le associazioni plaudono, Il Manifesto, 25/04/07

La destra si ribella, le associazioni plaudono
I due fronti Gasparri (An) «L'ha scritta Gheddafi?». Diliberto (Pdci): «Più coraggio»
M. Ca.

«Prendiamo esempio da Sarkozy, non ordini da Gheddafi», dice Maurizio Gasparri. Secondo l'acuta mente di An il colonnello libico è il ghost writer della Amato-Ferrero che, forse, manderà in pensione la Bossi-Fini. Per Gasparri il forse è di troppo: il disegno di legge sull'immigrazione, varato ieri dal Consiglio dei ministri, «finirà nel cestino». La nuova legge nasce all'insegna di malumori e tensioni interni al centrosinistra. Potrebbero bastare quelli per azzoppare la Amato-Ferrero prima che arrivi in Parlamento. Ma al centrodestra serve fare la faccia feroce a prescindere. E, allora, «prepariamoci al referendum», sprona Maurizio Sacconi (Fi). L'ex sottosegretario al lavoro si colloca nella scia del genio Tremonti, il campione del forza-leghismo che per primo l'altro ieri aveva indicato il referendum come lo strumento per abbattere la Amato-Ferrero e tenere in vita la Bossi-Fini. Sacconi parla di «controriforma» improntata a «ideologico ecumenismo», una «vittoria» di Ferrero (su Amato). La reintroduzione dello sponsor è un regalo per le tante associazioni che «opportunisticamente campano sul fenomeno migratorio», tutte amiche - è implicito - del valdese-comunista che fa il ministro della solidarietà.
Per Roberto Maroni «l'ignobile» (sic) istituto dello sponsor rispalancherà le porte all'immigrazione «selvaggia». Il capogruppo alla Camera della Lega Nord per un verso nega - «dati alla mano» - che la Bossi-Fini sia fallita. Per un altro, afferma che la Amato-Fini spaccia per novità cose già previste dalla Bossi-Fini, come la programmazione triennale dei flussi e l'ingresso «extra-quote» per i migranti di «talento». Restiamo sul Carroccio con Roberto Castelli: «Il centrosinistra programma l'invasione degli stranieri per poi farli votare». Il senatore di An Alfredo Mantovano, uno degli estensori della Bossi-Fini, bolla la legge Amato-Ferrora come «un pasticcio pseudobuonista» incompatibile con le linee guida della Ue in materia d'immigrazione. Bruxelles «non mancherà di farlo notare» al governo italiano. Specializzato nel dare i numeri, il vicesindaco di Milano Riccardo De Corato (An) prevede che la Amato-Ferrero raddoppierà gli stranieri irregolari in città. Attualmente sono 60 mila, segno che la Bossi-Fini non ha fermato la cosiddetta invasione. Sul particolare De Corato sorvola. Preferisce parlare della legge che non c'è ancora: «L'Italia diventerà l'Eldorado degli ingressi facili».
Dal centro sinistra commenti sobriamente positivi. Il segretario del Pdci Oliviero Diliberto avrebbe voluto un cambiamento «più coraggioso» rispetto alla Bossi-Fini. Comunque, si accontenta che la maggioranza abbia finalmente licenziato «un testo condiviso». Gennaro Migliore, capogruppo del Prc alla Camera, festeggia il 25 Aprile «più contento» grazie al primo passo per «abolire» la Bossi-Fini. Con il disegno di legge «si porta a compimento» un altro pezzo importante del programma dell'Unione, commenta la ministra Rosi Bindi. Esagera: la legge Amato-Ferrero non è un fatto «compiuto». Però, insomma, non stiamo a sottilizzare.
Le associazioni, pur approvando il disegno di legge, sottilineano quel che ancora resta da fare. Abolire i Cpt, ricorda l'Arci, e tutti i dispositivi che hanno introdotto un diritto «speciale e differenziato» per i migranti. «Ora si faccia una riforma organica della legislazione sull'asilo», commenta l'Alto Commissariato delle Nazione Unite per i rifugiati. La onlus Save the Children elenca altri punti a tutela dei minori migranti.
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