Un denunciato su 3 è straniero. Reati aumentati dopo l'indulto, La Repubblica, 09/05/07

I dati della relazione del Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Viminale
Preoccupano le minacce agli amministratori locali. Molte le misure di protezione

Un denunciato su 3 è straniero. Reati aumentati dopo l'indulto

ROMA - Gli immigrati rappresentano un terzo dei denunciati; dopo l'indulto il numero dei reati commessi nel 2006 è salito notevolmente. Sono i principali elementi che emergono dalla relazione trasmessa dal Dipartimento della pubblica sicurezza del ministero dell'Interno alla commissione Affari costituzionali della Camera. La relazione denuncia anche i pesanti tagli ai fondi per il Dipartimento, che fanno sì che manchino circa 8.500 unità nei ruoli operativi tra polizia e carabinieri.

Gli immigrati i più denunciati. Pur essendo solo il 4% della popolazione residente, gli stranieri nel 2005 hanno rappresentato il 33,41% dei denunciati e la percentuale nei primi nove mesi del 2006 è salita al 36,5%. Il Viminale segnala comunque che "il collegamento straniero-autore di fatti criminosi rappresenta uno stereotipo ancora piuttosto diffuso nel nostro Paese, cui spesso contribuiscono i mass media con il loro specifico modo di proporre le notizie; così, se 10 anni fa a preoccupare erano soprattutto i tossicodipendenti, ora sono soprattutto gli immigrati e in special modo i clandestini".

Meno reati con i poliziotti di quartiere - Il documento contiene anche una valutazione sull'impiego dei poliziotti di quartiere, che ha portato ad un calo di reati. A Milano, ad esempio, sono diminuiti del 10,3%. Ma il record spetta a Rimini, dove i reati sono calati del 39%. A Padova il taglio è stato del 24%, a Verona del 25,5%, a Viterbo del 36%, a Foggia del 28%, a Palermo del 15% e a Perugia dell'11%. Roma e Pescara sono le meno 'beneficiate': nella capitale la flessione è stata di appena l'8%, come a Cosenza, mentre nella città abruzzese del 9,5%.

Preoccupano minacce ad amministratori locali - La relazione definisce poi "preoccupante" il livello della minaccia nei confronti dei pubblici amministratori o di alcuni esponenti locali. Si tratta, osserva il Viminale, di una minaccia "generalmente di bassa intensità (lettere o telefonate minatorie, invio di proiettili, incendi dolosi, ecc.), ma "non per questo va sottovalutata". E il livello di minaccia richiede spesso l'apprestamento di misure di protezione individuale: gli amministratori di enti locali rappresentano così, per numero, la terza categoria di persone (32) destinatarie di misure di protezione individuale, dopo magistrati (318) ed esponenti politici ed istituzionali (78).

Dopo l'indulto più reati - Il documento evidenzia anche che dopo l'indulto c'è stato un aumento dei reati predatori, come furti e rapine. Il dato, nota il Viminale, è reso più evidente dal fatto che fino al luglio 2006 (quando è scattato l'indulto) questi reati erano in flessione rispetto all'anno precedente. In particolare, tra gennaio e luglio 2006 si è registrata, rispetto allo stesso periodo del 2005, la diminuzione di 1.048 rapine e di 23.323 furti; invece, nel periodo agosto-settembre 2006 si è assistito, rispetto allo stesso periodo del 2005, ad un incremento di 1.952 rapine e di 28.830 furti.
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