Corteo per i migranti, scaramucce continue, Il Manifesto, 05/06/07

Corteo per i migranti, scaramucce continue
Proteste e azioni dirette contro le politiche sull'immigrazione del governo tedesco e della «fortezza Europa». Sfilano in 10 mila, la polizia interviene ripetutamente
Paolo Gerbaudo
Rostock

 «Dove eravate nel 1992?» urlano i manifestanti ai poliziotti che circondano il corteo della manifestazione sui diritti degli immigrati che ha caratterizzato la terza giornata di proteste contro il G8 a Rostock. L'indignazione è ancora forte per la vergogna di quei tre giorni di agosto in cui gruppi di neo-nazi attaccarono ripetutamente gli immigrati assembrati attorno a un centro di accoglienza nel quartiere di Lichtenhagen, nella zona nord della città. Gli immigrati si erano accampati lì per protestare contro la lentezza nelle procedure di accettazione. Nella notte del 24 agosto, dopo che la polizia aveva spazzato via un presidio di militanti antifascisti che difendevano gli immigrati, militanti di estrema destra attaccarono un palazzo in cui si erano rifugiati 115 rifugiati vietnamiti con bottiglie molotov al grido «vi arrostiremo tutti». Gli abitanti si salvarono dall'incendio rifugiandosi sul tetto.
A quasi quindici anni di distanza da quell'avvenimento, ieri 10 mila persone sono scese nelle strade di Rostock per protestare contro le politiche sull'immigrazione della Germania e dell'Unione europea.
Parallelamente sono partite una serie di azioni dirette contro diversi uffici per l'immigrazione e filiali della catena di supermercati Lidl accusata di sfruttamento del lavoro degli immigrati e di fornire cibo scadente ai centri di permanenza temporanea. Dopo la giornata di calma di domenica ieri è stata di nuovo una giornata di scontri e repressione.
La giornata è iniziata con una protesta davanti al centro immigrazione di Weftstrasse e si è poi spostata verso il quartiere di Lichtenhagen per la commemorazione dei fatti dell'agosto 1992. A questo punto la polizia, che aveva già fatto salire la tensione perquisendo alcuni attivisti alla stazione centrale, è entrata violentemente nel corteo per arrestare tre manifestanti.
Cominciano così una serie di scaramucce in cui diversi partecipanti vengono feriti. Gli scontri continuano mentre la gente verso mezzogiorno si sposta dal quartiere di Lichtenhagen verso il centro della città per prendere parte alla manifestazione principale della giornata. Cinque poliziotti saltano su un treno pieno zeppo di manifestanti provocando uno scontro che viene sedato solo quando il treno arriva in stazione. Al punto di concentramento la polizia continua con le provocazioni pretendendo di perquisire uno spezzone di circa 300 manifestanti del blocco socialista internazionalista. Non appena finiscono i discorsi di apertura, in cui diversi rappresentanti di organizzazioni di immigrati e rifugiati politici denunciano le politiche sull'immigrazione della «fortezza Europa», il corteo viene dichiarato illegale perché secondo la polizia ci sono almeno 500 persone pericolose tra i no global. La manifestazione viene bloccata ai due capi da minacciosi camion con idranti e riflettori, affiancati da centinaia di agenti anti-sommossa. E' solo alle quattro, tre ore dopo l'ora di partenza prevista inizialmente, che la polizia lascia partire il corteo. I partecipanti sono snervati dall'attesa, ma l'atmosfera è gioiosa. Quando la manifestazione comincia ad avvicinarsi al centro viene fermata nuovamente, questa volta con la scusa che supera il numero di 2000 dimostranti, oltre il quale la polizia prevede il rischio di scontri. Gli organizzatori inizialmente si rifiutano di piegarsi alle richieste delle forze dell'ordine. Tuttavia dopo un'ora, di fronte all'impassibilità della polizia, forte di almeno un migliaio di agenti, sono costretti a disperdere la folla. E' chiaro che dopo la battaglia di sabato l'ordine è di non lasciare nessun margine di azione ai manifestanti.
Tuttavia oggi e domani cominciano una serie di azioni dirette che mirano a bloccare lo svolgimento del G8. Sono settimane che gli attivisti si preparano e per la polizia sarà molto più difficile continuare a controllare la situazione.
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