PACCHETTO SICUREZZA - I NOSTRI 7 NO

PACCHETTO SICUREZZA

 

I NOSTRI 7 NO

I nostri 7 no al pacchetto sicurezza si accompagnano ad alcuni sì.

 

 

SI' A UN NUOVO CODICE PENALE CHE RIDUCA PENE E REATI COSI' CONSENTENDO ALLE FORZE DELL'ORDINE E AI GIUDICI DI CONCENTRARSI SUI REATI GRAVI. SOLO UNA RIDUZIONE CODICISTICA DELLA ENTITA' DELLE PENE PUO' ESSERE ACCOMPAGNATA DA UNA MINORE FLESSIBILITA' IN FASE ESECUTIVA

 

SI' ALL'ABROGRAZIONE DELLE LEGGI BOSSI-FINI SULL'IMMIGRAZIONE E FINI-GIOVANARDI SULLE DROGHE CHE CREANO DAL NULLA IPOTESI ARTIFICIOSE DI ILLEGALITA'

 

SI' ALLA VELOCIZZAZIONE DEI PROCESSI PENALI, UNICO MODO PER RIDURRE LA SENSAZIONE DIFFUSA DI INGIUSTIZIA

 

1          CUSTODIA CAUTELARE

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede un irrigidimento nella custodia cautelare. In particolare, ipotesi di reato minore (furto in appartamento e scippo) sono parificate a ipotesi di reato più gravi (mafia e terrorismo). Si arriva a una sorta di automatismo nella applicazione della misura attraverso un meccanismo di inversione dell'onere della prova e una sorta di presunzione di pericolosità.

IL NOSTRO DISSENSO

Bisogna salvaguardare il principio costituzionale secondo cui ciascuno è innocente fino a quando non viene dimostrato colpevole e usare la custodia cautelare solo nei casi estremi. La nostra giustizia penale fa già un uso della custodia cautelare in carcere ben più esteso di qualunque altra democrazia liberale. Attualmente il 59.5% dei detenuti è composto da persone non condannate in via definitiva. Tale ulteriore inasprimento della carcerazione preventiva contraddice il nostro codice di procedura penale e rischia di determinare migliaia di nuovi ingressi per brevi periodi nelle carceri.

LA NOSTRA PROPOSTA

Ragionevolezza vorrebbe che non sia la custodia cautelare a inseguire i tempi lunghi del processo ma che il legislatore intervenga direttamente su questi ultimi, attraverso uno snellimento delle procedure, una informatizzazione dei sistemi, un investimento in risorse, una riduzione delle fattispecie penali al fine di non ingolfare i tribunali.

 

2          LEGGE SIMEONE-SARACENI

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede l'esclusione dalla sospensione della pena (e quindi dal beneficio premiale) per coloro che, pur avendo una pena inferiore a tre anni, sono stati condannati per furto in appartamento, rapina o scippo.

IL NOSTRO DISSENSO

Il meccanismo della Simeone-Saraceni, approvata solo 9 anni fa, è il seguente: se la pena è inferiore a tre anni, il condannato può chiedere, prima di andare in prigione, l'applicazione di una misura alternativa. Questa possibilità gli deve essere notificata. A decidere sarà la magistratura di sorveglianza. È un meccanismo ragionevole, in quanto si tratta di persone che, una volta in carcere, uscirebbero comunque molto presto qualora abbiano un lavoro. Sono 70 mila circa oggi le persone in sospensione pena in attesa del giudizio di sorveglianza. Le carceri non sono in condizione di accoglierle.

LA NOSTRA PROPOSTA

Destinare più risorse umane alla magistratura di sorveglianza affinché il giudizio avvenga entro una settimana dalla richiesta di sospensione della pena e non invece in tempi non misurabili. Oggi i giudici di sorveglianza sono circa 200 per 47 mila detenuti e altrettante persone in misura penale esterna. Troppi sono invece i giudici applicati ad altri incarichi.

 

3          BANCA DATI NAZIONALE DEL DNA

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede un prelievo obbligatorio dalle mucose. I destinatari sono in numero imprecisato: vanno dai fermati in quanto indiziati di delitto sino ai condannati per qualsiasi tipo di reato per il quale è previsto l'arresto facoltativo in flagranza. Si prevede l'assunzione di un numero anch'esso imprecisato di tecnici da inserire nella polizia penitenziaria.

IL NOSTRO DISSENSO

Vi è un'estensione eccessiva del prelievo, che quanto meno andava limitato a coloro che erano accusati o condannati per reati contro la persona o contro la personalità dello Stato. In ogni caso andrebbe prevista la distruzione obbligatoria del campione prelevato in caso di proscioglimento o assoluzione.

LA NOSTRA PROPOSTA

Le enormi risorse investite in una ipertrofica banca dati e nell'assunzione di nuovo personale tecnico possono essere usate per meglio garantire il lavoro sereno delle forze dell'ordine e per l'informatizzazione dei tribunali.

 

4          ESPLUSIONE DI COMUNITARI

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede l'espulsione di cittadini comunitari sia a tutela della sicurezza dello Stato che per motivi di ordine pubblico o di pubblica sicurezza. In quest'ultimo caso la competenza è del prefetto. Nel caso di rientro della persona espulsa è automaticamente prevista una pena fino a tre anni di carcere.

IL NOSTRO DISSENSO

La dicitura è vaga e priva di garanzie per il destinatario del provvedimento. Non sono infatti definiti quei motivi di pubblica sicurezza per i quali si potrebbe cacciare un cittadino comunitario dall'Italia. La norma è stata chiaramente pensata quale norma anti-rumeni. E' in contrasto con i contenuti del disegno di legge Amato-Ferrero e dimostra una schizofrenia governativa. E' in contrasto con la filosofia dei trattati comunitari e della mai approvata, ma molto lusingata, Costituzione europea.

LA NOSTRA PROPOSTA

La questione criminale è una questione complessa che non si risolve con facili ricette espulsive. La criminalità straniera va indagata e repressa con metodi investigativi che non sono quelli soliti di contrasto a mafie e terrorismi vari. Ci vuole quindi una riqualificazione del personale investigativo affinché conosca meglio le dinamiche delle comunità straniere, in questo caso di quella rumena, in modo da colpire in maniera utile e selettiva. Non è giusto che una persona pericolosa sia cacciata e non punita se ha commesso un reato. La pericolosità sociale non può essere sganciata dalla commissione di un reato.

 

5          CONTRASTO PENALE AL DISORDINE URBANO

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede nuove fattispecie penali, quali ad esempio l'occupazione non autorizzata di suolo pubblico. Si vogliono punire in tal modo coloro che esercitano attività commerciali non autorizzate.

IL NOSTRO DISSENSO

Si tratta di una reintroduzione di fattispecie penali che nel tempo erano state depenalizzate. Il legislatore diventa così schizofrenico. Si rischia di mettere in galera persone prive di una vocazione criminale e impegnate piuttosto in attività disperate per la sopravvivenza: senegalesi che vendono merci contraffatte, commercianti abusivi, prostitute, lavavetri.

LA NOSTRA PROPOSTA

L'unica proposta dotata di buon senso è quella di non infierire ulteriormente su coloro che già sono ai margini della società e vivono vite difficili, evitando di trasformarli in novelli criminali.

 

6          NUOVI POTERI AI SINDACI

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento aumenta i poteri di ordinanza per ragioni di sicurezza dei sindaci e affida nuovi compiti di polizia ai vigili urbani.

IL NOSTRO DISSENSO

Si tratta di una norma di propaganda. Forse non avrà effetti pratici ma legittimerà sovrapposizioni di competenze tra prefetti, questori, forze dell'ordine, come se il nostro sistema non fosse già complesso. Il rischio è che nessuno si occuperà più del traffico nelle città, che i sindaci, invece di occuparsi di anziani, mobilità, pulizia, saranno indotti da motivi di ricerca del consenso a giocarsi la partita inventandosi nuovi strumenti di lotta al disordine urbano.

LA NOSTRA PROPOSTA

A tutela del decoro urbano sarebbe sufficiente investire nell'illuminazione delle periferie, nella creazione luoghi di socialità non solo nei centri urbani. Le polizie municipali devono trasformarsi in corpi di agenti promotori dei diritti.

 

7          CONTRASTO ALL'ACCATTONNAGGIO DEI MINORI

COSA PREVEDE IL GOVERNO

Il provvedimento prevede un aumento di pene per chi induce minori all'accattonaggio, nonché l'automatica privazione della potestà genitoriale.

IL NOSTRO DISSENSO

Non si può generalizzare. Le situazioni sono diverse l'una dall'altra. C'è la ragazzina sedicenne che mendica insieme al figlio di un anno e il capo banda che sfrutta i minori. Nel primo caso sarebbe inumano togliere il bambino alla mamma.

LA NOSTRA PROPOSTA

La valutazione sulla potestà genitoriale va fatta caso per caso e va affidata al tribunale dei minori.

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