Parlamento europeo: “Nessun divieto del velo a scuola”, Metropoli, 17/01/08

Parlamento europeo: “Nessun divieto del velo a scuola”

STRASBURGO - ll Parlamento europeo ha adottato a larga maggioranza la risoluzione per una strategia europea a favore dei minori di Roberta Angelilli (An), ma ha bocciato la proposta di vietare il velo nelle scuole primarie. La risoluzione è stata votata con 200 voti favorevoli, 367 contrari e 134 astensioni.La relazione esprimeva preoccupazione per "le molteplici violazioni di cui sono vittima proprio le ragazze di famiglie immigrate" e raccomandava "con insistenza" agli Stati di introdurre il divieto di indossare il velo, quantomeno nella scuola primaria "per consolidare maggiormente il diritto all'infanzia e garantire una libertà di scelta effettiva e non imposta".

La votazione ha provocato una divisione in praticamente tutti i gruppi, che si sono spaccati fra favorevoli, contrari e astenuti. In maniera più compatta socialisti, liberaldemocratci e Sinistra europea si sono espressi per una soppressione dell'articolo e quindi del divieto.
La risoluzione approvata con 630 sì, 26 no e 62 astenuti, propone la creazione di una strategia Ue prevedendo anche sanzioni contro chi fa turismo sessuale con minori, l'istituzione di una banca dati europea sulle condanne per abusi commessi su minori, perchè i colpevoli non abbiano accesso a lavori che li mettono in contatto con bambini. Il Parlamento chiede agli Stati Ue anche di potenziare i meccanismi di controllo sui contenuti della programmazione televisiva nelle fasce orarie con un maggior pubblico infantile e di applicare tecnologie di bloccaggio per impedire agli utenti Internet di siti pedofili.

"Con il voto di oggi l'Ue finalmente si dota di uno strumento legislativo per promuovere e salvaguardare efficacemente i diritti dei bambini, sostenendo le politiche degli stati membri in questo settore", ha commentato Angelilli. La relazione affronta anche il tema dell'istruzione definendolo un diritto, del quale devono poter godere tutti i bambini indipendentemente dalle loro origini etniche e sociali inclusi figli di migranti e dei rifugiati. E questo ha fatto dire a Vittorio Agnoletto (Prc), che le forze di centrodestra che a Milano hanno deciso di non ammettere alle scuole materne i figli degli immigrati non in regola, pongono la città "fuori dall'Europa".

(Ansa)
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