Immigrati, la Spagna attacca "In Italia politica xenofoba", La Repubblica, 16/05/08

La linea del nuovo governo per combattere l'immigrazione clandestina
provoca dure reazioni all'estero. E la commissione Ue: "Schengen non si tocca"

Immigrati, la Spagna attacca "In Italia politica xenofoba"

La Farnesina: Nessuna offesa all'esecutivo, c'è stato già un chiarimento
Da Tripoli Gheddafi accusa: "I paesi europei affondano i barconi di migranti"
 

Operazioni di controllo immigrazione della polizia

ROMA - La Spagna giudica la politica italiana in materia di immigrazione xenofoba. L'attacco arriva per bocca della numero due dell'esecutivo Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, le cui frasi sono riportate da El Mundo. Riferendosi agli arresti di massa, Fernandez de la Vega durante una conferenza stampa dice che "il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell'immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri". Esistono, ha ricordato ancora, "meccanismi legali per arginare l'immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri".

Dopo qualche ora, una risposta arriva da Lima, dove si trova il ministro Frattini per il vertice Ue-America Latina. Fonti della Farnesina gettano acqua sul fuoco: le dichiarazioni della vicepremier "non hanno mai voluto riferirsi direttamente alle misure del governo italiano in materia di regolamentazione dell'immigrazione clandestina" e non volevano esprimere "nessun elemento critico rispetto al pacchetto-sicurezza che il governo si appresta a varare". C'è già stato "un chiarimento" con il governo spagnolo "per via diplomatica, attraverso l'ambasciata italiana a Madrid". E ancora: la vicepremier "intendeva esprimere condanna nei confronti degli atti di violenza verificatisi in Italia nei giorni scorsi".

Ma le proposte del nuovo governo italiano in materia di sicurezza e lotta ai clandestini fanno discutere. L'Unione europea dice no al ripristino i controlli alle frontiere, anche se si prepara a introdurre i ''visti biometrici'', che conterranno le impronte digitali di tutti i cittadini. Lo dice il portavoce della Commissione riferendosi alla proposta del ministro degli Esteri Franco Frattini, che ha detto che il trattato di Schengen andrebbe rivisto. Allo stesso tempo l'Osce, da Vienna, esprime "preoccupazione per i violenti attacchi" a un campo nomadi a Napoli sollecitando le autorità italiane ad "assicurare la protezione della popolazione rom".
Sulla lotta all'immigrazione clandestina interviene oggi anche il leader libico Gheddafi, che accusa i governi europei di pianificare la morte di centinaia di migranti africani, affondando i barconi che cercano di raggiungere il continente. Parlando ad un incontro con i capi dei sindacati africani, Gheddafi non fa cenno in modo esplicito all'Italia, ma sottolinea l'esistenza di una "tragedia in pieno svolgimento: nel Mar Mediterraneo una guerra è stata mossa contro gli africani". L'Europa, aggiunge poi il leader libico, "vuole difendersi e impedire ai migranti di raggiungere le coste. Così, colpisce le loro barche e poi annuncia che tutte le persone a bordo sono morte. Talvolta, con il pretesto di soccorrere un barcone lo rovesciano, e ne fanno morire gli occupanti".
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