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I tanti buoni motivi del corteo al Pigneto, Il Manifesto 1/6/08

I tanti buoni motivi del corteo al Pigneto, Il Manifesto 1/6/08

I tanti buoni motivi del corteo al Pigneto
Patrizio Gonnella
Luigi Nieri

Noi eravamo a manifestare al Pigneto e rivendichiamo la partecipazione a quel corteo: 1. perché è gravissimo, violento, illegale, proto-fascista che un gruppo di persone decida di farsi giustizia da sé; 2. perché è inaccettabile che chi governa Roma affermi che il clima di insicurezza spieghi, e alla fin fine, giustifichi gli episodi di violenza contro gli immigrati; 3. perché quanto successo al Pigneto seguiva di poco i terribili roghi ai campi rom di Ponticelli a Napoli subiti senza reazioni democratiche di massa; 4. perché a Verona un ragazzo viene ucciso da un gruppo di naziskin e il presidente della Camera Gianfranco Fini afferma che quell'omicidio brutale era meno di grave di un paio di bandiere bruciate; 5. perché il razzismo si respira nell'aria di questo paese, e si è oramai rotta la diga del buon senso; 6. perché è più pericoloso un raid di cittadini «normali» che di fascisti con la tessera; 7. perché la spedizione punitiva del Pigneto avveniva a pochi giorni dall'approvazione da parte del consiglio dei ministri di norme xenofobe, illiberali, assurde come quella che estende a 18 mesi la detenzione nei centri di identificazione per immigrati o quella che introduce nel codice penale il crimine di immigrazione clandestina; 8. perché noi che ascoltiamo la gente siamo preoccupati del clima violento e razzista che si respira nelle scuole, negli autobus, per strada; 9. perché noi ascoltiamo sia la gente che gli stranieri, e questi ultimi ci dicono che da qualche settimana non escono di casa perché hanno paura dei rastrellamenti; 10. perché i rastrellamenti ci ricordano il fascismo; 11. perché non era mai successo che un capo della polizia criticasse apertamente o ironizzasse intorno a leggi dello stato; 12. perché la tutela dei diritti umani deve tornare a essere questione che interessa tutte e tutti; 13. perché va ricostruito un senso comune di sinistra non violento e anti-razzista; 14. perché vogliamo denunciare coloro che hanno sdoganato la formula indegna del razzismo di sinistra; 15. perché le svolte repressive nella storia sono sempre partite da episodi apparentemente di popolo.
Avremmo potuto proseguire nell'elencazione dei motivi per cui eravamo presenti al Pigneto. Non è importante quanta gente ci fosse sull'isola pedonale o se sul braccio di chi è andato a pestare i bengalesi e a rompere le vetrine dei loro negozi ci fosse tatuato il Che o la svastica. Importante è il gesto compiuto, la sua intrinseca matrice violenta. Si può essere fascisti senza saperlo e senza frequentare le sedi di Forza nuova o Fiamma tricolore. Non era quella la manifestazione dei nostri sogni, anche perché troppo spesso si fanno analisi superficiali. La realtà purtroppo è più complessa e grave di quanto appaia in superficie. Avremmo voluto, in considerazione dei 14 motivi elencati, vedere in piazza centinaia di migliaia di persone, gente comune di sinistra. Il nostro lavoro politico e culturale punta a ricostruire un tessuto sociale democratico, liberale, non violento, solidale, anti-razzista. Le parole evocano storie, a volta tragiche. Il razzismo è stato un connotato del nazismo e del fascismo. Ha significato morte. Se lo ricordino i democratici collocati a sinistra.
* presidente di Antigone
** ass. reg. Lazio, pres. Link
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