Approvata a Strasburgo la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini, Ministero dell'Interno, 18/06/08

Approvata a Strasburgo la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini, prima tappa per una politica comune sull’immigrazione

Il ministro Maroni: «Chiederò l'immediato recepimento»

«È la buona notizia della giornata», ha dichiarato il ministro dell’Interno Maroni nell’apprendere che a Strasburgo il Parlamento europeo, riunito in sessione plenaria, ha approvato la direttiva sul rimpatrio degli stranieri irregolarmente presenti sul territorio. Tale provvedimento, ha spiegato Maroni, «contiene delle norme che noi abbiamo anticipato nel decreto, come l'innalzamento dei mesi di detenzione nei Cpt e norme più stringenti e più controlli per i rimpatri». «Chiederò l'immediato recepimento», ha detto.

Il testo approvato oggi con 369 voti favorevoli, 197 contrari e 106 astensioni, si legge nel comunicato stampa del Parlamento europeo, è il risultato di un compromesso negoziato con il Consiglio e rappresenta una tappa importante per la costruzione di una politica comune sull'immigrazione.
Le norme e le procedure introdotte sono state adottate nel rispetto dei diritti fondamentali e del diritto internazionale, tenendo conto degli obblighi in materia di protezione dei rifugiati e di diritti umani.
Gli Stati membri dovranno conformarsi alla direttiva entro 24 mesi dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ma restano liberi di applicare misure più favorevoli.

La direttiva:

  • promuove il ‘ritorno volontario’ degli immigrati illegali fissando ‘un periodo congruo’ per la partenza, compreso tra sette e trenta giorni
  • stabilisce la durata massima di detenzione, prevedendo una permanenza di sei mesi, prolungabile di altri dodici
  • definisce gli standard minimi che devono essere garantiti nei centri di accoglienza dove, previa autorizzazione, possono fare ingresso organizzazioni e organismi nazionali, internazionali e non governativi
  • prevede il divieto di reingresso, per una durata massima di cinque anni, durante i quali lo straniero non potrà accedere nuovamente al territorio dell'Ue
  • assicura una serie di garanzie procedurali e gli strumenti per fare ricorso contro le decisione di rimpatrio, di divieto di ingresso e di allontanamento che devono essere motivate e adottate in forma scritta, può essere concesso il gratuito patrocinio
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