Diritti ancora SBARRATI

Il governo battuto sulla questione carceraria, ora deve trovare delle soluzioni. Scettica la radicale Bernardini: «Già l'anno scorso dovevano intervenire». L'associazione Antigone, che ha compiuto vent'anni di attività: «Lo Stato su alcune grandi questioni depenalizzi»

di Dìna Galano

«Sta circolando uno strano virus», aveva detto scherzando il "responsabile" Domenico Scilipoti commentando dal Transatlantico l'assenza di massa dei parlamentari della maggioranza dello scorso 17 maggio. Un'influenza stagionale che ha causato come effetto collaterale l'approvazione di cinque mozioni presentate dall'opposizione, quattro delle quali inerenti alla questione carceraria. Così distratto, il governo ora si trova impegnato a prendere una serie di provvedimenti su almeno tre direttrici fondamentali: il piano per l'edilizia penitenziaria che, è scritto nei documenti, dovrebbe realizzarsi tramite gare di appalto aperte ai privati e in libera concorrenza; la spesa procapite per detenuto che non può essere ridotta più della media applicata al comparto ministeriale; e una lista di riforme legislative per decongestionare il sovraffollamento degli istituti ormai improcrastinabili. Detto, fatto? Che la situazione disperata dei luoghi di detenzione sia arrivata a costituire una pena aggiuntiva a quella stabilita dal giudice è un'evidenza riconosciuta dagli stessi alti rappresentanti della Repubblica...leggi tutto
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