Migranti fuori dal centro, Il Manifesto, 13/10/06

Verona
Migranti fuori dal centro
Paola Bonatelli
Verona
L'intenzione può essere buona: colpire i proprietari di case che affittano agli stranieri appartamenti degradati a prezzi esorbitanti. Ma il risultato è sempre quello, l'ennesima puntata della guerra contro i migranti. E, per fermarla, non bastano né governo né amministrazione di centrosinistra. Così da mercoledì a Verona 16 nuclei familiari sono sulla strada, le loro case sequestrate e sigillate, alcune devastate durante le perquisizioni, perfino un appartamento con la porta blindata divelta perché l'inquilino era al lavoro. Così le forze dell'ordine, polizia, finanza e municipali, hanno eseguito l'ordinanza di perquisizione del condominio Embassy, nel cuore del quartiere di Veronetta, firmata dal procuratore capo Guido Papalia. Totalmente assente il Comune, che era informato della questione, salvo per la coppia di soliti noti, i consiglieri comunali Giorgio Bertani (Verdi del Sole) e Fiorenzo Fasoli (Prc), che si sono dati da fare per trovare una sistemazione di emergenza agli sgomberati: un paio di notti garantite presso l'ostello della gioventù. Che lo stabile fosse ai limiti della decenza era cosa nota; lo stesso dicasi per il giro di 'spaccini' nelle vicinanze. Ma nessuno s'aspettava, tanto meno gli inquilini, di cui molti maghrebini reduci dai festeggiamenti serali del Ramadan, di essere svegliati alle 6 del mattino e portati in questura, mentre i loro appartamenti - si parla di 400-500 euro per un bilocale senza riscaldamento, con bombole a Gpl non a norma (e infestato di blatte) - venivano messi a soqquadro e infine chiusi coi sigilli. E' pur vero, come peraltro viene specificato nell'ordinanza di Papalia, che il 2 ottobre scorso c'era stata una piccola rivolta durante un tentativo di arresto di alcuni presunti spacciatori della zona. Ma l'operazione dell'altro giorno, con 150 tra poliziotti, vigili e finanzieri mobilitati, ha portato soltanto all'arresto di due giovanissimi fratelli marocchini - di cui uno rilasciato con obbligo di firma - accusati di detenzione di sostanze stupefacenti. Il terzo fratello, quattordicenne, è indagato a piede libero , mentre una quarta persona è stata denunciata per ricettazione di telefoni cellulari. Sarebbero invece una ventina - ma il dato non è stato confermato - gli irregolari trasferiti al Cpt di via Mattei, a Bologna. Quattro infine i proprietari denunciati a piede libero per non aver messo a norma i loro appartamenti o non aver comunicato alla polizia la cessione di fabbricato. Ieri un presidio dei gruppi antirazzisti ha animato la strada su cui s'affaccia il condominio, portando solidarietà e cercando di organizzare anche una risposta legale. Mentre l'avvocato Roberto Malesani dell'Iww (Invisibile Workers of the World), che ha intenzione di incontrare il procuratore ed eventualmente ricorrere al Tribunale del riesame, cerca di raccogliere i verbali, una donna piange sconsolata. E' la madre dei ragazzi finiti nei guai: «Non avevano niente - dice - hanno preso per olio di hashish il Katran, l'olio per i capelli che usiamo contro la forfora».

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