Bertinotti: «E’ tempo di una legge sulla libertà religiosa», Liberazione, 01/11/06

Il Presidente della Camera ha ricevuto una delegazione delle chiese protestanti. «Prima» le intese tra lo Stato e le comunità
di fede che non le hanno ancora ottenute. Il pastore Gianni Long: laicità e insegnamento laico delle religioni

Bertinotti: «E’ tempo di una legge sulla libertà religiosa»

Fulvio Fania
C’era anche il pastore francese Jean Arnold De Clermont, presidente della Kek, la Conferenza delle chiese europee che riunisce protestanti anglicani e ortodossi, all’incontro degli evangelici italiani con Fausto Bertinotti, ieri mattina a Montecitorio. De Clermont si è messo a parlare delle diseguaglianze tra nord e sud del mondo, degli immigrati in Europa e dell’importanza del Mediterraneo per il dialogo tra le culture. Non era certo difficile, affrontando tali argomenti, trovarsi in sintonia con il presidente della Camera. Ma la delegazione della Federazione evangelica, Fcei, era attenta soprattutto a quanto Bertinotti avrebbe detto sul tema della laicità, del pluralismo di fede e della libertà religiosa. «La laicità - ha risposto ai giornalisti il Presidente - è un valore largamente condiviso e fa parte della storia della Repubblica, tuttavia non è data mai una volta per tutte». E dunque «è tempo di arrivare» ad una legge sulla libertà religiosa e prima bisogna riprendere il cammino delle intese tra lo Stato e le comunità religiose che non le hanno ancora ottenute o che da tempo ne attendono una modifica. Questa - ha sottolineato Bertinotti - è una «priorità». Le intese sono previste dall’articolo 8 della Costituzione per le confessioni “diverse dalla cattolica” per la quale vige invece il concordato. Un’antica e tuttora irrisolta questione. Valdesi, luterani, ebrei, avventisti, Assemblee di Dio e battisti dispongono già di un’intesa (incluso l’otto per mille) mentre i buddisti dell’Ubi e i Testimoni di Geova sono rimasti in panchina malgrado un decreto del precedente governo di centro-sinistra e per tutti gli altri, specialmente per i musulmani, non sono neppure cominciate le trattative. Certo se il Parlamento avesse approvato una legge generale sulla libertà religiosa e di pensiero, da sempre invocata dalle minoranze e addirittura preferita agli accordi tra Stato e chiese, le cose sarebbero più chiare. Anche per i diritti di chi non crede. Ecco la ragione per cui la pastora Maria Bonafede, moderatora dei valdesi e metodisti, apprezza gli impegni di Bertinotti. «Abbiamo riscontrato una grande capacità di ascolto», commenta. Gianni Long, presidente della federazione evangelica, ha insistito anche sulla richiesta di un insegnamento laico di storia delle religioni nella scuola, che i protestanti vorrebbero in alternativa all’ora di religione confessionale, peraltro esclusivamente cattolica. «Si tratta di un problema complesso - ha risposto Bertinotti - ma in linea generale l’idea di un insegnamento laico della religione è tema fondamentale anche perché il Paese è cambiato». Forse il Presidente della Camera ricordava che qualche settimana fa un’analoga proposta gli è stata avanzata da giovani cattolici, ebrei e islamici.

Quanto alle intese e alla legge sulla libertà religiosa, un impegno ancor più preciso i protestanti lo chiedono al governo. A fine agosto il ministro Paolo Ferrero, intervenendo a margine del sinodo valdese a Torre Pellice, portò alla piccola comunità religiosa l’assicurazione del premier Prodi. Oggi pomeriggio Ferrero sarà di nuovo ospite della manifestazione d’apertura dell’assemblea nazionale delle chiese evangeliche che si svolgerà a Roma fino a sabato prossimo. La celebrazione inaugurale sarà ospitata dal tempio valdese e la predicazione toccherà al pastore David Cavanagh, dell’Esercito della salvezza. Saranno presenti anche il vescovo Vincenzo Paglia per la Cei, Nour Dachan presidente dell’Ucoii, Abdellah Redouane della Moschea di Roma e il metropolita ortodosso Gennadios Zervos.

Da domani i delegati protestanti discuteranno di ecumenismo, dialogo interreligioso, laicità e soprattutto di immigrati. L’immigrazione, infatti, sta cambiando il volto di alcune chiese protestanti in Europa. Arrivano fedeli e comunità ecclesiali che hanno la stessa denominazione ma tradizioni molto diverse. Inoltre aumentano anche nel nostro Paese i pentecostali. Tutt’altra storia dagli evangelici storici, posizioni molto distanti soprattutto sulle questioni etiche e sociali. Ma il dialogo è cominciato e quest’anno per la prima volta ad un congresso degli evangelici (valdesi, metodisti, battisti, luterani. Esercito della salvezza, chiesa apostolica) parteciperanno come osservatori anche gli avventisti del settimo giorno.

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