Stranieri: l’integrazione passa per scuola, lavoro e cittadinanza. Folena: anche la Rai informerà, Liberazione, 09/11/06

Stranieri: l’integrazione passa per scuola, lavoro e cittadinanza. Folena: anche la Rai informerà
 
 
Cambiare le terminologie con cui si discute di immigrazione in Italia, è il primo passo per inquadrare il fenomeno e governarlo con buon senso e giustizia. “Emergenza” la prima parola da bandire, “problema” la seconda, a seguire “ordine pubblico”, “criminalità”.

L’immigrazione è, e deve essere considerata, una risorsa e come tale tutelata. Non solo dal punto di vista culturale, dunque con investimenti per apprendimento, lingua, tradizioni, che richiedono una politica dell’ interculturalità, ma anche e soprattutto dal punto di vista dei diritti civili: cittadinanza, voto, accesso al lavoro e alla previdenza, vere chiavi per una reale integrazione. «Perché nessuna legge riuscirà a fermare quegli uomini e quelle donne che aspirano a migliorare le loro condizioni di vita». Questo il messaggio forte lanciato ieri a Roma, in un convegno organizzato da Mnemo, “Centro di educazione permanente a distanza”, nel quale si è fatto il punto sugli strumenti di integrazione presenti in Italia e sulle lacune da colmare. Il convegno precede una giornata di studi che si svolgerà a Venezia nella prossima primavera.

A Roma oggi era presente anche l’on. Pietro Folena, presidente della VII Commissione Cultura, scienza e istruzione della Camera, ma anche esperti, docenti universitari ed esponenti sindacali. «Il tema del diritto alla cittadinanza ci sta a cuore - ha dichiarato Folena - e sarà al centro del dibattito politico legato al capitolo immigrazione. Ma il cammino legislativo non può e non deve dimenticare due grandi questioni: il lavoro e la scuola. Perché la precarizzazione del lavoro, in preoccupante crescita nel nostro Paese, colpisce soprattutto i migranti». Pietro Folena ha poi annunciato «investimenti per apprendimento, lingua, difesa delle tradizioni e delle culture migranti, partendo anche da un nuovo contratto del governo con la Rai, (scaduto ormai da un anno) per informare e divulgare al di là della cronaca dei Tg, troppo spesso legata al binomio immigrazione - criminalità e dunque tendente a diffondere sempre nuove ansie e paure.»

redattore sociale


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