Frattini: la gestione delle quote alla Ue, Metropoli, 23/11/06

Frattini: la gestione
delle quote alla Ue

A Tripoli si è svolto il primo vertice tra Unione europea e Unione africana per gestire i problemi legati all'immigrazione. Il vicepresidente della Commissione Franco Frattini ha annunciato che i singoli paesi europei continueranno a stabilire singolarmente le quote migratorie, ma ha chiesto che la gestione venga affidata all'Unione europea, in modo che l'Europa abbia una posizione comune e che i gli stati membri non procedano a trattative separate sui flussi. Proposta la creazione di un fondo euro-africano per gestire le emergenze

TRIPOLI - Una proposta per "dare una speranza di lavoro legale agli immigrati africani", affidando all'Unione Europea la gestione delle quote di stranieri regolari. E la creazione di un "salvadanaio", un fondo cioè euro-africano per gestire l'emergenza immigrazione. Il vicepresidente della Commissione Europea Franco Frattini è arrivato a Tripoli con due proposte da presentare al primo summit Unione Europea-Unione Africana, tutto dedicato ai temi dell' immigrazione e dello sviluppo. E ha raccolto immediatamente il plauso del ministro dell'Interno Giuliano Amato. L'Italia del resto ha spinto molto perché il problema dell'immigrazione clandestina venisse affrontato a livello europeo e non riguardasse - come ha sottolineato anche il ministro degli esteri Massimo D'Alema - solamente l'Italia e la Libia. Per questo all'Unione Europea e all'Unione Africana D'Alema ha chiesto un "approccio solidale su questo tema".

FRATTINI, ALLA UE LA GESTIONE DELLE QUOTE DI IMMIGRATI - "Le quote migratorie saranno stabilite ancora a livello nazionale, ma l'Ue chiede che siano gestite da Bruxelles". L'intento della commissione è di fare in modo che i 25 non procedano a trattative separate sui temi dei flussi migratori e che l'Unione Europea possa così esprimersi ad una sola voce, utilizzando le quote come leva politica per gli accordi. Con questa proposta, secondo Frattini, si possono superare due ostacoli: il fatto che, da un lato i paesi africani, giustamente, non accettano una politica fondata esclusivamente sul rimpatrio e sui pattugliamenti e, dall'altro, la comprensibile gelosia degli stati membri sul livello nazionale delle quote di lavoro regolare. D'accordo anche Amato secondo il quale la proposta di Frattini ha "un senso profondo in una Unione Europea divenuta ormai largamente Schengen nel senso che chi entra a Lampedusa o alle Canarie entra nel territorio dell' Unione e non in Italia o Spagna". Frattini ha inoltre lanciato l'idea di creare un "portale della mobilità ", una sorta di "ufficio di collocamento europeo".

VIA LIBERA COMMISSIONE UE A FONDO EUROAFRICANO - Si tratta di un fondo, ha spiegato Frattini, che sarà formato da finanziamenti europei degli stati membri e anche da investimenti privati. Ma prima di definirlo bisognerà sentire "i ministri delle finanze dei 25". Favorevole anche Amato che ha definito il fondo "uno sbocco naturale", anche se il summit probabilmente non si chiuderà con la definizione di una cifra perchè, ha detto Frattini, "dipenderà dalla generosità dei paesi membri". Del resto, ha spiegato, è chiaro che "quando si tratta di portafoglio" si può marciare a diverse velocità "perchè bisogna decidere quanta percentuale del pil mettere in un fondo del genere".
L'assenza di una cifra definita per Frattini comunque non costituirà un problema per gli africani interessati piuttosto a sapere "se il progetto può partire che a quanto ammonta il fondo".

(ANSA)

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