Rifondazione riscrive la legge Bossi-Fini, Il Manifesto, 16/02/07

«Una legge che attua il programma dell'Unione». De Mistura: potrebbero chiudere alcuni cpt
Rifondazione riscrive la legge Bossi-Fini
Ci. Gu.
Roma
«Questa non è la legge bandiera di Rifondazione, ma è il tentativo del nostro partito di dare un contributo al dibattito in corso sulla modifica della legge Bossi-Fini, attuando puntualmente il programma dell'Unione», spiega la responsabile del Dipartimento immigrazione del Prc Roberta Fantozzi, che ieri ha presentato la proposta di legge alla presenza del gotha del partito. Dal segretario Franco Giordano, ai capigruppo di Camera e Senato Gennaro Migliore e Giovanni Russo Spena. C'era anche il ministro della Solidarietà sociale Paolo Ferrero, quello che insieme al ministro dell'Interno Amato firmerà prossimamente (dovrebbe arrivare alla fine del mese) la legge delega di riforma del testo unico sull'immigrazione. Ma non rilascia alcun commento: «Oggi parla il partito». Il suo, però, è chiaramente un silenzio-assenso.
Il «team» che ha elaborato il testo - sono stati riscritti tutti gli articoli, dall'1 al 33 - non ha fatto giochi di fantasia. Alcuni cardini dell'attuale sistema rimangono: ad esempio la chiamata nominativa dall'estero dei lavoratori stranieri - i cosiddetti flussi - con l'accorgimento, però, di eliminare la dichiarazione di idoneità alloggiativa e immaginando una programmazione triennale. Ma ci sono molti altri «rubinetti» che vengono previsti per garantire il diritto alla circolazione: il permesso di soggiorno per «ricerca di lavoro» - dimostrando la disponibilità economica di 5 mensilità dell'assegno sociale, fruibili nel periodo della ricerca di lavoro - il meccanismo dello sponsor - che può essere un ente pubblico o un privato cittadino - nonché (vera novità) la possibilità di regolarizzazioni sul territorio, fuori dalle sanatorie. C'è la «regolarizzazione per emersione consensuale», laddove un datore di lavoro voglia regolarizzare un cittadino straniero alle sue dipendenze, ma anche la «regolarizzazione ad personam»: l'idea è di istituire un organo ad hoc composto da questore, prefetto, sindacati, associazioni e organizzazioni datoriali che valuti la possibilità di concedere un permesso di soggiorno in base all'anzianità di presenza sul territorio, ai legami famigliari e sociali.
Il testo affronta anche lo spinoso tema delle espulsioni. «I centri di permanenza non ci sono», spiega Fantozzi, proprio nel giorno in cui si rincorrono voci sulla possibile chiusura di 5 cpt come effetto delle ispezioni della Commissione De Mistura (Bologna, Bari, Ragusa e Torino e Brindisi). Le espulsioni sono decise dal giudice che può ricorrere alle misure di sorveglianza speciale con obbligo di dimora in determinate ore della giornata. Qualora il migrante fugga, al rintraccio è sottoposto al fermo di polizia e all'espulsione. L'obiettivo è utilizzare strumenti giuridici ordinari, senza alimentare il «diritto speciale» per lo straniero. Il testo presenta molte altre modifiche che puntano a «guardare in faccia alla realtà della migrazione, fuoriuscendo dalla logica del pendolo: proibizionismo o sanatorie», ha detto Giordano.

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