Mercoledì scorso si è aperta ieri l'udienza preliminare a Venezia nei confronti di quattro agenti e un medico della Casa Circondariale di Santa Maria Maggiore di Venezia.
Le imputazioni riguardano il lungo pestaggio che un giovane di 23 anni, con problematiche psichiatriche, avrebbe subito nel febbraio 2024 ad opera degli agenti ed i falsi per nasconderlo, sia nelle relazioni di servizio degli stessi agenti, che descrivevano il fatto difformemente da come appare dal materiale di videosorveglianza e dalle dichiarazioni di vari testimoni, che nel certificato medico di nulla osta al trasferimento dello stesso il giorno successivo. Il sanitario certificava le buone condizioni di salute del giovane, che tuttavia giunto nel nuovo istituto veniva mandato immediatamente in pronto soccorso e sottoposto ad intervento chirurgico d'urgenza a causa della frattura della milza.
Giovane che, nel novembre del 2024, si è poi suicidato mentre si trovava in carcere.
"Si tratta di un caso su cui è importante fare chiarezza come sempre avviene nei casi dove ci siano denunce di violenze verso le persone detenute. Di fronte al suicidio della persona l'esigenza di verità è poi ancora più stringente. È un dovere morale oltre che giuridico" dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Insieme a quella della madre della persona offesa, è stata ammessa la costituzione di parte civile di Antigone, il cui obiettivo statutario di contribuire ad alti livelli di garanzia nel sistema penale e penitenziario e i quasi trent'anni di lavoro in tal senso sarebbero direttamente lesi dai reati contestati, anche alla luce del concreto contributo prestato all'emersione del caso. In particolare - prosegue Gonnella - il 4 aprile 2024 avevamo depositato un esposto essendo venuti a conoscenza dei fatti contestati attraverso il Garante comunale per i diritti delle persone detenute di Verona, dettagliando le informazioni raccolte e chiedendo l'apertura di indagini che appurassero l'accaduto. Una denuncia, in prossimità dei fatti, era stata presentata dall'avvocato della persona detenuta".
L'udienza è stata rinviata al 26 settembre per valutare la richiesta di incidente probatorio per l'assunzione di una perizia medico-legale chiesta dalle difese ed in quella sede si discuterà l'udienza preliminare per coloro che non hanno scelto riti alternativi ed il giudizio abbreviato, anticipato al momento dalla difesa del sanitario.