Carceri. Antigone: "le istituzioni si costituiscano parte civile nel processo per le accuse di torture nell'IPM Beccaria di Milano"

Carceri. Antigone: "le istituzioni si costituiscano parte civile nel processo per le accuse di torture nell'IPM Beccaria di Milano"

WhatsApp-Image-2023-12-20-at-12.09.25-1-1024x683A seguito delle indagini sulle supposte gravissime violenze all’interno dell’Istituto Penale Minorile (IPM) “Cesare Beccaria” di Milano, Antigone ha indirizzato nei giorni scorsi tre lettere aperte al Ministro della Giustizia Carlo Nordio, all’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza, al Garante per l’infanzia della Regione Lombardia e al Sindaco di Milano Giuseppe Sala. 
Le lettere, firmate dal presidente Patrizio Gonnella, richiamano la necessità che le istituzioni competenti si costituiscano parte civile nel processo che si aprirà a seguito dell’inchiesta della Procura di Milano. 

Secondo quanto ricostruito dal GIP Stefania Donadeo nell’ordinanza del 22 aprile 2024 e dall’informazione di garanzia emessa l’8 agosto 2025, emergerebbe un quadro di violenze sistematiche e reiterate commesse da decine di agenti e dirigenti tra il 2021 e il 2024. Gli atti parlano di maltrattamenti, torture, pestaggi, isolamento prolungato di minori in condizioni degradanti, falsificazione di referti e omissioni consapevoli. 

«Se confermato in sede processuale, non si tratterebbe di episodi isolati, ma di un vero e proprio sistema di violenze istituzionali», ha dichiarato Patrizio Gonnella. «Tutte le vittime erano minori, molti dei quali stranieri non accompagnati. Ragazzi vulnerabili che Milano avrebbe dovuto proteggere e non abbandonare». 

Antigone sottolinea come Costituzione e Convenzione ONU sui Diritti del Fanciullo obblighino lo Stato e gli enti locali a garantire che ogni minore sia trattato con umanità e dignità. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha già condannato più volte l’Italia per trattamenti inumani e degradanti: un’eventuale inerzia istituzionale su questo caso costituirebbe una ferita alla democrazia e allo Stato di diritto.  La richiesta di costituzione di parte civile non è dunque un atto simbolico, ma un gesto giuridico e politico che affermerebbe chiaramente da che parte stanno le istituzioni: dalla parte delle vittime e della legalità. 

«Non si costruisce sicurezza sulla violenza, ma sulla tutela dei diritti, sulla fiducia e sulla giustizia», ha aggiunto Gonnella. «Per questo chiediamo alle istituzioni di assumersi la responsabilità storica che questo processo rappresenta».

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