Diaz-Genova 2001. La Corte europea conferma condanne ai poliziotti

280102586 5668809206473355 8522550120367446655 ndi Patrizio Gonnella su il manifesto dell'8 maggio 2022

La Corte europea dei diritti dell'uomo ha chiuso le porte a ogni ipotesi di revisione del processo che portò alla condanna in appello di un certo numero di funzionari della Polizia di Stato accusati di falso per le violenze e le torture nella scuola Diaz. Il processo, secondo i giudici di Strasburgo, si è svolto in modo equo e le prove portate in giudizio sono state ritenute più che sufficienti per legittimare quelle condanne.

I dirigenti di Polizia avrebbero voluto ribaltare una sentenza che li inchiodava a responsabilità gravissime. Le parole del Procuratore Generale di Genova Pio Machiavello, in sede di requisitoria, in quel lontano 2010, descrivono perfettamente le condotte criminali commesse: “Non si possono dimenticare le terribili ferite inferte a persone inermi, la premeditazione, i volti coperti, la falsificazione del verbale di arresto dei novantatré no-global, le bugie sulla loro presunta resistenza. Né si può dimenticare la sistematica e indiscriminata aggressione e l’attribuzione a tutti gli arrestati delle due molotov portate nella Diaz dagli stessi poliziotti”. Dunque, non c’è più modo di stravolgere la verità processuale sui fatti di Genova.

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Carceri. Presentato il XVIII Rapporto sulle condizioni di detenzione di Antigone: "è il momento delle riforme"

WhatsApp Image 2022-04-28 at 11.51.56"E' il momento delle riforme". Lo ha detto Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, in apertura della conferenza stampa di presentazione del XVIII rapporto dell'associazione sulle condizioni di detenzione. 

Sono oltre 2.000 le visite tenute dall'osservatorio di Antigone nelle carceri italiane dal 1998 ad oggi. Un monitoraggio costante che ha permesso all'associazione di fotografare lo stato del sistema penitenziario nella sua complessità, analizzandolo, come ha ricordato Gonnella, con spirito critico ma anche costruttivo. 

"La pandemia ci ha mostrato tutti i limiti di un mondo penitenziario bloccato e in ritardo su tante questioni" ha sottolineato il presidente di Antigone. "I tassi di recidiva ci raccontano di un modello che non funziona e ha bisogno di importanti interventi, aprendosi al mondo esterno, puntando sulle attività lavorative, scolastiche, ricreative e abbandonando la sua impronta securitaria". 

Nel rapporto dell'associazione si evidenzia come in media vi sia una percentuale pari a 2,37 reati per detenuto. Al 31 dicembre 2008 il numero di reati per detenuto era più basso di 1,97. Dunque diminuiscono i reati in generale, diminuiscono i detenuti in termini assoluti ma aumenta il numero medio di reati per persona. Al 31 dicembre 2021, dei detenuti presenti nelle carceri italiane, solo il 38% era alla prima carcerazione. Il restante 62% in carcere c’era già stato almeno un’altra volta. Il 18% c’era già stato in precedenza 5 o più volte. Tassi di recidiva dunque alti, su cui sarebbe utile che il ministero raccogliesse dati certi. 

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Roma e Milano mettono la pistola Taser in mano ai vigili

polizia localeCITTÀ. I consigli comunali della Capitale e del capoluogo lombardo hanno deciso di dotare le rispettive Polizie municipali dell'arma elettrica

di Patrizio Gonnella su il manifesto del 3 aprile 2022

La pistola Taser è un’arma, che la storia insegna essere alternativa alle mani nude e non alle armi da fuoco. Non spara pallottole ma scariche elettriche. Scariche che possono fare molto male e talvolta anche ammazzare. I Ministri degli Interni Minniti e Salvini hanno importato l’uso di quest’arma in Italia mettendola, non senza problemi di funzionamento, a disposizione delle forze di Polizia, dopo una sperimentazione di cui poco sappiamo. In una sorta di onda dal cattivo sapore populista, nei giorni scorsi, i consigli comunali di Roma e Milano hanno deciso di dotare le rispettive Polizie municipali della pistola elettrica. Decisione grave per almeno tre ordini di motivi che attengono ai campi della salute, della sicurezza e della politica. 

Partiamo dalla salute. Sulle pagine di questo giornale nel 2018 avevamo raccontato una delle tante storie di morte da Taser. Natasha McKenna aveva 37 anni e soffriva di schizofrenia e di disturbo bipolare. Era detenuta in un carcere della Virginia. Pesava 60 kg e non una tonnellata. Non voleva essere trasferita dalla sua cella. Le guardie non usarono le mani nude ma spararono una scarica elettrica. Perse subito conoscenza e morì cinque giorni dopo, anche a causa della scossa elettrica. La rivista Neurologia Italiana, nel 2018, riporta, uno studio dell’Australasian Military Medicine Association che afferma che «sia improprio definire questi strumenti armi non letali…una singola scarica può disabilitare un’intera gamba per un po’ di tempo, una seconda fa crollare a terra chi è colpito e una della durata di cinque secondi lo mette Ko per un quarto d’ora agendo sulla funzionalità cardio-respiratoria. L’esposizione a scariche elettriche provoca notoriamente anche danni collaterali di tipo neurologico». 

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Ergastolo ostativo, la riforma rischia di diventare un'occasione persa

8197402220 564af88270 oLa Camera dei deputati ha approvato, quasi all’unanimità, il testo unificato delle proposte di legge sull’ergastolo ostativo. La discussione era nata a seguito della sentenza della Corte Costituzionale. La consulta aveva chiesto una revisione delle norme sul divieto di concessione dei benefìci penitenziari nei confronti dei detenuti che non collaborano con la giustizia o che non possono collaborare con la giustizia.   

Il regime vigente è dunque incostituzionale in quanto ammette l’ergastolo senza speranza di uscita, evidentemente contrario ai principi di cui all’articolo 27 della Costituzione (pena umana e tendente alla rieducazione). 

"La riforma approvata è un’occasione persa" commenta Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "Il legislatore è rimasto imprigionato nella paura di fare un regalo alle mafie, innovando in modo non sufficiente la legislazione penitenziaria. È mancato un generale ripensamento dell’attuale disciplina della concessione dei benefici ai condannati per una serie del tutto eterogenea ed illogica di reati anche ben distanti da qualsiasi matrice organizzata, mafiosa o terroristica. Inoltre nella nuova legislazione c’è stato finanche un inutile aggravamento della disciplina". Prosegue Gonnella: "è stata infatti abolita la concedibilità dei benefici nei casi di collaborazione inutile o irrilevante, così da impedire un trattamento adeguato per chi non abbia collaborato perché non ha potuto farlo, stante la sua limitata partecipazione al fatto criminoso o per l’ormai intervenuto integrale accertamento delle circostanze e delle responsabilità ad esso connesse. Ugualmente criticabile è l’aumento da ventisei a trenta anni della pena da scontare prima di poter presentare l’istanza di liberazione condizionale. Anche questa è una misura inutilmente punitiva che non va nella direzione auspicata dalla Consulta. E, infine, nulla si scrive su permessi premio e semilibertà. Vedremo se la Corte potrà dirsi soddisfatta. Nel frattempo - conclude il presidente di Antigone - ci auguriamo che in Senato la discussione sia più in linea con le sentenze della Corte di Strasburgo (Viola c. Italia) e della Corte Costituzionale".

Pubblicazione graduatoria delle selezioni per il servizio civile universale

scuGentili candidate e candidati,
l’entusiasmo con il quale tutti voi avete scelto Antigone per dedicare un anno di vita alla promozione dei valori più profondi della convivenza umana è andato al di là delle nostre aspettative.
Ci sentiamo di ringraziarvi per questo con tutto il cuore. Per noi è una conferma che siamo dalla parte giusta e che portiamo avanti con serietà il nostro messaggio associativo. Ci riempie di gioia vedere che questo messaggio è stato preso in carico dai più giovani, cui tanto spesso Antigone si rivolge e che avranno il compito di andare sempre più avanti sulla strada dei diritti umani. Purtroppo non è possibile avervi tutti con noi in questo anno di servizio civile. Abbiamo dovuto inevitabilmente fare delle selezioni. Ci sono criteri precisi da rispettare nell’assegnazione dei punteggi, essenzialmente basati sugli studi effettuati e sulle esperienze pregresse, che in molte circostanze hanno pesato più dei colloqui che abbiamo avuto, tutti diversi ma tutti da valorizzare per un aspetto o per un altro.
Qui trovate la graduatoria che ne è risultata. Diamo dunque il benvenuto a chi si unirà ad Antigone per il servizio civile, il cui tra avvio, lo ricordiamo, è previsto tra fine maggio e metà giugno (siamo su questo in attesa di comunicazioni più dettagliate da parte del DPGSCU). 
Lasciamo la porta ben aperta per chiunque tra gli altri abbia comunque voglia di condividere qualche esperienza con l’associazione in veste volontaria.

La commissione: Sofia Antonelli, Susanna Marietti, Grazia Parisi, Alessio Scandurra

LA GRADUATORIA

Ottima notizia la nomina di Carlo Renoldi a Capo del DAP

276042950 4634210726685452 1008150007039618595 nLa nomina di Carlo Renoldi a capo del Dipartimento dell'Amministrazione Penitenziaria è una buona notizia. La sua lunga e qualificata esperienza di giudice, anche negli uffici di sorveglianza, potrà sicuramente contribuire a dare un apporto per una gestione del sistema carcerario coerente con le norme costituzionali. 

Ringraziamo la Ministra della Giustizia Marta Cartabia e il Governo per avere effettuato una scelta importante e di grande prestigio. 

Facciamo i nostri auguri più sinceri a Carlo Renoldi e, per quanto ci riguarda, siamo a disposizione per dare il nostro contributo nel nome di una visione comune e costituzionale della pena.

Servizio Civile Universale ad Antigone: ecco le date dei colloqui di selezione e l'elenco delle candidate e dei candidati ammessi

scuPubblichiamo l'elenco delle candidate e dei candidati ammessi ai colloqui di selezione per il Servizio Civile Universale ad Antigone, che si terranno lunedì 21 a partire dalle ore 9:30 e martedì 22 marzo a partire dalle ore 10:00.     

Le candidate e i candidati dovranno presentarsi muniti di documento d'identità in corso di validità e, per coloro che svolgeranno il colloquio in presenza, di green pass rafforzato.     

E' possibile consultare qui: 

- il bando integrale

- la scheda dettagliata del progetto

- la procedura di selezione 

Cannabis, un referendum per svuotare le carceri e le aule di tribunale

referendum cannabis legale italiaI numeri del paradosso. Un detenuto su tre finisce in carcere per la violazione di un solo articolo della Legge 309/90 che contribuisce drasticamente al sovraffollamento delle carceri. Allo stesso tempo, la normativa ha limitato ulteriormente le libertà di centinaia di migliaia di consumatori, imponendo sanzioni amministrative che colpiscono particolarmente persone socialmente ed economicamente inserite.

di Maria Pia Scarciglia, responsabile droghe Antigone. Su il manifesto del 15 febbraio 2022

In data 8 gennaio 2013 l’Italia è stata condannata dalla Corte Europea dei Diritti dell’uomo per violazione dell’art 3 della Cedu, che come noto sancisce il divieto di praticare trattamenti inumani e degradanti. La Corte prendeva atto della drammatica condizione di vita dei detenuti all’interno degli Istituti di pena italiani obbligando lo stato a rimediare attraverso una serie di misure deflattive, volte a ridurre il sovraffollamento carcerario. 

All’epoca dei fatti la popolazione detenuta superava le 64.000 persone con un tasso di sovraffollamento vicino a percentuali ignobili per un paese Ue e firmatario di Convenzioni internazionali contro la tortura e i trattamenti inumani e degradanti. A tal proposito il legislatore, in data 23 dicembre 2013,  emanava il cd. “Decreto svuota carceri” D.L. n° 146, successivamente  convertito in legge, con modificazioni, in data 21 febbraio 2014, n° 10 “Misure urgenti in tema di diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria”. 

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Presentato oggi il nuovo rapporto di Antigone sulla giustizia minorile: "serve un nuovo codice penale solo per i minori"

IMG 20220211 113838Un nuovo codice penale per i minorenni. E' la richiesta che Antigone ha avanzato oggi, durante la presentazione di Keep it Trill, il sesto rapporto dell'associazione sulla giustizia minorile. 

"Trill - ha spiegato Susanna Marietti, coordinatrice nazionaledi Antigone - nello slang hip hop, nasce dall'unione delle parole ‘true’ e ‘real’ per indicare qualcosa di genuino e autentico. Trill’ sono le storie dei ragazzi che finiscono nel circuito penale e che Antigone racconta nella serie video con Kento, con le loro difficoltà, fragilità, possibilità. ‘Trill’ è il ruolo che la giustizia minorile dovrebbe sempre avere: quello di proteggere i sogni più autentici dei ragazzi senza mai cedere a percorsi stereotipati, promuovendo per loro ogni opportunità futura e mantenendo genuine le loro vite". 

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Santa Maria Capua Vetere. Antigone ammessa parte civile per le violenze nel carcere

carcere SMCVIeri si è tenuta la terza udienza preliminare del processo per le violenze contro i detenuti, avvenute nell'aprile del 2020 all'interno del carcere di Santa Maria Capua Vetere. Tra le altre il giudice ha ammesso la costituzione di Antigone quale parte civile nel procedimento.   

"I fatti avvenuti nel carcere di Santa Maria Capua Vetere, le denunce di tortura, costituiscono una ferita alla democrazia del nostro paese", dichiara Patrizio Gonnella, presidente di Antigone. "All'indomani dei fatti, attraverso le denunce che arrivarono ad Antigone da famigliari e detenuti, presentammo un esposto alla Procura e, anche da questo, partirono le indagini che hanno portato al rinvio a giudizio di oltre 100 persone tra agenti e funzionari. Per noi stare nel processo è un elemento importante, perché potremmo portare il nostro contributo diretto nel chiarimento di quanto accaduto e delle responsabilità. Davanti a fatti come questi c'è bisogno di percorrere la strada della giustizia", conclude Patrizio Gonnella.

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