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30 luglio 2015, Antigone presenta il pre-rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia

Il prossimo 30 luglio 2015 a Roma, dalle ore 11.00, Fondazione Basso (via della Dogana Vecchia 5), Antigone presenterà un pre-rapporto sulle condizioni di detenzione in Italia. 

Verranno presentati gli esiti delle visite effettuate in questi primi mesi dell'anno e saranno forniti dati e numeri aggiornati su carceri e detenzione.

Verranno inoltre illustrati i 20 punti proposti da Antigone per la discussione che si sta svolgendo nell'ambito degli Stati Generali dell'Esecuzione Penale, organizzati dal Ministero della Giustizia.

LA CARTELLA STAMPA (.pdf)

I 20 PUNTI DI ANTIGONE (.pdf)

Roma, 27/07/2015

Carcere di Parma. I primi esiti della nostra visita

10860837 969867789721696 6281381400440075843 oSiamo stati in visita al carcere di Parma in data venerdì 17 luglio 2015. La visita è stata condotta insieme al Garante dei detenuti di Parma Roberto Cavalieri. Siamo stati accolti dalla vicedirettrice Lucia Monastero e dal Comandante della Polizia Penitenziaria Domenico Gimmelli.

Rispetto ad altri istituti a Parma vi è una minore diminuzione di detenuti rispetto al 2012 passandosi dai 640 detenuti del 2012 ai 536 attuali a fronte di una capienza regolamentare di 350 detenuti. In media vi sono due detenuti per cella e anche diversi detenuti in celle singole. Rispetto al 2012 sono stati riaperti i centri diagnostici terapeutici e sono stati potenziati dalal Asl con inserimento di nuove visite specialistiche anche se ci vengono segnalati tempi lunghi per poter accedere a determinati tipi di prestazioni sanitarie, in particolare per i cardiopatici stante che ben 160 detenuti soffrono di tali patologie.

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Suicidi a Regina Coeli. Le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

11078259 689443051162259 3064525589418298004 nCOMUNICATO STAMPA - Suicidi a Regina Coeli. Le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

Le due tragedie di Regina Coeli devono indurre a rivedere e se possibile eliminare del tutto la pratica dell'isolamento e a investire energie umane nei reparti dei nuovi giunti, dove a tutti deve essere consentito di vivere in comunità e di avere un sostegno psicosociale adeguato. E questo un compito anche delle ASL.  

Nel Lazio la Regione ha approvato un protocollo per la prevenzione dei suicidi in carcere. Va reso operativo.  

La questione dei suicidi in carcere non c'entra con il numero degli agenti di polizia penitenziaria, già oggi tra i più alti di Europa. Di tutto ciò gli Stati Generali dell'Esecuzione Penale, organizzati dal ministero della Giustizia, sono un'ottima occasione per cambiare in meglio le prassi.  

Roma, 21/07/2015

La denuncia di Antigone: a tre anni dalla morte di Alfredo Liotta, le indagini preliminari ancora non si sono chiuse

cavadonna 3COMUNICATO STAMPA - Denuncia del Difensore civico di Antigone (Simona Filippi): a tre anni dalla morte di Alfredo Liotta, le indagini preliminari ancora non si sono chiuse

Era il 26 luglio del 2012, quando Alfredo Liotta, a soli 41 anni, veniva trovato cadavere nella sua cella della C.C.di Siracusa.
Secondo lo psichiatra dei familiari, Alfredo era affetto da “epilessia tonico clonica temporale con aura ad espressività comportamentale caratterizzata da perdita percettiva spazio-temporale, deliri e allucinazioni, aggressività, rotture comportamentali.”

In un esposto depositato a luglio 2013, il Difensore civico di Antigone denunciava i molti aspetti oscuri e contraddittori delle cause che hanno portato alla morte di Alfredo: cosa è stato fatto per i problemi fisici e psichici del detenuto, considerati “strumentali” dal personale penitenziario, quando nel giro di sei mesi aveva perso circa 40 chili e non riusciva più neanche a camminare?

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Tortura. Chiediamo a Renzi un impegno diretto per la legge

renzi-pdGentile Presidente del Consiglio,

dal 1988 l’Italia aspetta di tener fede ad un impegno assunto dinanzi alla comunità internazionale, allorché il Parlamento ratificò la Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti.

Finora ogni tentativo di inserire il reato di tortura nel codice penale è andato a vuoto. In più occasioni le corti internazionali e quelle interne hanno stigmatizzato questa lacuna che costringe il nostro Paese a restare sotto lo sguardo critico degli organismi sovranazionali.

Abbiamo molto apprezzato il suo intervento nell’aprile scorso quando a proposito del reato di tortura ha affermato che approvarlo “è la risposta di chi rappresenta un Paese”.

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No all'aumento di pena per furti e rapine. Non è così che si contrasta il crimine.

COMUNICATO STAMPA - "I più grandi studiosi di diritto penale ci hanno insegnato che il sistema penale deve essere impermeabile agli umori dell'opinione pubblica. Oggi su un grande quotidiano c'è addirittura un sondaggio on-line nel quale si chiede se siamo d'accordo all'aumento di pena carceraria per scippi e furti in appartamento. Su questi temi vince sempre chi la spara più grossa. Su questi temi vince sempre il Salvini di turno perché parla alla pancia e non alla ragione delle persone" sono le parole di Patrizio Gonnella, presidente nazionale di Antigone.

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Tortura. La Commissione giustizia del Senato modifica il ddl. Le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

patrizio-gonnella-associazione-antigoneTortura. La Commissione giustizia del Senato modifica il ddl. Le dichiarazioni di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

Purtroppo era nell'aria e si capiva che la discussione, attorno al disegno di legge sull'introduzione del reato di tortura, si stesse incanalando nel sentiero sbagliato, fin da quando la Commissione giustizia del Senato ha audito informalmente solo i capi di tutte le forze di Polizia.

Questo ramo del Parlamento pare reintrodurrà il plurale nel caso delle violenze, cosa che porterebbe a a configurare il reato solo nel caso in cui siano commesse reiterate violenze. Per cui andrebbe impunito il mono-torturatore, quello che per una volta ad esempio usi violenza inaudita fisica o psichica (ad esempio minaccia di morte i figli della persona sotto custodia legale).

Un delitto che, così come configurato dalla Commissione giustizia di Palazzo Madama, sarà ancora più generico del già generico testo approvato dalla Camera. Il ping pong parlamentare rischia di rendere tutto evanescente e di non far arrivare a nulla.

Ci appelliamo all'Aula del Senato affinché approvi subito il testo più conforme possibile a quello presente all'articolo 1 del trattato Onu.
Chiediamo al Governo - assieme agli oltre 51000 firmatari della nostra petizione - di darci una mano su questo terreno.

Casa circondariale di Ferrara. I primi risultati della nostra visita

carcere ferraraLa casa circondariale di Ferrara si trova nell’area extraurbana della città. Vi sono ristretti poco più di 300 detenuti. Oggi questo è uno dei carceri in Italia a prevedere una sezione di alta sicurezza (AS2) destinata agli anarchici e sovversivi. La struttura, che era stata danneggiata dal terremoto del 2012, è stata ora completamente rimessa in sicurezza e tutte le sue parti sono agibili.

Complessivamente l’istituto si presenta in buone condizioni. Esso appare pulito e ben tenuto sia nelle aree esterne (soprattutto l’area verde per i colloqui all’aperto è molto curata), che nei locali interni (cucina, palestra, teatro, area colloqui). L’area dedicata ai colloqui (che si svolgono 6 giorni alla settimana su 7) è accogliente: ci sono molti spazi dedicati all’incontro dei detenuti con i figli, dotati di giochi e allestimenti dedicati all’infanzia, dove vengono organizzate anche iniziative da parte dei volontari specificamente dedicate ai bambini in visita.

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Tortura: in centinaia su twitter e oltre 50.000 con una petizione chiedono #SubitoLaLegge

COMUNICATO STAMPA - Tortura: in centinaia su twitter e oltre 50.000 con una petizione chiedono #SubitoLaLegge

Centinaia di persone hanno risposto alla mobilitazione su twitter lanciata da Antigone e, quando ancora mancano alcune ore alla fine di questa giornata internazionale contro la tortura, hanno chiesto a Matteo Renzi di farsi garante dell'approvazione della legge sulla tortura utilizzando l'hashtag #SubitoLaLegge.

Persone che si aggiungono alle oltre 51.000 che hanno firmato la nostra petizione, nonché a personaggi come Erri De Luca, Massimo Carlotto, Piotta, che hanno messo il loro volto nella campagna "Chiamiamola Tortura" da noi promossa.

Sono queste le risposte che arrivano a chi prova ad ostacolare l'approvazione di un reato che ci viene chiesto non solo dal buon senso, ma da organismi internazionali quali la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo e dalle Nazioni Unite.

La tortura in Italia esiste ed è praticata. Per questo è urgente che il Senato approvi in tempi brevi questa legge, senza ulteriori tentennamenti e corse al ribasso.

Roma, 26/06/2015

Il Sap contro il reato di tortura. Gonnella, Corti e Corleone : “spiegassero a Ban Ki-Moon e al Papa perché sono contrari”

torturaIl Sap contro il reato di tortura. Gonnella, Corti e Corleone : “spiegassero a Ban Ki-Moon e al Papa perché sono contrari”

Domani è la giornata internazionale contro la tortura è, in Italia, ad oltre 26 anni dalla ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite, il codice penale ancora non prevede questo reato.
Nelle ultime ore il Sap (Sindacato Autonomo di Polizia), vi si è scagliato contro, annunciando che oggi scenderà in piazza distribuendo appositi volantini. La motivazione sta nel fatto che favorirebbe estremisti e violenti, impedendo alle forze dell’ordine di svolgere il proprio lavoro.

“La posizione del Sap è fuori dalla comunità internazionale” dichiarano Patrizio Gonnella (Antigone), Massimo Corti (Acat) e Franco Corleone (coordinatore dei Garanti dei detenuti). “La polizia deve essere un corpo che protegge i diritti umani e non deve aver paura del reato di tortura. Va ricordato che la tortura è considerato dal diritto internazionale un crimine contro l’umanità tanto da essere fra quelli su cui può investigare e giudicare la Corte Penale Internazionale dell’Aia”.

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