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La custodia cautelare: analisi delle misure alternative e del processo decisionale dell’autorità giudiziaria in Italia

carceriL’Italia è stata a lungo uno dei paesi dell’Unione europea con la più alta percentuale di detenuti in custodia cautelare, ed è uno dei primi per contestazioni di violazioni dell’articolo 5 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) in questa materia, relative soprattutto all’eccessivo periodo di detenzione preventiva e all’assenza di effettive garanzie.  

L’Associazione Antigone ha di recente partecipato al progetto europeo “The practice of pre-trial detention: monitoring alternatives and judicial decisioni-making”, finanziato dalla DG Justice dell’Unione Europea  e  coordinato da  Fair Trials international.    

Qui presentiamo il rapporto conclusivo (link) della parte di ricerca svolta in Italia, in cui si identificano alcuni problemi chiave, relativi ad esempio alle prerogative della difesa o ai diritti dell’imputato straniero, e si suggeriscono alcune possibili soluzioni.

Per chi fosse interessato qui trovate anche la versione in inglese (link)

 

Pubblicazione1

 

Detenzione inumana. Un'ordinanza di risarcimento danni

carcereinsideIl 7 ottobre scorso, con l'ordinanza n. 2559, il Tribunale di Genova ha accolto il ricorso ex art. 35 ter o.p. presentato da un uomo che era stato recluso nei carceri di Cremona e Milano San Vittore denunciando una condizione di detenzione inumana, in violazione di quanto previsto dall’art. 3 della Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali

Riportiamo qui l'ordinanza del Giudice del Tribunale di Genova, l'ordinanza del Giudice Istruttore e una nota di commento da parte degli Avvocati Alessandra Ballerini e Nicola Rossi.

Prende il via il Progetto “Antigone: Another side off life”

logo antigoneDa gennaio 2016 prende il via il Progetto “Antigone: Another side off life” portato avanti da lo “Sportello per i Diritti” del Difensore Civico, attivo presso la Casa Circondariale di Rebibbia N.C., e il Segretariato Italiano studenti in Medicina, sede di Roma - Università "La Sapienza".

Il progetto prevede la partecipazione alle attività dello sportello di sei studenti in medicina che affiancheranno i volontari dell'associazione In questi anni, grazie all'importante impegno profuso dai medici volontari del Difensore civico (Dott.ri Antonio Cappelli e Susanna Zecca) sono state riscontrate diverse criticità del sistema sanitario penitenziario: il rapporto tra detenuto e medico di reparto, il diritto all'informazione (anche dei familiari), il diritto alla certificazione, i tempi di attesa delle prestazioni, la tempestività degli interventi urgenti, l'assistenza psicologica e psichiatrica, le modalità di somministrazione di psico-farmaci, la continuità assistenziale tra i servizi sanitari intramurali e quelli esterni e in occasione di trasferimenti, le attività di riabilitazione, le modalità di redazione del diario clinico, l'aggiornamento del personale saniatario e il rischio burn out, le prestazioni odontoiatriche, le attività di prevenzione e di educazione sanitaria di base.

Con l'avvio di questo progetto, si cercherà di dare un ulteriore contributo per la ricerca di strumenti validi a tutela del diritto alla salute delle persone detenute.

StopOpg ha visitato le Rems in Emilia Romagna: tappa a Casale dei Mezzani (Parma) e alla Casa degli Svizzeri (Bologna)

stop-opg1Dalle visite e dai colloqui con gli operatori, sia a Bologna che a Casale dei Mezzani, emerge con chiarezza che il ruolo delle Rems - e quindi della misura di sicurezza detentiva - deve divenire residuale rispetto ai progetti di cura e riabilitazione da svolgersi nel circuito del servizi di salute mentale territoriali (proprio come indica la Legge 81/2014).

Il 14 gennaio 2016 una delegazione del comitato nazionale stopOpg ha visitato le Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza REMS  (le strutture previste dalla legge 9/2012 per la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari OPG) dell’Emilia Romagna a Casale dei Mezzani e a Bologna. Le tappe in Emilia seguono  le visite alle Rems in Friuli Venezia Giulia, Campania e Lazio (vedi Report 30 novembre, 3 e 4. Dicembre 2015).

A questo link proponiamo un bilancio, sintetico e generale, su quanto visto, su quanto emerso dalla discussione con gli operatori e dall'incontro con le persone internate nelle due Rems visitate in Emilia Romagna.

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Depenalizzazione della cannabis. Il provvedimento non avrà alcun impatto su carceri e vite. Bisogna depenalizzare la coltivazione per uso personale

cannabis-675-275Antigone/Depenalizzazione cannabis: il provvedimento non avrà alcun impatto su carceri e vite. Bisogna depenalizzare la coltivazione per uso personale  

È stato approvato stamattina il “pacchetto depenalizzazione” che, tra le varie misure, prevedeva anche la coltivazione di cannabis a scopo terapeutico, provvedimento al centro del dibattito negli scorsi giorni. 
Tuttavia questa depenalizzazione interessa solo la violazione dell’autorizzazione alla coltivazione a scopo scientifico o per la produzione di farmaci a base di cannabis. Non avrà quindi alcun impatto sulla condizione delle carceri né, tantomeno, su quella delle tante persone che si curano già oggi con la cannabis terapeutica, autocoltivandola, con tutte le conseguenze penali del caso, come ci raccontano storie di attualità.    

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G8 di Genova, il governo propone risarcimento per Bolzaneto. A quando una legge sulla tortura?

tortura-g8-bolzanetoLo scorso 23 novembre lo Stato italiano ha offerto 45.000 euro ciascuno a due detenuti che, con l’aiuto di Antigone e di Amnesty International, erano ricorsi alla Corte di Strasburgo per non aver avuto giustizia in Italia riguardo alle violenze brutali da loro subite in anni passati nel carcere di Asti. Oggi il governo torna a offrire la stessa cifra per il medesimo motivo, una compensazione amichevole che chiuda la questione ed eviti di arrivare a una sentenza europea.  

Come si trattasse di zucchine o patate: 45.000 euro al chilo per un po’ di tortura a buon mercato. Adesso questo denaro il ministero degli Esteri lo offre alle vittime delle violenze commesse durante il G8 genovese del 2001 nella caserma di Bolzaneto, che sono ricorse a Strasburgo ancora per l’incapacità italiana di punire i torturatori. Un evento che ha segnato la storia d’Italia, quella ‘macelleria messicana’ che ha scosso il mondo, sottratta alla giustizia e alla pubblicità dei tribunali e trattata a suon di compravendita.

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Antigone traduce le Mandela Rules in italiano

robben-island-with-a-life-sentence-for-treason-for-his-participation-in-the-african-national-congress-anc-in-1964-19-y-robben-island-and-the-rest-in-pollsmoo-620x264"Abbiamo voluto tradurre le nuove regole penitenziarie delle Nazioni Unite dette anche Mandela Rules. Tra non molto saranno ufficialmente adottate dall'Assemblea generale Onu. Si tratta di norme non vincolanti per gli Stati membri ma ricche di standard che i governi dovranno nel tempo rispettare.

La dimensione sovranazionale aiuta quella interna a fare passi in avanti nella cultura di una pena che non sia solo punizione. Per questo è importante che siano conosciute e diffuse.

Ringraziamo Dla Piper per la traduzione delle Mandela Rules". 

Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone

Mandela Rules (in italiano)
Mandela Rules (in inglese)

Antigone/Palermo: Suicidio e tentato suicidio al carcere Pagliarelli

164347266-40aefd82-e233-4fac-85fa-3448653e27ecIl 22  dicembre u.s. all'interno del carcere Pagliarelli di Palermo si è suicidato un detenuto di 64 anni del reparto Laghi, un reparto a vigilanza dinamica.  

Il giorno successivo, durante la visita all’interno del reparto che ospita le detenute del cardinale Lorefice - che ha portato loro una parola di conforto - si è consumato un tentativo di suicidio tramite impiccagione.  

“C’è un diffuso disagio nel carcere Pagliarelli, disagio da me avvertito anche durante la visita che ho effettuato nel mese di Ottobre. Scarsissima la presenza di psicologi, pochissime ore mensili a disposizione per centinaia di detenuti" dichiara Pino Apprendi, presidente di Antigone Sicilia.
"Non si può “archiviare” tutto con estrema semplicità e disinvoltura.Chiediamo al Ministro Orlando di avviare una indagine su quanto accade in questo carcere, partendo dai fatti odierni e dal numero dei casi di detenuti in isolamento in questo anno”, conclude Apprendi.

A Natale regala diritti

Nel 2016 Antigone compirà i suoi primi 25 anni di vita. 25 anni spesi dalla parte dei diritti.  Permettici di continuare a farlo. A Natale regala diritti, regala la tessera 2016 di Antigone.

Facendolo ci permetterai di proseguire la nostra campagna per l'introduzione del reato di tortura, di continuare a visitare tutte le carceri del paese e redigere il nostro rapporto annuale. Sosterrai la nostra trasmissione radiofonica Jailhouse Rock. E tutte le altre attività che quotidianamente svolgiamo in difesa dei diritti di tutti.

Come fare? Basta seguire questo link e compilare il modulo a nome della persona a cui si vuole regalare la tessera. La spediremo noi ai recapiti indicati. Se ci indichi un tuo indirizzo e-mail all'indirizzo segreteria[at]associazioneantigone.it provvederemo a spedirti una lettera da dare alla persona cui regalerai la tessera in attesa che questa le arrivi.

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Asti, lo Stato risarcisce i torturati ma non approva una legge che punisce la tortura

Alcuni giorni fa abbiamo dato la notizia della composizione amichevole che il Governo italiano ha offerto a due ex detenuti torturati nel carcere di Asti.

Con questa timeline ripercorriamo quella vicenda che è anche solo l'ultima, in ordine di tempo, dimostrazione di quanto è urgente approvare una legge che punisca la tortura nel nostro Paese.

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