Un caso di ingiustizia e disumanità dell’attuale legge sulle droghe. “Subito una nuova legge” dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone.

patrizio-gonnella-associazione-antigoneCOMUNICATO STAMPA - Un caso di ingiustizia e disumanità dell’attuale legge sulle droghe. “Subito una nuova legge” dichiara Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone.

Lo scorso 13 aprile un giovane romano di 25 anni ha subito una condanna a un anno di carcere per avere coltivato erba per finalità terapeutica.

Orfano di padre all’età di 12 anni si è ritrovato con una madre affetta da gravi patologie (hiv, epilessia farmacorestistente, depressione, cirrosi, altro). Il medico ha prescritto alla mamma derivati cannabinoidi. Lui non è ancora riuscito ad ottenere per vie legali. Così ha deciso di alleviare i dolori della mamma producendola a casa.

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Non estradare Paolo Iodice, detenuto gravemente malato

8364382142 fcbe016a65 oDetenuto italiano che vive con la bombola d’ossigeno ed è in gravi condizioni di salute rischia l’estradizione in Albania. Antigone chiede di sospendere l’esecuzione del provvedimento

Paolo Iodice, detenuto presso la casa circondariale di Regina Coeli a Roma, rischia l’estradizione in Albania dove deve scontare una pena di quattro anni perché ritenuto colpevole dei reati di traffico di veicoli e falso documentale. Il suo stato di salute è tuttavia molto grave e l’esecuzione del provvedimento di estradizione potrebbe provocare danni irreversibili. Per tale motivo Antigone ha chiesto alle autorità italiane di sospendere il provvedimento a tutela della sua salute e della sua stessa vita.

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Antigone si unisce alla richiesta di Grazia per Iqbal Muhammad

iqbalDurante la conferenza stampa di presentazione del nostro XI Rapporto sulle condizioni di detenzione è intervenuta anche la figlia del signor Muhammad Iqbal. Alcuni mesi fa, alla soglia dei suoi cinquantasette anni, è stato portato nel carcere romano di Rebibbia per scontare una condanna a oltre nove anni di carcere. Il signor Muhammad è stato condannato per reati riguardanti un traffico internazionale di stupefacenti commessi nel lontano 1996. Iqbal Muhammad è entrato in carcere per scontare una pena a distanza di 19 anni dai fatti. Che valore può mai avere tale pena?

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Tortura, ora subito approvazione al Senato” dichiarazione di Patrizio Gonnella, presidente di Antigone

tortura“La Camera ieri in tarda serata ha approvato il disegno di legge diretto all’introduzione del delitto di tortura nel codice penale e questa è una buona notizia. Dunque si giunga subito all’approvazione in via definitiva del testo per evitare altre condanne sul piano internazionale. 

Ora la palla passa al Senato che speriamo faccia non presto ma prestissimo. Non vogliamo che si riapra un dibattito infinito e pretestuoso il quale potrebbe decretare ancora una volta la morte del testo, sacrificato nel gioco del ping pong parlamentare.
Antigone, insieme a tante altre associazioni, aveva raccolto decine di migliaia di firme intorno a una proposta che riproduceva il testo Onu. In 24 ore la nostra petizione su change.org ha raccolto più di 45 mila firme. Il testo approvato alla Camera non lo riproduce fedelmente ma oggi prioritario è avere una legge. Spetterà poi ai giudici applicarla.
Nei casi delle violenze a Sassari, Napoli, Diaz, Bolzaneto, Asti avrebbe aiutato le vittime ad avere giustizia. Sappiamo che la questione della tortura è principalmente questione culturale degli operatori della giustizia e della sicurezza”.

Tortura: si faccia presto e bene. Lo afferma la Cassazione con nettezza. Un breve excursus delle inerzie parlamentari fino a oggi.

patrizio-gonnella-associazione-antigoneIn Italia vi è l’impunità anche per chi tortura all’estero nonostante sia stato firmato e ratificato finanche lo Statuto della Corte Penale Internazionale.
 
La Corte di Cassazione nel 2014 a proposito del sacerdote Franco Reverberi, cappellano militare in Argentina al tempo della dittatura e accusato di avere preso parte agli “interrogatori e tormenti” avvenuti ai danni degli oppositori nel 1976, nel negare l’estradizione ha affermato che “l’inadempienza dell’Italia nell’adeguarsi agli obblighi della Convenzione Onu crei una situazione paradossale in cui un reato come la tortura che a determinate condizioni può configurare anche un crimine contro l’umanità, per l’ordinamento italiano non è un reato specifico. E’ quindi necessaria una legge che traduca il divieto internazionale di tortura in una fattispecie di reato, definendone i contenuti e stabilendo la pena, che potrà determinare anche il regime temporale della prescrizione – scrivono ancora i giudici – Pertanto, nell’attuale situazione normativa non può invocarsi, così come fa parte ricorrente, l’imprescrittibilità della tortura, cioè di un reato che non c’è”. 

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Tortura. Oltre 32000 firme per chiedere il reato. Antigone scrive a Renzi

torturaIn poche ore la petizione lanciata da Antigone, per chiedere l'introduzione del reato di tortura nel codice penale, supera le 32.000 firme. 

Inoltre sono già oltre 1.000 gli utenti che, rispondendo al nostro appello, stanno chiedendo su twitter al Presidente del Consiglio Matteo Renzi di farsi garante dell'approvazione della Legge utilizzando la frase "#Diaz Dopo la condanna di Strasburgo @matteorenzi si faccia garante dell'approvazione del reato di #tortura! @AntigoneOnlus".

A fronte di ciò Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, ha scritto una lettera a Matteo Renzi, chiedendogli di fare quanto nelle sue possibilità per giungere all'obiettivo di una legge che punisca la tortura e chiedendo al Presidente del Consiglio una sua esplicita presa di posizione pubblica.

Leggi la lettera (.pdf)

Firma la petizione sulla piattaforma change.org: www.change.org/chiamiamolatortura

 

Opg/Rems: Antigone Abruzzo interroga Presidente e Assessori

il pres. di Antigone AbruzzoNei giorni scorsi Antigone Abruzzo ha presentato un'interrogazione diretta al Presidente della Regione e ad alcuni Assessori in merito alla chiusura degli OPG - avvenuta il 31 marzo - e alla Rems di cui la Regione stessa deve dotarsi per ospitare i 13 internati, di cui 5 sono stati già giudicati “dimissibili”, usciti dagli OPG. 

La preoccupazione è quella relativa al rischio del commissariamento che corre la Regione se non organizzerà entro 4 mesi l’assistenza alternativa. Fatto che sottolinea quanto debba essere urgente ed efficace la risposta a questa sfida contro il tempo da parte della politica che, può inoltre ben ricavarsi dalla condizione degli internati che non hanno più famiglia e degli stranieri abbandonati. Una risposta da dare anche a fronte dei 4,8 milioni di euro trasferiti dallo Stato a tale scopo. 

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Alla Diaz fu tortura. La dichiarazione di Patrizio Gonnella, Presidente di Antigone

Davies3webRoma, 07/04/2015 - C’è una giustizia a Strasburgo. L’Italia condannata per le brutalità e le torture della Diaz che, finalmente in Europa e solo in Europa, possono essere chiamate tortura. In Italia questo non si può fare perché manca il reato nel codice penale. Un fatto vergognoso e gravissimo, lo avevamo detto più volte. 

Fra l’altro c’è un nostro ricorso analogo pendente a Strasburgo per le violenze nel carcere di Asti dove, ugualmente, la Corte ha rinunciato a punire in mancanza del reato.
Speriamo che questa sentenza renda rapida la discussione parlamentare e ci porti ad una legge che sia fatta presto e bene, cioè in coerenza con il testo delle Nazioni Unite.

OPG/Antigone. L'esito delle cinque visite di Antigone negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari

IMG-20150330-WA0001Come preannunciato, oggi si sono svolte le visite da parte degli Osservatori dell’Associazione Antigone e dei responsabili delle sedi regionali, in cinque dei sei OPG attualmente esistenti in Italia: Aversa, Castiglione delle Stiviere, Barcellona Pozzo di Gotto, Reggio Emilia e Napoli. Nei giorni a seguire, a Montelupo Fiorentino.

Quella di chiudere gli OPG è una decisione importante, frutto di anni di lunghe battaglie condotte da più soggetti, tra cui Antigone. Una riforma che, le nostre visite hanno dimostrato, essere stata necessaria.

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